domenica 30 novembre 2014

Spaghetti ai cavoletti di Bruxelles e bacon

WE is not only ME
Cambiare il Mondo si può.
Basta passare dall'IO al NOI.
Le donne lo sanno, perché sono abituate a pensare al plurale.
E perché, da sempre, nutrire vuol dire condividere.

Un piatto di spaghetti, semplice e con ingredienti di facile reperibilità ma che nascondono un grande amore per la cura di se stessi e degli altri. 
Prodotto integrali che donano il giusto nutrimento e meno zuccheri, verdure di stagione ricche di minerali e vitamine per affrontare l'inverno, un pizzico di fantasia ed un po' di sapore..ecco la ricetta della felicità e del benessere!
Come avrete intuito con questa preparazione partecipo al progetto "una ricetta per la vita" legato all'evento del 2015 Expo Milano.
Ogni ricetta contribuirà alla costruzione di un grande patrimonio collettivo che raccoglierà i consigli delle donne per un futuro sostenibile.
Perché dalle piccole azioni quotidiane può iniziare un grande cambiamento.


Ingredienti:
(con queste dosi si condiscono 4 piatti di pasta)

300 g di cavoletti di Bruxelles
100 g di bacon
1 scalogno
1 limone
1 cucchiaino di aceto di mele
1 cucchiaino di miele d'acacia
1 pizzico di sale fino marino
Acqua q.b.
+
Spaghetti integrali trafilati al bronzo circa 70-80 g a persona

Lavare i cavoletti ed eliminare il gambo ed eventuali le foglie esterne rovinate. Tagliare a metà e poi a listarelle.
Sbucciare lo scalogno e tritarlo finemente. Ridurre il bacon in coriandoli (in commercio si trova già la pancetta affumicata a cubetti o in coriandoli).
Spremere il limone ed emulsionarlo con il miele e l'aceto.
Scaldare una capiente wok e rosolarci lo scalogno con il bacon. 
Non serve aggiungere olio o ulteriori grassi, quelli contenuti nella pancetta basteranno!
Unire le listarelle di cavoletti e sfumare con la miscela di succo di limone. Cuocere a fiamma moderata per 15 minuti, mescolando spesso e unendo acqua quando gli ingredienti si asciugano troppo.
Nel frattempo cuocere gli spaghetti e scolarli al dente. Versare nel wok e saltare per pochi minuti.
Servire ben caldo.


Il sughetto si può preparare anche in anticipo e conservato in frigo. Basterà scaldarlo nuovamente in una padella antiaderente con un filo d'acqua e condirci nuovamente la pasta.
Ottimo anche per condire un piatto di cereali o della pasta fresca.
Un piatto completo e ricco di fibre che vi farà ripartire con gusto ed energia!
Un modo diverso di gustare questa verdura spesso troppo sottovalutata e snobbata.

sabato 29 novembre 2014

ExpoExpress Pisa - un piccolo assaggio di ExpoMilano 2015

Dietro ad una mia anomala assenza c'è sempre una spiegazione ed oggi vi svelo il motivo della latitanza di ieri.
Ho avuto il piacere di partecipare ad un'esperienza irripetibile nel suo genere che mi ha dato l'opportunità di immergermi per un giorno intero in un'atmosfera tutta nuova e stimolante.
Al binario1 della stazione di Pisa Centrale sono arrivati 3 vagoni carichi di domande e risposte in merito all'alimentazione, la cultura del cibo, la sua sostenibilità, il rispetto dell'ambiente e del pianeta, un anticipazione del più famoso Expo Milano che si svolgerà dal 1 maggio al 31 ottobre 2015.
Sono partita munita di macchina fotografica (avevate dubbi?!) e tanta voglia di documentare, vedere, assaporare e toccare con tutti i 5 sensi questo progetto.


Il programma della giornata era molto fitto ed ho cercato di giocarmelo al meglio. Purtroppo ero legata agli orari del treno per poter poi rientrare a casa ma, allo stesso tempo, essendo da sola ho avuto la libertà di gestirmi i tempi a mio piacimento. 
In poche parole ho passato quasi tutta la giornata nella "carrozza Food" dove si sono alternati chef e ricette diverse tutte eco sostenibili e del territorio. Posizionata in pole position, ho catturato i movimenti abili degli Chef e sono rimasta ammaliata dai profumi sprigionati dalle cottura, assistendo a veri showcooking a regola d'arte di cui non mi sono lasciata scappare nemmeno un piccolo particolare.


Gli Chef sono stati affiancati da esperti nutrizionisti come il dott. Giorgio Donegani che, con la sua simpatia, ha coinvolto il pubblico facendolo riflettere sugli ingredienti utilizzati, i vari tipi di cottura e descrivendo la corretta linea guida da seguire per nutrirsi con consapevolezza.


Un altro giovane Chef che è salito in carrozza è stato il travolgente Alessando Salamone che ha presentato un piatto tipico della sua città rivisitato in chiave moderna, ma rispettando la vera essenza della ricetta.
Riscoprire i sapori delle nostre origini è, infatti, un passo per ritornare a nutrirsi in modo corretto e sano.


Nel frattempo nelle altre carrozze si svolgevano attività di casting e promozione con lo scopo di sensibilizzare le donne alla scelta di prodotti bio ed eco sostenibili anche nel make up e nella cura della propria bellezza.


Ci sono stati incontri con nutrizionisti del calibro di Gianfranco Trapani, che ha spiegato l'importanza dell'educazione alimentare fin dai primi mesi di vita, spiegando ai genitori (e futuri genitori) come prendersi cura di questo aspetto fondamentale del proprio figlio con serenità e consapevolezza.


Non sono mancate le risate, gli assaggi e lo scambio di emozioni ed esperienze personali, perché il cibo è anche (e soprattutto) condivisione e convivialità. 



"Nutrire il pianeta, Energia per la vita.
Il cibo è nutrimento, salute.
E' un diritto, ma è anche un piacere.
E' terra, ambiente, paesaggio, cultura, amicizia, pace.
E' possibile assicurare all'umanità un'alimentazione buona, sana, sufficiente e sostenibile?"
Questa la domanda a cui cercherà di rispondere Expo Milano 2015, nel frattempo vi invito a rimanere nei paraggi perché ho una sorpresa per voi, questa l'anticipazione:
#unaricettaperlavita 

giovedì 27 novembre 2014

"50 sfumature di...mela" - Focaccia alle mele e cannella a lievitazione naturale

Con grande entusiasmo pubblico la mia prima ricetta per "50 sfumature di..mela", un progetto che vede coinvolti 12 blog uniti dalla comune passione per la cucina.
Io ed i miei compagni di viaggio interpreteremo questo ingredienti umile, succoso, versatile, colorato, aspro ma anche dolce, croccante e pastoso attraverso 50 ricette dolci e salate, facendone scoprire ogni volta una sfumatura diversa ed insolita.
Sarà un'esperienza nuova e stimolante, proprio quello che mi serve in questo momento particolare della mia vita.
Non posso che inaugurare questa avventura con un lievitato (nessuno lo sospettava, vero?!)
Da brava toscana la frutta la metto nelle focacce e dopo il successo di quella all'uva fragola, alle fragole e ai fichi non poteva che aggiungersi quella con le mele...e la cannella è stato un piacevole effetto collaterale!


Dosi x una teglia 30x35cm:


Impasto

200 g di farina di tipo 1*
150 g di farina integrale d'orzo*
150 g di lievito madre attivo**
200 g di latte di soia al naturale
200 g di acqua
6 g di sale fino marino
1 cucchiaio di olio e.v.o.
Farcitura
2 mele Golden non trattate
1 cucchiaio di succo di limone
2 cucchiai di zucchero di canna grezzo
4 chiodi di garofano
Cannella in polvere q.b.


*Macinata a pietra.

**Rinfrescato da almeno 4 ore o al raddoppio.


In una grande ciotola di vetro sciogliere il lievito in acqua e latte di soia aiutandosi con una forchetta. Unire le farine ed il sale. Impastare velocemente con la forchetta per far assorbire i liquidi alle farine. Infine incorporare velocemente l'olio. Far riposare per 10 minuti.

Spolverare il piano di lavoro con poca farina e rovesciarci l'impasto. Fare una serie di pieghe a libro e riporre nella ciotola.

Coprire con pellicola trasparente e mettere in frigo per circa 18-20 ore.


Riprendere l'impasto e tenerlo per 30 minuti a temperatura ambiente. 

Nel frattempo preriscaldare il forno a 220°C, rivestire la teglia con carta da forno e preparare le mele. Lavarle accuratamente ed asciugarle. Tagliarle a metà ed eliminare il torsolo, ridurre la polpa a lamelle sottili utilizzando una mandolina a lama lunga. Mano a mano che sono pronte immergerle nel succo di limone diluito con acqua.

Stendere 2/3 di impasto nella teglia e con il resto (circa 400 g) formare delle trecce. Riporle a cornice della focaccia premendo bene per farle aderire. Con i ritagli avanzati formare 4 palline uguali e posizionarle ai quattro angoli a copertura delle giunture delle trecce. Decorare i 4 angoli con 1 chiodo di garofano.

Sgocciolare le mele e disporle leggermente sovrapposte sulla focaccia. Spolverare la superficie con lo zucchero di canna e abbondante cannella.

Infornare nel ripiano più basso per 15 minuti. Poi abbassare la temperatura a 200°C e completare la cottura per altri 45 minuti.


Sfornare e far raffreddare.


Una volta fredda è pronta per essere tagliata a fette e gustata in ogni momento della giornata per una pausa sana e golosa!

Io non ho resistito e l'ho assaggiata da tiepida..troppo buona, delicatamente speziata e dal sapore genuino!


Un gusto unico perfettamente bilanciato tra rustico e delicato, dolce e salato senza essere troppo invadente. Se volete renderla ancora più dolce servitela con una pallina di gelato alla vaniglia o un po' di crema in abbinamento..vi conquisterà e diventerà un insolito dessert!


Si conserva a temperatura ambiente fino ad una settimana, tenerla nel forno spento avvolta nella stagnola o in frigo, in questo caso scaldare prima di servire.

Con questa ricetta partecipo a Panissimo di Novembre

mercoledì 26 novembre 2014

Cavoletti di bruxelles arrosto con salsa di soia

All'orizzonte si vede un po' di sereno. Mi sto tranquillizzando e sto ricaricando le energie positive a discapito di quelle negative che ultimamente hanno fatto dimora nel mio cuore. Da qui a fine mese avrò definitivamente archiviato, anche burocraticamente, un capitolo della mia vita e sarò pronta a partire per nuove avventure. L'impegno sarà tanto ma sono ottimista e piena di speranze.
Ho trasferito questa ritrovata serenità nei colori vivaci di questo piatto.
Dopo giorni di ricette-portatrici-sane-di-carie, oggi ci vuole proprio qualcosa di sano, leggero e rigorosamente di stagione!
Sapete che adoro i cavoli in ogni sfumatura, varietà, preparazione e sicuramente in questo periodo ve li proporrò in tantissime ricetta da quelle più semplici a quelle più elaborate (per la gioia di mio marito che ama alla follia l'odore che rimane nella cucina..ovviamente è ironico!). 

   
I cavoletti di bruxelles mi fanno sempre una gran simpatia e anche stavolta sono riusciti a conquistarmi in una veste nuova ed originale. L'anno scorso per le feste ve li avevo proposti così e oggi voglio stupirvi con questa semplicissima ricetta da leccarsi i baffi!


Ingredienti:


350 g di cavoletti di bruxelles crudi

1 spicchio di limone
1 pizzico di sale fino marino
1 giro di olio e.v.o.
Paprika dolce q.b.
Pepe verde macinato al momento q.b.
Salsa di soia (less salt)* x servire


*Se utilizzate quella tradizionale, evitate il sale indicato nella ricetta.



Mettere sul fuoco una pentola piena d'acqua e aggiungere lo spicchio di limone. Portare a bollore e tuffarci i cavoletti. Sbollentare per 5 minuti e scolare sotto il getto freddo d'acqua.

Tagliare a metà per la lunghezza ogni cavoletto e posizionarle su una teglia rivestita di carta da forno, poggiandole dal lato tagliato.
Irrorare la superficie con un filo d'olio, quindi salare, pepare a piacere e spolverare con la paprika.
Cuocere nel forno preriscaldato a 200°C per 20 minuti.
Sfornare e servire con la salsa di soia a parte.

Per ottimizzare i tempi, si possono preparare in anticipo e conservare in frigo anche fino a 2 giorni. Basterà scaldarli prima di servire in modo da ottenere nuovamente un prodotto fragrante e appetitoso.


Una ricetta facile ma di grande effetto, soprattutto se servita in "Japan style" come ho fatto io!


Con questo semplicissimo piatto vorrei darvi uno spunto per un antipasto anticonvenzionale e completamente vegetale da proporre per nei giorni di festa.
Niente toglie di servirlo anche come contorno a portate più importanti.

Con questa ricetta ho vinto il contest:
"Sfumature di gusto" categoria Antipasti
Premio miglior fotografia

martedì 25 novembre 2014

Stella di Natale a lievitazione naturale

Manca solo 1 mese a Natale?!
Ok, devo ripetermi come un mantra di stare calma e che riuscirò a fare tutto..fiu per un momento stavo per andare nel panico..aspetta, solo 30 giorni che se ci togliamo le ore lavorative, le domeniche e il giorno stesso della festa si riducono a poco più di 15?! 
No, non ce la posso fare!
Scherzi a parte, ho avuto talmente tanti pensieri in testa in quest'ultimo periodo che ho iniziato le "prove generali" solo domenica! 
Ho inaugurato i dolci dedicati a questa festa con un lievitato..avevate dubbi?!


L'anno scorso avevo fatto i mini panettoni e quest'anno volevo farne un paio grandi ma a gran richiesta penso che opterò per il pandoro..insomma come potete dedurre sono ancora in alto mare anche solo con le idee..figuriamoci con il resto!
Quindi questa domenica niente dolce a 4 mani ma le colazioni di mio marito saranno allietate da qualcosa di davvero speciale..
Ho trovato questi stampi a forma di stella di cui mi sono letteralmente innamorata e li ho voluti testare con una ricetta che vagava da tempo sul mio diario sconquassato di appunti ma non ricordo la fonte a cui mi sono ispirata..ad ogni modo posso reputarmi soddisfatta anche se c'è da migliorare, soprattutto nell'estetica!


Ingredienti x circa 1kg di impasto: 
(stampo a stella capienza 600g)
Impasto
500 g di farina tipo 1 macinata a pietra (o Manitoba)
150 g di lievito madre attivo*
100 g di zucchero semolato
100 g di latte p.s.
100 g di acqua naturale
60 g di burro
2 tuorli
1 uovo intero
25 g di olio di riso (o di semi leggero)
1 cucchiaino di sale fino marino
1/2 bacca di vaniglia (o 2 bustine di vanillina pura)
Glassa
2 albumi (circa 75 g)
100 g di zucchero a velo
35 g di mandorle 
15 g di farina debole
Finitura
Zuccherini colorati/granella di zucchero 


*Rinfrescare per 2 giorni consecutivi almeno 1 volta al giorno. La sera prima dell'impasto rinfrescare per l'ultima volta e farlo triplicare al caldo.



Utilizzare l'impastatrice con gancio per tutte le fasi della lavorazione a bassa velocità. Non garantisco lo stesso risultato impastando a mano.

Gli ingredienti devono essere a temperatura ambiente, quindi consiglio di mettere tutto fuori dal frigo 2 ore prima.



Setacciare la farina per ossigenarla (nel caso si utilizzi la vanillina aggiungerla in questa operazione).

Sciogliere il lievito con acqua e latte. Aggiungere 1 cucchiaio di zucchero e farina quanto basta per ottenere un impasto compatto.
Unire l'albume, 1 cucchiaio di zucchero e farina quanto basta per far incordare l'impasto.
Unire il 1° tuorlo, 1 cucchiaio di zucchero e farina quanto basta per far incordare l'impasto. Procedere così anche per il 2° tuorli. 
Se necessario fermare la macchina e spatolare le pareti per evitare che restino residui attaccati. 
Unire l'ultimo tuorlo, tutto lo zucchero rimanente, il sale e metà della farina che sarà rimasta.
Far incordare e aggiungere la rimanente farina.



Lavorando sempre a bassa velocità, incorporare il burro (se utilizzate i semi di vaniglia unirli in questa fase). Procedere un dadino alla volta e aggiungere il successivo solo quando il precedente è stato perfettamente assorbito.

Tenere a portata di mano un po' di farina in più rispetto alla ricetta e spolverare le parete se l'impasto risultasse troppo umido.
Infine incorporare l'olio a filo.
Rovesciare l'impasto sul piano di lavoro e fare delle pieghe di rinforzo. Trasferire la palla ottenuta in un recipiente pulito e coprire con pellicola trasparente. 
Riporre in luogo caldo per 1 ora (possibilmente il forno spento con la luce accesa).
Nel frattempo preparare la glassa in un capiente mixer. Versare le mandorle intere, lo zucchero, la farina e gli albumi. Frullare fino ad ottenere un composto liscio e perfettamente amalgamato. Versare in un sac à poche usa e getta. Riporre a solidificare in frigo.

Riprendere l'impasto lievitato e dividerlo in due pezzature uguali (circa 560 g cadauna). "Pirlarne" una e formare una palla, adagiare al centro dello stampo. Dividere l'altro pezzo in 4 parti uguali e a loro volta ancora a metà. Formare con ogni pezzo un triangolo e metterlo nello stampo in corrispondenza delle punte.



Avvolgere delicatamente lo stampo con un sacchetto da alimenti, soffiarci dentro per gonfiarlo ed evitare che l'impasto lievitando si attacchi alla plastica (questa tecnica serve a simulare una cella di lievitazione, mi sono ispirata alla mia musa-impastatrice Terry!).



Far lievitare in questo modo per 3 ore nel forno spento e con la luce accesa.

Glassare la superficie della stella lievitata e decorare con la granella di zucchero e cristalli di zucchero colorato. 



Accendere il forno a 200°C e infornare nel ripiano intermedio la teglia. Cuocere per 30 minuti, poi abbassare la temperatura a 180°C e completare per altri 20 minuti.

Sfornare, infilzare con ferri da calza e far raffreddare capovolta per una notte.


Io mi sono arrangiata con quello che avevo per fare spessore..libri (ed ho amato Fabio Volo per aver scritto romanzi con lo stesso numero di pagine!), tazze (come sfruttare i regali del matrimonio..), piattini...

Una volta freddo, può essere tagliato a fette e consumato. 
Consiglio di conservarlo a temperatura ambiente sotto una campana di vetro. La sua consistenza si mantiene inalterata per 1-2 settimane.
Se si desidera regalarlo, chiuderlo (ovviamente da freddo!) in un sacchetto trasparente da alimenti, vaporizzando l'interno con alcool puro. Dura fino a 1 mese.


Consigli utili:
- fare la glassa almeno il giorno prima. Io l'ho fatta poche ore prima di utilizzarla ed era troppo liquida. Questo ha compromesso il risultato finale (parlo di estetica e non di sapore!).
La prossima volta seguirò alla lettera questa ricetta che ho trovato perfetta quando ho fatto le colombe a Pasqua!
- da evitare la granella di zucchero colorata che in cottura si squaglia. Io non ci avevo pensato ma la prossima volta sarà accuratamente omessa!

Con questa ricetta partecipo a Panissimo di Novembre
e ho vinto il contest “I Dolci di Natale” 
La Cascata dei Sapori in Collaborazione con AntoCrea

lunedì 24 novembre 2014

Risotto alla birra, pere e Parmigiano

Inizio questa nuova settimana un po' in sordina, non in piena forma e ancora un po' provata dalle ultime emozioni che hanno accartocciato il mio cuore, lo hanno buttato nel cestino per poi essere recuperato a fatica e risistemato al suo posto ancora un po' malconcio.
Pensavo che, una volta superato l'ostacolo più grande, sarebbe stato tutto più semplice e l'umore sarebbe tornato quello di sempre..invece è molto più dura del previsto.
Mi sento un po' giù, scarica di energie e la mia forza di volontà sta facendo il triplo-salto-carpiato per evitare di farlo notare agli altri e sta lottando al massimo delle proprie forze per farmi riprendere nei tempi più stretti possibili. Cerco di distrarmi e la cucina si sta rivelando un ottimo antistress.
Dimenticate che vi avevo promesso altri esperimenti con la birra tedesca?! 
Ecco quindi a voi un risottino che vi lascerà a bocca aperta!
L'idea è nata per caso dalla mia passione di abbinare la frutta di stagione ai piatti salati. Quando ho visto in frigo quelle belle pere abate toscane sono stata come folgorata dall'ispirazione e tutto il resto è venuto da solo. 



Dosi a porzione:


80 g di riso (io varietà Baldo)

200 ml di birra tedesca
1 noce di burro di cacao*
1 scalogno
1 pera abate
1 spicchio di limone 
20 g di Parmigiano Reggiano (stagionato 30 mesi)
Pepe verde grattugiato al momento q.b.


*Sostituibile con 1 cucchiaino di olio e.v.o. o burro tradizionale.



Sbucciare lo scalogno e tritarlo finemente. 

Lavare accuratamente la pera e dividerla a metà. Sbucciare 3/4 del frutto e ridurlo a dadini regolare. Il resto tagliare a lamelle sottili e metterle a bagno con lo spicchio di limone (questo passaggio ne eviterà l'annerimento) serviranno per la decorazione.
A parte grattugiare il Parmigiano utilizzando una grattugia a fori grossi.

Sciogliere il burro in una pentola capiente e rosolarci il trito di scalogno. Versare il riso e far tostare per pochi minuti mescolandolo spesso. Sfumare con poca birra e aggiungere la dadolata di pere. Portare a cottura il riso aggiungendo tutta la birra. Mescolare spesso e se necessario aggiungere anche un po' d'acqua.

Mantecare il riso con 2 prese di Parmigiano e far riposare qualche minuto nella pentola in modo che si stabilizzino tutti i sapori.

Servire il risotto con le lamelle di pera ben sgocciolate, una grattata di pepe verde e il Parmigiano avanzato. 


Ingredienti che sembrano nati per stare insieme e che non deluderanno nemmeno i palati più tradizionali..in fondo l'abbinamento pere e formaggio non è poi così strambo, giusto?!


Un'idea per rinnovare il menù delle feste e scoprire nuovi sapori.

domenica 23 novembre 2014

Waffel all'olio di riso (ricetta senza lattosio)

Non avrei mai immaginato quante cose stipate, polverose e dannatamente attraenti, potessero nascondersi in una cantina di due adorabili vecchietti.
Ricordi su ricordi, alcuni ammassati uno su l'altro fino al soffitto, altri più piccoli nascosti dentro scatole a fiori sbiaditi; mensole ricolme di oggetti che riportano alla memoria eventi, comunioni, matrimoni di nipoti, figli, amici e che negli anni si sono accumulati ed hanno acquisito quel valore affettivo che ti impedisce di sbarazzartene. 
Ogni singolo componente di questa stanza ha una storia che si è perduta nel tempo, che ha fatto sorridere, piangere di emozione ma che adesso si ritrova quasi senza vita ricoperto dalla polvere dell'abbandono..almeno fino al mio arrivo!   
La sottoscritta, armata di guanti, aspirapolvere e stracci, ha riportato a nuovo tutto quello che gli è capitato sotto mano e (con il benvolere dei proprietari) ha ridato vita a vecchi e dimenticati oggetti: il vassoio di cristallo del matrimonio è diventato un centrotavola scintillante pieno di potpourri profumato, il servizio da thè immacolato in pregiata porcellana sarà il regalo di Natale per il nipote che va a vivere con la fidanzata mentre i bicchieri del corredo insieme ad una bottiglia di ottimo liquore sarà un'altra confezione regalo per un fortunato parente..nel giro di mezza giornata la quantità esorbitante di cose inutilizzate è stata ridotta all'inverosimile e gli è stata data la seconda chance che meritava, un futuro ricco e pieno di avventure fuori dalla polvere.
La più grande soddisfazione è stato vedere che tutto il mio lavoro ha reso felici queste persone e non mi sarei mai sognata che sarei stata addirittura ricompensata..la vecchina, che aveva visto con quale ammirazione avevo spolverato e riposto la piastra per le cialde, ha pensato che quell'attrezzo mai utilizzato avesse bisogno di una bella botta di vita e che nelle mie mani tutto questo potesse diventare realtà...sono sicura che non la deluderò, voi che dite!?
E' la prima volta che mi trovo ad aver a che fare con questo tipo di dolce e nella confezione non c'erano più le istruzioni, quindi mi sono dovuta un po' arrangiare. 
Ho cercato in rete, ho fatto un mix di ricette fino a trovare la versione che meglio mi rappresenta e direi che il risultato parla da solo..


Dosi x 5 cialde:


130 g di farina 00

100 ml di acqua naturale
50 g di zucchero semolato
40 g di olio di riso
1 uovo
1 cucchiaino di lievito vanigliato x dolci
1 pizzico di sale fino marino


Setacciare a farina con il lievito. Versare nel mixer e unire tutti gli altri ingredienti. Frullare fino ad ottenere una pastella liscia ed omogenea. Far riposare almeno 20 minuti a temperatura ambiente.


Scaldare la piastra e appena ha raggiunto la temperatura desiderata, versare nel centro 2 cucchiai abbondanti di pastella. Chiudere la piastra e cuocere per circa 5-6 minuti, aprire per verificarne la cottura e far raffreddare su un piatto. Proseguire in questo modo fino a terminare la pastella.

La caratteristica di queste cialde è di avere una consistenza croccante esternamente e un cuore morbido. Si servono con creme dolci, marmellate, miele o semplicemente spolverate con zucchero a velo magari accompagnate da gelato o frutta fresca.


Serviti a colazione simulano i loro cugini americani Pancakes e rendono il primo pasto della giornata un momento indimenticabile!


Provateli anche come dessert dopo cena o per merenda, vi conquisteranno per la loro versatilità e golosità!

Normalmente la pastella è composta da latte e burro ma con le mie sostituzioni (rispettivamente acqua e olio) questa ricetta risulta molto più leggera e indicata anche a chi è intollerante al lattosio!  

venerdì 21 novembre 2014

Pane integrale alla birra tedesca ovvero il mio pane tedesco!

Ormai dovreste aver capito che quando su questi schermi compare un pane c'è qualcosa da festeggiare oppure ho l'umore talmente a terra da dover compensare mettendo le mani in pasta.
Vorrei potervi dire che oggi ho impastato per il primo motivo, ma dopo la giornata di ieri ho tutt'altro che da festeggiare.
L'incontro si è concluso in toni pacifici proprio come volevo anche se vedrò solo metà della mia liquidazione..ma volete la verità? Preferisco chiudere subito tutti i rapporti prendere pochi soldi, sporchi e subito piuttosto che andare alle lunghe attraverso avvocati e compagnia bella, arrovellandomi il fegato ed il cervello!
Ora basta, non ne parlerò più, volto pagina e torno a vivere..quindi sì, voglio pensare che questo pane è anche per festeggiare la mia ritrovata leggerezza di spirito!
Mio suocero aveva avuto in dono da un amico tedesco questa birra proveniente dal suo paese d'origine ed ha pensato bene di girare il regalo alla sottoscritta. Dovete sapere che noi non siamo grandi amanti di questa bevanda e spesso io la utilizzo solo ed esclusivamente per cucinare.
Quando me la sono trovata davanti la mia fantasia ha iniziato a correre e alla fine questo è stato il risultato (ma se rimanete nei paraggi, prossimamente vi darò altri insoliti spunti per utilizzarla..).
Un pane che mi ha subito conquistata per il suo sapore ricco dal retrogusto piacevolmente amarognolo, per la consistenza compatta e la crosticina croccante. Da replicare alla prossima birra da smaltire!


Ingredienti:


500 g di farina integrale MolinoChiavazza**

100 g di farina di tipo 1 macinata a pietra
50 g di semi misti (+ quelli per il piano di lavoro)
150 g di lievito madre attivo*
120 g di yogurt bianco magro
300 g di birra tedesca
1 cucchiaino di sale fino marino
1 cucchiaino di miele d'acacia
1 cucchiaio di olio e.v.o.


*Rinfrescata da almeno 4 ore o al raddoppio.

**Una piccola soddisfazione devo pur togliermela..questa farina faceva parte della splendida fornitura vinta al loro contest!


Impasto effettuato nella planetaria, si otterranno ottimi risultati anche impastando a mano.



Spezzettare il lievito nella ciotola della planetaria, versare la birra, il miele e lo yogurt. Lavorare a bassa velocità fino a farlo completamente sciogliere. A parte miscelare le farine con i semi ed il sale. 


Unire tutto in una volta nella planetaria e continuare a lavorare  bassa velocità fino ad incordatura. A questo punto incorporare l'olio continuando a lavorare. Aumentare la velocità e impastarlo per circa 5-6 minuti.

Rovesciare sul piano di lavoro e formare una palla, adagiarla in una ciotola e coprire con pellicola trasparente.

Far lievitare in frigo per circa 20 ore.


Spolverare il piano di lavoro di semi e rovesciarci l'impasto. Fare una forma regolare e adagiare il pane su una teglia rivestita di carta da forno. 

Incidere la superficie con tagli regolari e far riposare a temperatura ambiente.

Nel frattempo preriscaldare il forno a 220°C ponendo sul fondo una ciotola colma d'acqua per la formazione del vapore.

Una volta che i tagli sul pane si sono aperti di 2-3 mm, infornare la teglia nel ripiano intermedio e cuocere per 15 minuti.
Abbassare la temperatura a 200°C e proseguire la cottura per altri 30 minuti. Completare la cottura a 180°C per altri 30 minuti.
Sfornare e far completamente raffreddare su una gratella.

Una volta freddo è pronto per essere tagliato a fette.




Può essere conservato in frigo per 2 settimane chiuso in un sacchetto da alimenti o avvolto nella stagnola. Prima di gustare è consigliato tostarlo sotto il grill caldo del forno per sprigionarne tutti i profumi.
In alternativa si può congelare già tagliato a fette e scongelarne quelle necessarie al momento del consumo passandole nel forno caldo.
Se desiderate tenerlo in dispensa, abbiate l'accortezza di tenerlo intero in un sacchetto di carta e tagliarlo solo al momento del bisogno. Si manterrà morbido fino a 1 settimana.


Il mix di semi che ho utilizzato era composto da sesamo, lino, zucca, girasole, papavero arricchito con qualche fiocco d'avena. Variate a seconda del vostro gusto personale o della
scorta che avete a disposizione.

Se non avete come me una vera birra tedesca, sostituitela con una bionda doppio malto di ottima qualità. 

Con questa ricetta partecipo a Panissimo di Novembre

giovedì 20 novembre 2014

Mele profumate cotte al forno

E' arrivato il "giorno della verità", quello in cui si decideranno le sorti della mia vita..ok, sto esagerando ma vivo con grande agitazione, ansia e timore queste ore che mi separano dall'incontro con il mio ex capo per la questione pendente del mio ex lavoro.
Voglio pensare positivo (perchè sono vivo, perchè sono vivo..scusa Jovanotti se disturbo pure te!) ma non è così facile e più voglio guardare la situazione con ottimismo e più riesco a vedere solo gli aspetti ed i risvolti negativi..aiutoooo!
Una parte di me desidererebbe di autotrasportarsi a stasera e cancellare completamente dalla memoria (...e soprattutto dal cuore) questo avvenimento...l'altra parte di me spererebbe non arrivassero mai le h17,00 per la pura e semplice fifa di affrontare a quattr'occhi il problema.
Ho voglia di dolce...cioccolato, pasticcini, gelato, biscotti, miele direttamente dal barattolo, torrone, croccante alle mandorle...ma mi consolo con delle golosissime mele cotte che fanno bene e non danneggiano la mia già provata linea!
Queste mele me le ha fatte trovare una sera di molti anni fa mia suocera come dessert. Era un periodo che seguivo una dieta ferrea e quando sgarravo mi venivano dei gran mal di pancia..quindi lei, per non farmi mancare un piccolo dessert dopo cena, aveva pensato che un po' di frutta cotta e arricchita con saporite spezie, avrebbe fatto al caso mio..e ci aveva azzeccato alla grande!
Negli anni ho replicato la ricetta molte volte, cambiando varietà di mele, spezie, omettendo lo zucchero a favore di una punta di marmellata di fragole o ciliegie ma alla fine ho deciso che la sua versione originale è sempre stata la migliore e la condivido con grande piacere con tutti voi.



Ingredienti x 3 porzioni:

3 mele bio di piccole dimensioni (io varietà Gala)
3 cucchiaini di zucchero di canna grezzo
Cannella in polvere q.b.
1 anice stellato
3 chiodi di garofano
3 cucchiai di acqua

Lavare le mele ed asciugarle. Con un coltello affilato asportare la parte dei picciolo e della calicina (x intendersi il fondo della mela in corrispondenza al picciolo). Intagliare tutta la buccia da una cavità all'altra come per tagliarla in spicchi immaginari.
Spezzettare l'anice stellato in 3 parti uguali.
Scegliere ciotole resistenti alla cottura in forno e adeguate alla dimensione delle mele in modo che possano rimanere ferme. Versare sul fondo di ognuna 1 cucchiaio di acqua e 1 pezzo di anice stellato, quindi posizionare le mele.
Riempire ogni cavità con un cucchiaino di zucchero, abbondante cannella e mettere un chiodo di garofano a similare il picciolo. 
Posizionare le ciotole su una teglia e cuocere per 30-40 minuti in forno preriscaldato a 200°C.
Sfornare e far intiepidire prima di servire.

Una coccola dolce ma sana che potrà attenuare le voglie ipercaloriche in un momento di emergenza senza poi incorrere in terribili sensi di colpa!
Divertitevi a mixare le spezie a vostro piacimento, scoprirete ogni volta un "dessert" diverso ed insolito!


Il profumo che emanano in cottura è già compensativo ma quando affonderete il cucchiaino nella polpa tiepida e morbida ritrovare il buonumore sarà istantaneo!