martedì 30 settembre 2014

Crema di avocado con patate dolci e mapo (Veg-antipasto)

Quando mi innamoro di un prodotto difficilmente abbandona la mia cucina. Questo è successo con la patata dolce. Non è facilmente reperibile dalle mie parte ma, come mi capita sotto tiro, torna sempre a casa con me. Ve ne avevo già dato un assaggio sia nel dolce che nel salato ma oggi voglio assolutamente stupirvi con effetti speciali e vi garantisco che seguiranno altre due ricette da leccarsi i baffi! Quindi tenetevi pronti a scoprire con me questo insolito ingrediente.
La patata dolce conosciuta anche come patata americana o batata è una grossa radice tuberosa commestibile, dalla forma affusolata e dalla buccia sottile che va dal rosso al giallo chiaro. La polpa sfuma dalle tonalità arancioni (le più dolci e saporite) a quelle beige.
Apporta carboidrati complessi, zuccheri semplici ed è ricca di fibre e povera di grassi. Importante fonte di potassio e vitamina A quasi al pari della carota.
Il suo sapore piacevolmente dolce ricorda quello della castagna e la consistenza pastosa si presta all'impiego in cucina anche come addensante.
Speravo di trovare quelle belle arancioni come l'anno scorso purtroppo mi sono capitate quelle meno saporite tendenti al bianco, ma con i giusti abbinamenti sono risultate golosissime ugualmente!
Ve le propongo in una crema spalmabile completamente vegetale da servire come antipasto alternativo e fuori dalle solite convenzioni! Vedrete che conquisterà anche i palati più tradizionali!



Ingredienti:



1 avocado maturo

100-150 g di patate dolci già lessate*
Succo di 1 mapo** o lime
Paprika dolce q.b.
Pepe verde q.b.
1 pizzico di sale fino
1 cucchiaino di aceto di mele

Verdure crude - pane tostato - crackers x servire


*Io le ho cotte intere con la buccia in pentola a pressione per 20 minuti. Poi le ho fatte raffreddare, sbucciate e passate nello schiacciapatate.



Tagliare in due parti l'avocado per la lunghezza. Eliminare il nocciolo interno e ricavare la polpa con l'aiuto di un cucchiaino, facendo attenzione a mantenere la buccia intatta.

Irrorare subito la polpa con il succo di mapo per evitare che annerisca, condire con le spezie, il sale e l'aceto. Schiacciare con i lembi di una forchetta fino ad ottenere una crema omogenea. Incorporare accuratamente la patata schiacciata.
Con la crema ottenuta riempire nuovamente le due bucce del frutto e servire con cruditè di verdure e pane croccante.


Personalmente l'ho gustato con carota cruda e crackers di riso, ma potete sbizzarrirvi con gli abbinamenti che preferite!


**Il mapo è un agrume ibrido tra un mandarino e un pompelmo. Si presenta piccolo e simile ad un lime nell'estetica ma dal gusto delicatamente aspro tendente al dolce.


Una consistenza cremosa e leggermente dolciastra al palato da far sognare.
Vi avviso che crea un'irresistibile dipendenza!

lunedì 29 settembre 2014

Sherbet alla pesca e timo

Il mio corpo non riesce ad abituarsi a questi sbalzi di temperatura e sta letteralmente impazzendo!
Un giorno è un caldo afoso da sciogliersi come un ghiacciolo al sole di ferragosto; un altro il sole è a picco con temperature record per poi ritrovarti nel bel mezzo di un nubifragio (...ovviamente impreparata all'evento con il tuo bel vestitino di seta ed un misero ombrello da borsetta a ripararti...)!
Vogliamo parlare poi dello sbalzo termico tra mattina-pomeriggio-sera?!
                                                     E sapete io che faccio?!
Ci rido su e per dispetto mi godo l'ultimo gelato estivo prima di riporre definitivamente la gelatiera (ma su quest'ultima affermazione non garantisco...).


Ho trovato delle pesche mature e succose, probabilmente le ultime, le ho abbinate a qualche rametto di timo recuperato in giardino e voilà, le jeux sont fait!

Dosi x circa 1kg di gelato:


500 g di polpa di pesca

500 g di yogurt bianco magro
50 g di fruttosio
Succo di 1/2 limone
3 rametti di timo fresco (solo le foglioline)


Sbucciare la frutta e privarla del nocciolo interno.

Ridurre tutto a dadini piccoli e versarla nel bicchiere del frullatore. Unire tutti gli altri ingredienti e ridurre in crema finissima.
Mettere in frigo per almeno 4 ore.
Versare la miscela nella gelatiera e far lavorare per circa 20 minuti o fino a raggiungere al consistenza desiderata.
Servire subito.

Nel caso avanzasse versarlo in stampini da sorbetti o ghiaccioli e riporre in freezer, otterrete un ottimo gelato rinfrescante su stecco!


Un gusto estremamente fresco ed aromatico che mi ha conquistata e, soprattutto, mi ha raddrizzato la giornata!

domenica 28 settembre 2014

Pasta integrale per riassumere l'estate in 3 colori!

Giallo peperone   Rosso pomodoro   Nero olive
Premetto che non voglio rendere omaggio a nessuna bandiera straniera, anche perché la mia estate è stata prettamente italiana e nello specifico versiliese.
Il giallo rappresenta per me il sole ed il suo calore, tutto quello che probabilmente mi mancherà di più (anche se si è fatto molto desiderare quest'anno!!!). Avrò nostalgia delle mie giornate in spiaggia o in sella alla mia bici con l'asfalto bollente sotto e la musica sparata nelle orecchie! La luce fino a tardi ed i raggi che scaldano la pelle già dalle prime ore del mattino. I vestiti leggeri, le scarpe aperte, le unghie dei piedi coloratissime, i capelli schiariti dal sole e increspati dalla salsedine (forse quello un po' meno...), mangiare in terrazza e dimenticare di coprirsi la sera.
Il rosso come l'amore che mi ha sostenuta in quest'estate difficile. Il colore brillante della frutta maturata al sole, succosa e dolce come il bacio del buongiorno. Sentirò lontano il profumo dei pomodori appena raccolti dalla pianta, delle grigliate con gli amici in giardino e del tramonto rosso rosso in riva al mare quando quella palla infuocata si tuffa sotto la linea dell'orizzonte.
Il nero come l'ombra che mi ha voluta a tutti i costi oscurare. La vita che si ribella alle imposizioni e decide per te, quando forse non sei ancora pronta alla svolta. Ti trovi sopraffatta e cerchi in tutti i modi di vederne le sfumature positive, magari vuoi che questo segni proprio l'inizio di una nuova pagina..stavolta però completamente bianca e candida dove poter riscrivere in libertà il proprio futuro.
Questa è stata la mia estate, un'estate diversa e per questo assolutamente indimenticabile.



Dosi a persona:



70 g di mezze maniche integrali (o formato a piacere)

1 peperone giallo
2 pomodori ramati maturi
1 manciata di olive nere cotte al forno
1 cucchiaino di olio e.v.o.*
1 aglio 


*Io ho utilizzato 6 g di burro di cacao. Qui troverete ulteriori informazioni sul prodotto. 



Lavare accuratamente il peperone e tagliarlo in falde. Eliminare i filamenti, i semi interni ed il gambo. Ridurre quindi la polpa in piccoli dadi. Fare lo stesso con i pomodori sbucciati.

Scaldare in una capiente padella antiaderente o un wok l'olio o il burro di cacao. Unire subito le verdure e l'aglio. Far sfrigolare ed aggiungere anche le olive. Mescolare spesso e cuore per circa 10 minuti.
A parte cuocere la pasta e scolarla al dente. Buttare nel sughetto e saltare qualche minuto per far insaporire. Eliminare l'aglio e servire.

Per ottenere un piatto gustosissimo senza l'aggiunta di ulteriori condimenti, utilizzate verdura bio e di prima scelta. Vedrete che il succo rilasciato in cottura renderà tutto perfettamente equilibrato e saporito.


Un piatto sano che scalda il cuore e saluta degnamente i profumi dell'estate!

venerdì 26 settembre 2014

Schiacciata all'uva fragola a lievitazione naturale

Settembre, mese di vendemmia!
Quanti ricordi ho legati a questo periodo dell'anno e più vado avanti con l'età e più me ne rendo conto! 
La vendemmia a casa mia è sempre stato un momento d'incontro, di gioia e divertimento. Si iniziava dai filari della vigna di mia nonna materna, per terminare con quelli di mio nonno paterno! Un lungo pellegrinaggio di 2 settimane da un lato all'altro della Versilia!
Attualmente non è rimasto niente di quei filari e proprio oggi ne ho avuto la certezza tangibile mentre andavo a trovare la nonna.
Vedere quel terreno vuoto, mi ha messo un po' di tristezza ma, allo stesso tempo, mi ha fatto riaffiorare alla memoria quel periodo felice e spensierato della mia vita.
Un unico tralce di uva fragola contorna il loggiato della casa contadina e la mia super nonnina ultra novantenne me ne ha fatto trovare un cestino pieno.
Questa focaccia era d'obbligo per completare il turbinio di ricordi anche dal punto di vista gustativo!
Si tratta di una ricetta toscana che si prepara solo in questo periodo dell'anno in concomitanza con la vendemmia.
Non avete idea di quante merende golose è stata protagonista! Me ne sono fatta delle vere scorpacciate appollaiata all'ombra dei tigli che costeggiavano la vigna..ed oggi ho riscoperto quei sapori così remoti e allo stesso tempo così all'avanguardia!


Dosi x una teglia 30x35 cm:


Impasto

500 g di farina di tipo 1 macinata a pietra 
190 g di lievito madre attivo*
250 g di acqua 
2 cucchiai di olio e.v.o.
1 cucchiaino di sale fino
1 cucchiaino di zucchero di canna
Farcia
Uva fragola q.b. (circa 500 g)
2 cucchiai di zucchero di canna


*Rinfrescato da almeno 4 ore o al raddoppio.



Ho effettuato l'impasto nella planetaria ma si può procedere anche a mano ottenendo ottimi risultati.




Sciogliere il lievito spezzettato nell'acqua. Unire quindi la farina, il sale e lo zucchero.


Appena l'impasto inizia a prendere forma, versare a filo l'olio continuando a lavorare.


Rovesciare l'impasto sul piano di lavoro e fare una serie di pieghe a libro. Formare una palla, inciderla a croce (questo aiuterà la lievitazione) e riporla in una ciotola unta d'olio.


Coprire con un canovaccio umido e far lievitare per 6 ore nel forno spento con la lucetta accesa.

Nel frattempo lavare l'uva e togliere i vinaccioli**. Versare tutto in una ciotola ed incorporare i 2 cucchiai di zucchero.
Riporre in frigo per almeno 2 ore.

Riprendere l'impasto lievitato e dividere in due parti uguali. Rivestire la teglia con carta da forno e stendere il primo pezzo. Ricoprire con 3/4 dell'uva preparata in precedenza e ben scolata. 



Ricoprire con il secondo pezzo di pasta e sigillare bene i bordi. Spennellare tutta la superficie con lo sciroppo della macerazione della frutta (tenendone da parte 2 cucchiai). Decorare con gli ultimi acini rimasti. Far riposare per 30 minuti a temperatura ambiente. 

Cuocere in forno preriscaldato a 220°C per 20 minuti. Poi abbassare la temperatura a 200°C e proseguire la cottura per altri 40 minuti.


Sfornare e quando è ancora calda spennellare con lo sciroppo tenuto da parte. Far raffreddare prima di servire.


Si conserva a temperatura ambiente per qualche giorno..ma non dubitate che andrà a ruba!


**I vinaccioli non sono altro che i semini contenuti dentro l'acino d'uva. Solitamente nella preparazione di questa focaccia si lasciano, mantenendo il chicco intero. 
A casa mia quello scricchiolare sotto i denti non è molto gradito, quindi mi sono armata di tanta pazienza e li ho eliminati.
Decidete voi come procedere seguendo le vostre esigenze!

Con questa ricetta partecipo a Panissimo di Settembre

giovedì 25 settembre 2014

Insalata di moscardini con pomodorini caramellati in forno

Guardando le ultime ricette pubblicate, sembra che io mi nutra principalmente di pane e marmellata, ma la realtà è ben diversa.
Ammetto che la colazione è il momento che prediligo e lo curo nei minimi dettagli, ma non posso dedicarmi solo a quello!
I miei pasti principali sono spesso (anzi sempre!) ricchi di frutta e verdura, poveri di grassi e di carboidrati, proprio quei carboidrati che riservo principalmente alla merenda e alla colazione e che fin troppo spesso finiscono anche in questo mio ricettario virtuale.
Le insalate hanno di sicuro un ruolo fondamentale nella mia alimentazione sia in estate che in inverno, trasformandosi poi in zuppe o vellutate coccolose e calde.
Per il momento mi diverto ancora ad utilizzare i prodotti del nostro orto che profumano di estate e dell'ultimo sole. Oggi questi sapori hanno incontrato il mare ed hanno dato vita ad unione senza paragoni!
Dosi x un piatto unico:


20 pomodorini 
1 moscardino bianco da circa 300 g (peso da pulire)
2 cucchiaini di sale fino marino
1 cucchiaino di zucchero semolato
Origano secco q.b.
Peperoncino macinato q.b.

Pulire accuratamente il moscardino da interiora e pelle. Tuffarlo per pochi secondi in acqua in ebollizione e scolarlo. Farlo raffreddare e tagliare in pezzi regolari. Nel frattempo lavare i pomodorini e tagliarli a metà. Posizionare su una teglia rivestita di carta da forno con la parte tagliata rivolta verso l'alto. Mischiare il sale con lo zucchero e le spezie dosate a piacere. Spolverare i pomodorini con questa miscela e cuocere in forno a 200°C per 30 minuti, avendo l'accortezza di tenere lo sportello aperto gli ultimi 10 minuti. 
Il sale aromatizzato che avanzerà, versarlo in un barattolo ed utilizzarlo per altre preparazioni. E' ottimo anche sulle verdure, carne o pesce grigliati.
In una ciotola mescolare il pesce e i pomodorini. Servire il mix creato su un letto di rucola fresca.


Un'insalata che mi ha conquistata per il suo sapore dolciastro e cremoso, piacevolmente smorzato dall'amaro della rucola.
Con una fetta di pane integrale, costituisce un piatto unico leggero ed equilibrato.
Non c'è bisogno di aggiungere altro condimento e/o grasso, il succo rilasciato dai pomodori in cottura completerà degnamente il tutto!

mercoledì 24 settembre 2014

Se non ti vuoi stressare, il Soda Bread ti devi fare!

Oggi ho avuto la conferma che tutto è possibile, anche le cose più impensabili e remote!
Predispongo gli ingredienti per la cena, in modo che dopo la mia seduta di allenamento (e la conseguente fame famelica..) abbia già tutto pronto e possa mettermi all'opera senza addentare la prima cosa che mi capiti sotto tiro!
Tutto ok, questo con quello, dopo cuocio al volo quell'altro, una bella fetta di pane e sono pronta..aspetta...torno indietro sulla "bella fetta di pane"..quale pane?!
Non posso credere ai miei occhi, sono rimasta completamente senza!
Tutta presa dallo smaltimento delle pere del nostro albero, non ho sfornato nemmeno una misera pagnotta! Gli ultimi rinfreschi del mio "pupetto" (alias il mio lievito madre) li ho regalati (su commissione..) e nel congelatore non è rimasta nemmeno una briciola delle ultime infornate!
Bene, niente panico!
Ricordavo che già una volta avevo risolto con questo procedimento rapido ed indolore. 
Lo yogurt in frigo c'è, quindi non mi resta che tirare un sospiro di sollievo!
Premettendo che il Soda Bread non può essere paragonato di certo ad un pane a lievitazione naturale (il mio palato si sta facendo sempre più esigente..), costituisce una valida soluzione quando ci si trova alle strette e di acquistare il pane proprio non ne volete sapere o non ne avete la possibilità (per me la prima opzione..).
Utilizzando farine di qualità e un pizzico di fantasia, il risultato potrebbe sorprendervi!



Ingredienti x una pagnotta:


350 g di yogurt bianco magro

350 g di farina di tipo 1 macinata a pietra*
1 cucchiaino colmo di bicarbonato di sodio
1 cucchiaino scarso di sale fino marino
1 cucchiaino scarso di zucchero
1 cucchiaio di olio e.v.o.


*Sostituibile con altra farina a piacere. Considerare che ne serviranno circa altri 2 cucchiai per il piano di lavoro.



Preriscaldare il forno a 220°C.

Mescolare la farina con il bicarbonato, il sale e lo zucchero. A parte sbattere lo yogurt con l'olio. Lavorare tutto insieme fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo come quello di una pizza (io mi sono fatta aiutare dalla planetaria, ma si otterrà un buon risultato anche impastando a mano).
Spolverare il piano di lavoro di farina, rovesciarci l'impasto e con l'aiuto di altra farina dare la forma al pane.
Sistemarlo su una teglia rivestita di carta da forno e cuocere per 30 minuti. Poi abbassare la temperatura a 200°C e terminare la cottura per altri 20 minuti.
Sfornare e far completamente raffreddare su una gratella.
Una volta freddo, tagliare a fette ed utilizzare come un qualunque pane!

Quello avanzato, consiglio di conservarlo in frigo e passare sotto il grill caldo del forno prima di gustare nuovamente. Tenuto a temperatura ambiente tenderà nei giorni a diventare molto "gommoso".

Il giorno stesso in cui viene sfornato, si presenterà con una leggera ed invitante crosticina ed un interno morbido e compatto, quasi da sciogliersi in bocca. L'aggiunta dei semi di papavero ha enfatizzato questo contrasto in modo straordinario! 


Un pane no lievito, no stress e anche no foto del procedimento..vi rimando a questo post per i dettagli! 
Perdonatemi ma non era previsto che apparisse su questi schermi!

martedì 23 settembre 2014

Confettura preziosa di pere e zafferano

Pere, Pere, Pere...
...non ho mai "odiato" questo frutto come quest'anno!
C'è da dire che stare pomeriggi a sbucciare frutta, scacciare inquilini indesiderati, manipolare la polpa con meticolosa cura e chiudere tutto questo lavoro in vasetti golosi, mi ha tenuta talmente occupata da dimenticare per un po' le mie paranoie! So che sono ancora lì, latenti e pronte a tornare all'arrembaggio ma almeno per qualche ora me le sono schivate!
In questi giorni mi sto preparando al lungo inverno: attrezzo la casa con l'idea di uscire il meno possibile, mi preparo conserve e barattoli pieni di estate per quando ne sentirò così tanto la mancanza da stare male..e soprattutto mi sto impegnando a fare tanto la "formica" e poco la "cicala"! 
Vi avevo preparati all'invasione delle "pere assassine" ed io mantengo sempre le mie promesse! Oggi vi propongo una confettura preziosa come l'oro, da custodire gelosamente per allietare le fredde colazioni della nuova stagione. Il suo gusto speziato la rende unica ed il suo colore ricorda il sole ed i suoi luminosi raggi. 


Dosi x 3 vasetti da 300g:


1200 g di polpa di pera

200 g di zucchero di canna
Succo di 1/2 limone
2 bustine di zafferano bio*


*Se preferite un gusto più delicato usatene solo 1 bustina.



Sbucciare le pere, privarle del torsolo ed eventuali impurità e tuffare la polpa in una ciotola colma d'acqua acidula (questo eviterà che la frutta si annerisca). Una volta terminata questa operazione, scolare accuratamente la polpa, ridurla quanto più piccola possibile e versarla in una capiente pentola. Aggiungere lo zucchero ed il succo di limone.

Cuocere mescolando spesso per circa 40 minuti. Unire lo zafferano e frullare finemente con il frullatore ad immersione. Versare calda nei vasetti puliti e chiudere con il loro tappo.
Far raffreddare completamente capovolti.

Una volta freddi sono pronti per essere riposti in dispensa o in un luogo fresco e buio. Consumare entro 4 mesi. Se si desidera conservarla più a lungo, effettuare la pastorizzazione. Per la spiegazione dettagliata cliccare qui.


Per gustare al meglio il sapore di questa confettura sarebbe ottimale consumarla dopo un mese di riposo.

Deliziosa sia in declinazioni dolci che salate. Saprà conquistarvi sul pane tostato a colazione o dentro un guscio di frolla ma vi stupirà soprattutto abbinato ad un bel tagliere di portate rustiche!


"Purtroppo" il mio pero è ancora stracarico di frutti e ne sarò nuovamente sommersa la prossima settimana, ma vi garantisco una tregua da questo ingrediente per qualche giorno.
Nel caso ne sentiate la mancanza vi rimando alla confettura dell'anno scorso.

lunedì 22 settembre 2014

Smoothie alla pera, cetriolo e sesamo

Avete mai avuto il piacere di  montare un attrezzo ginnico? Io ho scoperto cosa significa solo ieri pomeriggio e vi assicuro che in confronto i mobili dell'Ikea sono una passeggiata!
Ma partiamo dal principio..
Molti di voi sapranno quanto io abbia l'avversione per le palestre, ma è anche vero che amo prendermi cura della mia salute e della mia forma fisica. Quindi la soluzione ideale per me è un attrezzo da tenere in casa e con il quale farmi un piano di allenamento. L'anno scorso ho "scoppiato" (termine uscito direttamente dalla bocca di mio marito!) 2 stepper che ad inizio estate sono finiti direttamente alla SEA, con la promessa che per la stagione invernale mi sarei rifornita con qualcosa di più professionale e adeguato al mio smodato uso.
Ebbene, visto che l'estate sta finendo e la mia bici andrà molto presto in letargo, mi sono fatta portare al Decathlon-il paradiso degli sportivi! Ho scelto un'attrezzo che da secoli volevo fare mio: la bicicletta ellittica! Dalla confezione molto ma molto piccola, avrei dovuto sospettare l'immane lavoro che ci sarebbe voluto per montarla ma, presa dall'entusiasmo del momento, non gli ho dato per niente peso. Poi ho dovuto fare i conti con la dura realtà...lo scatolone conteneva 1000 pezzi; 10000 tra viti, bulloni e rondelle; per non parlare delle istruzioni da rebus enigmistico! Già sudavo dalla fatica e dopo circa 1 ora di lotte, siamo riusciti a vedere il capolavoro finito (si, dico "siamo" perchè in corso d'opera si è aggiunto anche mio marito nell'impresa epica..)! Direi che come prima sessione di allenamento non è stata male, ora vedremo come me la caverò con quello con il mio nuovo giocattolino!
E dopo questa bella sfacchinata, ci voleva proprio qualcosa di fresco per riacquisire le forze (almeno quelle per andarsi a fare la doccia)!!!
Nasce così questo smoothie, ideale per una sana merenda o per rigenerarsi dopo un'allenamento intensivo e sfiancante!
Avevo ben poco in frigo (oggi urge spesa..) giusto l'ultimo cetriolo, uno yogurt in via di scadenza e..indovinate un po'??? PERE 
Nell'insieme è stato un incontro molto piacevole e quei semini di sesamo hanno completato degnamente l'opera!


Ingredienti x 2 persone:

5-6 pere piccole
1 cetriolo grande o 2 piccoli
150 g di yogurt bianco magro
2 cucchiai di succo di limone
Chiodi di garofano tritati q.b.
Paprika dolce q.b.
1 cucchiaio di semi di sesamo (+ 2 prese per la decorazione finale)

Pulire le pere da buccia e torsolo interno. Pelare il cetriolo ed eliminare i semi interni. Ridurre tutto a pezzettoni e versare nel bicchiere del frullatore. Aggiungere lo yogurt, il succo di limone, le spezie e il sesamo.
Frullare finemente.
Versare nei bicchieri e decorare con altri semi di sesamo e servire.


Un bicchiere di freschezza dove estate e autunno si incontrano in un connubio perfettamente equilibrato!


Un'idea diversa e sana per gustarsi frutta e verdura e fare un pieno di energia e vitamine!

domenica 21 settembre 2014

Confettura di pere, vaniglia e noci

Quest'anno, dopo essermela cavata "in scioltezza" con la carica dei 101 fichi, mi sono trovata a fare i conti con un'inaspettata valanga di pere!
Proprio quel pero che l'anno scorso ha prodotto il giusto necessario (per non essere odiato dalla sottoscritta) e che quest'inverno era stato dato per spacciato, ha saputo sorprenderci con una rinascita strabiliante! Tutto merito delle cure maniacali di mio padre che non si è dato per vinto ed ha saputo coccolarlo come un figlio. Lui l'ha ricompensato con un quantitativo incalcolabile di frutti, pensate che così carico non l'avevamo mai visto ed i rami quasi sono arrivati a toccare il suolo!
La natura è davvero incredibile ed ogni volta ne resto piacevolmente colpita!
Insomma, dopo un primo sospiro di sollievo nel sapere che il prediletto di mio padre si era salvato da morte certa, le donne di casa si sono dovute occupare dell'immane lavoro di "ubicazione" dei prodotti di tanto amore!
Detto questo, preparatevi ad una miriade di ricette con questo ingrediente come protagonista, declinato in tutte le varianti possibili che la fantasia umana possa concepire!
Intanto che mi ingegno a smaltirle tutte, godetevi la prima confettura di una lunga serie!


Dosi x 5 vasetti da 250g e 1 da 150g:

2 kg di polpa di pera
320 g di fruttosio puro*
1/2 bacca di vaniglia
Succo di 1 limone
40 g di gherigli di noce

*Ho scelto di utilizzare il fruttosio perché è uno zucchero semplice, naturalmente presente nella frutta e nel miele. Ha un potere dolcificante superiore al 30% rispetto alla zucchero semolato ed è sicuramente più salutare!


Pulire tutta la frutta dalla buccia, torsolo (...e nel mio caso anche di eventuali inquilini!) ed impurità. Tuffare la frutta pulita in una bacinella con acqua acidula in modo che non annerisca. Ridurre a piccoli pezzi e versarli in una capiente pentola. Unire il fruttosio, la bacca incisa per la lunghezza e il succo di limone. Cuocere girando spesso per 40 minuti.
Eliminare la bacca di vaniglia e frullare tutto con un frullatore ad immersione. Unire le noci grossolanamente spezzettate e mescolare. 
Togliere dal fuoco e versare nei vasetti puliti. Tappare con capsule nuove e far raffreddare capovolti.

Una volta freddi, controllare che tutti i tappi abbiano fatto il sottovuoto. Riporre in luogo buio e fresco e consumare entro 4 mesi. 
In caso contrario riporre in frigo e consumare entro una settimana.
Se si desidera conservarla più a lungo, effettuare la pastorizzazione. Per la spiegazione dettagliata cliccare qui.


Buonissima da gustare a colazione sul pane tostato o per farcire delle golose crostate!

venerdì 19 settembre 2014

Insalata di cavolo alla giapponese

Oggi vi risparmio le mie "paranoie mentali" e vi racconto di un amore sbocciato nel reparto ortofrutta del supermercato.
Ormai ben sapete che, quando vado a fare la spesa, non so resistere alle tentazioni...penso di essere affetta da una sorta di cleptomania verso lo "sconosciuto" di turno e la curiosità di provare nuove emozioni culinarie è incontrollabile!
Nascosto tra un sacchetto di carote e un mazzo di basilico, vedo lui. E' subito colpo di fulmine! 
Il suo nome e la sua forma sinuosa sono il simbolo indiscusso dell'amore..come facevo a non portarmelo a casa?!
Scopro in seguito di cosa si tratta...

Il cavolo "cuore di bue" non è altro che una varietà di cavolo cappuccio riconoscibile da un'originale forma conica e compatta. E' interessante il suo precoce sviluppo e le generose dimensioni che riesce a raggiungere. Si consuma preferibilmente crudo per non alterare le sue molteplici proprietà nutritive. E' ricco, infatti, di vitamine del gruppo A-B-C e contiene calcio, potassio, fosforo. 

Come tutta la famiglia dei cavoli, anche il suo consumo è utile nella prevenzione dei tumori, per potenziare il sistema immunitario e per combattere infiammazioni gastrointestinali.
Io ve lo propongo in un'insalata molto particolare che profuma d'oriente e che, con i giusti abbinamenti, può diventare un ottimo piatto unico sano e completo, oltre che golosissimo!



Ingredienti x 4 dosi:



500 g di cavolo "cuore di bue"*



x la salsa

2 cucchiaini di salsa di soia
3 cucchiai di olio di riso (o semi)
1 cucchiaio di aceto di mele
1/2 cucchiaino di zucchero
1 cucchiaio di succo di limone
1 pizzico di sale fino
Pepe verde q.b.


Idea di degustazione (dosi a porzione)

60 g di riso lessato
50 g di anacardi al naturale
Salsa di soia q.b.


Lavare accuratamente il cavolo. Asciugarlo con un canovaccio pulito e affettarlo molto sottile con l'aiuto di una mandolina a lama lunga. Raccogliere tutto in una capiente zuppiera di vetro.

A parte sbattere con una forchetta gli ingredienti per la salsa fino ad ottenere un composto omogeneo. Versare sul cavolo e mescolare accuratamente.
Coprire la ciotola con pellicola trasparente e mettere in frigo per almeno 2 ore (meglio prepararlo il giorno prima, più riposa e più è gustoso).

Servire come semplice contorno o renderlo piatto unico come ho fatto io.


Ispirata da quest'aria orientaleggiante, ho pensato di abbinare il cavolo ben marinato con del riso semplicemente bollito. Per rendere il piatto completo avevo bisogno di una parte proteica ed ho trovato subito conforto nella frutta secca, in particolare negli anacardi che, con quella loro nota burrosa, si sono rivelati azzeccatissimi!


Per tener fede a questo stile giapponese ho voluto presentare il piatto seguendo i criteri della loro cultura, ma niente toglie di mescolare tutto in una ciotola...
...come poi ho fatto io, completando semplicemente tutto con un filo di salsa di soia!
Non vi resta che provare e trovare il vostro modo migliore per assaporarla!

giovedì 18 settembre 2014

Pan dolce al profumo d'autunno

Lo so, ancora pane! 
Dovrete sopportarmi per un po' perché, mai come in questo momento, impastare sa essermi di aiuto. Il prodotto che ne nasce, riesce incredibilmente a dare forma alle mie emozioni e a farmi sentire leggera.
Quello di oggi, poi, lo fa in modo straordinariamente inverosimile!
Queste mattine fresche di Settembre, mi hanno invogliata a ricercare sapori abbandonati qualche mese fa, come a volermi ricordare che ogni cambiamento climatico (ma anche esteso a più sfaccettature della vita..), porta con sè sempre qualcosa di buono. 
Ritrovo il gusto delle castagne, delle colazioni più ricche e confortanti a base di caffè caldo o addirittura tea fumante.
Con queste fette tostate e profumate, tutto torna ad avere un senso..anche la fine dell'estate!


Ingredienti x uno stampo da plumcake 35x8x15cm:


100 g di farina di castagne

350 g di farina integrale*
50 g di farina di tipo 1 (o farina 0)*
120 g di lievito madre attivo**
400 g di acqua a t.a.
1 cucchiaino di sale fino
2 cucchiai di zucchero di canna
1 cucchiaio di olio di riso (o semi)


*Possibilmente macinata a pietra.

**Rinfrescato da almeno 4 ore.


Spezzettare il lievito madre in una grossa ciotola di vetro. Versare l'acqua e con l'aiuto di una forchetta scioglierlo. Unire le 3 farine, il sale e lo zucchero. Mescolare ancora con la forchetta fino a far assorbire tutto il liquido. Incorporare infine l'olio e far riposare l'impasto per 15 minuti.

Spolverare il piano di lavoro di farina (io ho usato il tipo 1 ma potete utilizzare indifferentemente quella di castagne o integrale) e rovesciarci l'impasto. Praticare una serie di pieghe a libro e rimettere nella ciotola ungendola prima con un filo d'olio di riso (o quello che avete utilizzato nell'impasto).
Coprire la ciotola con la pellicola trasparente da alimenti e riporre in frigo per 24 ore.
Rovesciare l'impasto ancora freddo sul piano di lavoro e con le mani unte, stenderlo a rettangolo, poi arrotolare su se stesso e posizionare nello stampo preventivamente rivestito di carta da forno.
Far lievitare per 2 ore ad una temperatura di almeno 21°C (consiglio di metterlo nel forno spento con la lucetta accesa).
Cuocere per 10 minuti nel ripiano basso del forno ad una temperatura di 220°C. Poi abbassare la temperatura a 200°C e proseguire la cottura per 30 minuti. Infine spostare la teglia nel ripiano intermedio, portare la temperatura a 180°C e terminare la cottura per altri 30 minuti. 
Il forno deve essere preriscaldato e sul fondo va posizionata una ciotola colma d'acqua o con cubetti di ghiaccio, questo permetterà la formazione del vapore che ottimizzerà la cottura del pane.
Sfornare, con delicatezza estrarre dallo stampo e far raffreddare su una gratella.
Una volta completamente raffreddo, è pronto per essere tagliato a fette. 


E' possibile congelarlo in sacchetti da freezer. Basterà passare le fette ancora gelate sotto il grill caldo del forno per pochi minuti da entrambi i lati. In alternativa riporlo in frigo o in dispensa.
Un'altra idea è di tostare le fette ottenute in forno caldo per 20 minuti, farle raffreddare e conservarle in un barattolo di latta o vetro. Si otterranno delle golosissime fette biscottate ottime per la colazione. 


Oltre che a colazione con marmellata, crema di nocciole, miele o anche al naturale, provatelo abbinato a taglieri di salumi o formaggi rustici, sono certa che non vi deluderà!


E che ne dite abbinato alle prime zuppe di stagione o a cubetti sulle vellutate di verdura? Insomma, come sempre, non c'è limite alla fantasia in cucina!

Con questa ricetta partecipo a Panissimo di Settembre