lunedì 30 settembre 2013

Orzotto tricolore per una giusta causa!

Inizia la mia ultima settimana di lavoro e visto che per due settimana mi godrò "il dolce far niente" (si, voi ci credete??Io no!), ho pensato che un piccolo impegno in ambito sociale poteva essere il modo giusto per inaugurare le vacanze! Scherzi a parte, sono venuta a conoscenza del progetto "Io non mangio da solo" che trovo molto interessante per garantire quel minimo di sostentamento a neonati e mamme di centinaia di comunità dell'America Latina e Africa (per ulteriori informazioni vedere qui).
Il tema di quest'anno è incentrato sui cereali, fonte di nutrimento fondamentale per l'essere umano, e "l’idea è quella di creare un calendario e un’agenda per il 2014 con le migliori foto e ricette arrivate, la cui vendita andrà interamente a finanziare i programmi della campagna."
Io ho pensato di contribuire con una ricetta molto semplice che ha come protagonista l'orzo. L'ho riscoperto da poco tempo e devo dire che già me ne sono innamorata. Si presta ad essere risottato, in insalata ma anche come ripieno di verdure e torte salate.
Ricco di proteine e fibre, ci aiuta a mantenere uno stile di vita sano ed equilibrato, sazia molto di più rispetto ad altri carboidrati complessi ed ha un sapore molto piacevole.
Per l'occasione ho sfruttato le ultime verdure che mi ha regalato questa settimana l'orticello (ormai agli sgoccioli, sigh, sigh) ed un formaggio particolarmente saporito e poco calorico.




Il gioco cromatico degli ingredienti è un inno alla nostra bandiera italiana, in sostegno di una giusta causa!


Dosi a persona:

50 gr di orzo 
1 pomodoro maturo e sodo
3 peperoncini verdi dolci
60 gr di quartirolo lombardo DOP
1/2 bicchiere di birra chiara (o vino bianco)
1 aglio intero



Sbucciare il pomodoro e ridurlo in piccoli pezzi.



Lavare i peperoncini, eliminare la calotta e tagliarli a metà per la lunghezza. Pulire dai filamenti e semi interni e ridurre anch'essi in piccoli pezzi.
In una pentola dai bordi alti, versare il pomodoro, aggiungere l'aglio e la birra. Cuocere a fuoco dolce e appena inizia a sciogliersi aggiungere i peperoncini e l'orzo. Mescolare spesso e portare a cottura (se necessario aggiungere poco acqua per non farlo attaccare al fondo). 



Spegnere il fuoco, eliminare l'aglio e mantecare con il formaggio sbriciolato con le mani.
Servire ben caldo.




Non c'è bisogno di aggiungere sale, questo formaggio è già molto sapido e si rischierebbe di coprirne il sapore!


Un piatto semplice, dove la scelta di ingredienti di qualità lo rende vincente e senza grassi aggiunti per allietare il palato e risaldare lo spirito!

domenica 29 settembre 2013

Brioches semplici, poco burro, tanto gusto!

Ormai sto prendendo l'abitudine a rinfrescare la pasta madre il venerdì sera e dedicare il sabato alla panificazione (o anche detta "sperimentazione" a go go!).
Stavolta il "piccolo chimico" che è in me si è cimentato nel prodotto da colazione per eccellenza: le brioches!
Io non sono solita mangiarle o confezionarle (né a casa, né tantomeno al bar) e, come ben sapete, nelle mie colazioni prediligo sempre fette biscottate e marmellata abbinate ad una buona e calda tazza di thè..ma volete togliervi lo sfizio di una colazione da weekend in piena regola?? La risposta è ovvia! 
Stamani avevo proprio bisogno di consolarmi e meno male c'erano loro a farmi compagnia..la domenica si prospetta molto noiosa, sta piovendo a catinelle (si dice ancora??), il marito è malato (o meglio sta recitando la parte della "piccola fiammiferaia" per ottenere il massimo delle attenzioni..la febbre se ne è già andata da ieri pomeriggio..) e sicuramente non metterò il naso fuori di casa (a meno che non mi procuri una zattera o un gommone..)! Una pila di panni da stirare sta aspettando le mie cure e probabilmente mi sarà impossibile negargliele..


Queste brioches, contendo poco burro, risultano molto più leggere e digeribile, senza però comprometterne la fragranza..provare per credere, sono molto più semplici e veloci di quello che sembrano!


Ingredienti per circa 20 pezzi:

500 g di farina macinata a pietra x dolci (o 350 g Manitoba+150 g farina 00)
200 g di lievito madre (o 20 g di lievito di birra)
2 uova
195 g di latte p.s. freddo di frigo
60 g di zucchero di canna
40 di zucchero semolato
1 bustina di vanillina pura
40 g di burro freddo

x la sfogliatura:
40 g di burro fuso e raffreddato

Ho effettuato l'impasto nella planetaria. Nel caso vogliate procedere a mano, consiglio di utilizzare gli ingredienti a temperatura ambiente e non freddi.

Sciogliere il lievito madre nel latte e aggiungere le uova. A parte mescolare la farina con la vanillina e gli zuccheri. Incorporare agli ingredienti liquidi e appena iniziano a compattarsi aggiungere il burro a dadini (un pezzetto alla volta). Lavorare a bassa velocità per non surriscaldare il composto, fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo (circa 10-15 minuti). Rovesciare sul piano leggermente infarinato e formare una palla.



Lasciar riposare per 30 minuti sotto un canovaccio asciutto e pulito (in questo modo la pasta perderà elasticità e sarà più facile lavorarla).
Nel frattempo sciogliere il burro a fiamma bassa senza farlo bollire e farlo raffreddare a temperatura ambiente.
Dividere l'impasto in 2 parti uguali e stenderle* in uno spessore di circa 2-3 mm.
*Si può fare un rettangolo 35x30 cm e dividerlo a metà, poi in sezioni triangolari.

*Oppure in un cerchio di 35 cm di diametro e dividerlo in spicchi con una rondella da pizza.

Spennellare la superficie di burro fuso e arrotolare i triangoli su se stessi partendo dalla base fino a formare la classica forma da cornetto. Fare attenzione a posizionare la punta sotto, in modo che in lievitazione non si aprano.
Sistemare distanziati su teglie rivestite di carta da forno e spennellare la superficie con il burro avanzato.



Lasciar lievitare in luogo caldo fino al raddoppio (io 4 ore nel forno spento con la luce accesa).



Preriscaldare il forno a 200°C con una ciotola d'acqua sul fondo per creare il vapore.
Infornare nel ripiano centrale e cuocere per 25 minuti.



Sfornare e lasciar intiepidire.


Una volta fredde si possono congelare in sacchetti da freezer. Basterà tirarle fuori la sera prima per avere la colazione già pronta la mattina seguente.


Appena tiepide danno il massimo del gusto, da fredde sono buone ma consiglio di scaldarle prima della degustazione per ottenere nuovamente un prodotto come appena sfornato!


L'interno è soffice e la superficie leggermente croccante, si possono servire spolverati di zucchero a velo o per i più golosi aperte in due e farcite di crema, marmellata, miele.


Si conservano per circa 2 giorni senza perdere sapore o consistenza.


BUONA COLAZIONE!
Attenzione: consiglio di spolverarle di zucchero a velo dopo averle scaldate o tenderà a caramellare con il calore (come è successo a me) ma, estetica a parte, il gusto non ne ha risentito!

Con questa ricetta partecipo al contest (sezione dolci):

sabato 28 settembre 2013

I biscotti della nonna alla farina di granoturco e olio d'oliva

La mia connessione in questa settimana è stata pessima e per scrivere ogni post mi ci è voluta tutta la mia santa pazienza (che ultimamente è anche piuttosto provata dai trascorsi in ambito lavorativo!), ma anche oggi ce l'ho fatta: Consu-Tecnologia 1-0!
Speravo in un fine settimana vivace e spensierato invece da ieri sera ho il marito con la febbre e le nuvole di pioggia sulla testa (e non so se sia più "fastidiosa" una giornata di pioggia o uno zombie lamentoso in casa!)
Avevo voglia (bisogno) di un biscottino coccoloso, croccante e dal sapore genuino. Sono andata alla ricerca di qualcosa che ricordasse la mia infanzia felice trascorsa in compagnia dei miei adorati nonni ed ho ritrovato, su un vecchissimo libro di cucina toscana, questa ricetta di biscotti che consigliavano di fare quando si voleva smaltire della farina da polenta in scadenza. 
I miei nonni hanno sempre avuto l'uliveto (fortunatamente questa tradizione di farsi olio e vino da soli è riuscita a trovare solide radici in mio zio che continua a deliziarci con i prodotti della terra senza doverne ricorrere all'acquisto) quindi è sempre stato naturale per la mia famiglia confezionare i dolci con l'olio a discapito di altri grassi.
Le uova erano del pollaio raccolte ancora calde la mattina stessa e il forno era quello a legna nel quale ci si cuoceva davvero di tutto, dal pollo al pane, ai biscotti e crostate!


Un tuffo nel passato che ha riportato il sole nel mio cuore!


Ingredienti per una teglia:

150 g di farina 00
100 g di farina da polenta
60 g di zucchero grezzo di canna (+ 1 cucchiaio per la superficie)
1 uovo
1 pizzico di sale
1 cucchiaino di cannella (o 1 tazzina di liquore a piacere)
100 ml di olio e.v.o.

Mescolare tutti gli ingredienti secchi un una capiente ciotola. Formare un buco al centro dove rompere l'uovo e versare l'olio.


Incorporare i liquidi ai solidi con una forchetta e poi lavorare a mano fino ad ottenere un composto lavorabile. (Si otterrà un composto abbastanza morbido e sbricioloso).
Rovesciare l'impasto su una teglia rivestita di carta da forno e stendere accuratamente premendo con le mani in uno spessore di circa 4 mm. Con un coltellino affilato pretagliare i biscotti della dimensione desiderata. Spolverare tutta la superficie con altro zucchero.


Cuocere in forno caldo a 180°C per 20 minuti.
Sfornare e lasciar completamente raffreddare nella teglia. Il composto risulterà ancora morbido ma si solidificherà perfettamente nel raffreddamento.


Una volta ben freddi, spezzarli lungo i tagli.


Croccantissimi e dal sapore rustico, irresistibili abbinati ad un buon thè caldo per una pausa d'altri tempi!


Con questi biscotti della tradizione, ho il piacere di partecipare al contest:

A farmi tornare il sorriso sono state anche tre amiche blogger che mi hanno donato questo prezioso premio:

Ringrazio Annalisa, Angelica e Anita che mi hanno dimostrato per l'ennesima volta che questo blog sta andando nella giusta direzione e il loro apprezzamento mi ha riempito il cuore di gioia!

Ho il piacere di condividere questo riconoscimento con altri 15 blog in ordine casuale:
4. Linda di http://unafamigliaaifornelli.blogspot.it
5. Betulla di http://betullalba.blogspot.it
6. Alice di http://paneamoreceliachia.blogspot.it
7. Ilaria di http://www.nonsolopiccante.it
8. Enrica di http://vadoincucina.blogspot.com
9. Silvia di http://silviabrisimipiaceenonmipiace.blogspot.it
10. Veronica di http://dolciarmonie.blogspot.it
11. Monica di http://sogniesaporincucina.blogspot.it
12. Simona di http://www.tavolartegusto.it
13. Manu di http://adietadalunedi.blogspot.it
14. Maria Teresa di http://filiefornelli.blogspot.it
15. Maria Grazia di http://cookinggrace-graceinthekitchen.blogspot.it

Come sempre non è stato facile scegliere solo questi candidati perché secondo il mio punto di vista tutti voi meritati di essere "premiati" già solo per passare a trovarmi ogni giorni e regalarmi un sorriso, ma le regole sono regole ed ogni tanto anche una come me deve rispettarle..a gran fatica aggiungerei!

venerdì 27 settembre 2013

Insalata di orzo in rosa e verde

Oggi sono di poche parole, la stanchezza della settimana lavorativa mi ha esaurita! 
Vi mostro come mi sono accuratamente rifocillata!


Ormai non vi stupirete più nel vedere nei miei piatti frutta e verdura insieme, ma vi assicuro che l'abbinamento kiwi-peperoni-pesce-cereali è davvero eccezionale ed anche i più tradizionalisti potrebbero stupirsi dell'armonica unione.


Dosi per una persona:

60 g di orzo perlato (cottura 10 minuti)
4-5 peperoncini verdi dolci
50 g di gamberetti surgelati
1 kiwi
1 cucchiaio di salsa di soia 
Zenzero in polvere q.b.

Lavare i peperoncini e tagliarli per la lunghezza. Eliminare i semi e filamenti interno.



Ridurre in piccoli pezzi.
Cuocere l'orzo in abbondante acqua e aggiungere dopo 2 minuti la verdura e i gamberetti ancora surgelati. Mescolare di tanto in tanto.



Scolare tutto e ributtare in pentola. Mantecare con la salsa di soia e lo zenzero.
Servire con fette di kiwi.



Un piatto dai molteplici sapori che si amalgama delicatamente insieme.


Il retrogusto amarognolo dei peperoncini è attenuato dal dolciastro del pesce per poi essere avvolto dall'asprezza della frutta.

giovedì 26 settembre 2013

Treccine di pane al latte glassate al sesamo

Non ho resistito alla tentazione di rinfrescare nuovamente la mia pasta madre, sta diventando un'ossessione! Se me l'avessero detto probabilmente non ci avrei creduto (o forse, conoscendomi, avrei dovuto immaginare che sarebbe andata così!)
Come ho già detto in precedenza, ho sempre bisogno di panini da poter farcire per la "merenda del campione" (leggi, far fare l'allenamento di basket al caro consorte con il pancino pieno!)
Prima di fare il corso avevo dato fondo a tutte le scorte che da brava formichina mi ero preparata, proprio con l'idea che poi avrei avuto molteplici occasioni per confezionarne di nuove dando sfogo alla mia fantasia!
Ho osato (che novità, vero??) con una forma più elaborata ed ho sperimentato un nuovo metodo di lievitazione, cioè dare la forma prima del raddoppio e non dopo come ci hanno insegnato al corso..a mio rischio e pericolo, ovviamente! Posso dire che il risultato è stato molto soddisfacente ed anche l'estetica ha ripagato le aspettative!
Dovete ricordare che fare il pane è pazienza, amore e tanta delicatezza! Quindi niente stesure da piallatori di marmo ma dolci movimenti come se stesse accarezzando la mia piccola Miss Grey..più coccole e attenzioni ci metterete e più il vostro impasto vi ripagherà con un'esplosione di sofficità! 


L'esterno, grazie alla glassatura, risulta leggermente croccante, mentre l'interno è soffice e ben alveolato..una vera soddisfazione!


Dosi per 10 trecce:

500 g di farina 00
160 g di lievito madre rinfrescato
300 g di latte parzialmente scremato freddo di frigo
1 cucchiaino di miele d'acacia

x glassare:
1 uovo
2 cucchiai di latte parzialmente scremato
Semi di sesamo q.b.

Note importante: non ho messo sale perché lo scopo è quello di farcirli con il prosciutto e tutti sanno quanto sia salato quello toscano! Avrei rischiato la formazione del deserto del Sahara nella bocca del caro marito in fase di allenamento!

Sciogliere il lievito madre nel latte con il miele. Aggiungere la farina ed impastare fino ad ottenere un composto liscio e sodo.



Rovesciarlo sul piano infarinato e formare una palla. Coprire con un canovaccio pulito e lasciar riposare per 30 minuti (in questo modo la pasta perde elasticità e sarà più facile manipolarla).
Dividere l'impasto in pezzature da circa 100 g. Stenderle con l'aiuto di un matterello.



Dividere la lingua di pasta in tre parti uguali lasciandole attaccate ad una estremità.




Arrotolare delicatamente su se stesse.



Formare la treccia e sistemare su teglie rivestite di carta da forno.



Sbattere l'uovo con il latte e spennellarle. Decorare con i semi di sesamo.




Lasciar lievitare per 4 ore (o fino al raddoppio) in un luogo tiepido e lontano da correnti d'aria (io le ho messe nel forno spento con la luce accesa).




Preriscaldare il forno a 200°C con una ciotolina d'acqua sul fondo. Infornare le teglie nel ripiano intermedio e cuocere per 20 minuti.



Sfornare e lasciar raffreddare su una gratella.





Una volta fredde si possono congelare già aperte a metà. Al momento del bisogno basterà scongelarle a temperatura ambiente per circa 2 ore e farcirle.




In dimensioni più piccole si prestano ad essere servite per una cena a buffet o aperitivo.


Il mio timore era che si sentisse il sapore dell'uovo nel prodotto finito..invece dà un bell'aspetto ai panini senza rilasciarne traccia!
Eccolo pronto x il suo scopo!

Non contenta, con la pasta madre avanzata ho rifatto i PanGoccioli (dell'estetica del primo esperimento non ero del tutto soddisfatta). La ricetta è la stessa ma stavolta ho aggiunto all'impasto una bustina di vanillina ed ho diminuito la dose di burro. Prima della seconda lievitazione li ho spennellati di uovo e latte (quello avanzato dalla glassata delle trecce..nella mia cucina non si spreca niente!) senza aggiungere le gocce di cioccolato sulla superficie. Ecco il risultato, adesso sono perfetti (almeno per me!):


Una parte li ho portati al lavoro per la colazione dei miei colleghi che (manco a dirlo) se li sono spazzolati.. 


..con sommo dispiacere del marito che ha esordito : < ma erano miei!!! >
..non ha ancora capito che presto dovrò "nutrire" nuovamente la pasta madre e ne farà ancora indigestione di questi bocconcini! 

Dono questa ricetta alla raccolta Panissimo di settembre: