sabato 28 febbraio 2015

Chiacchiere di Carnevale al forno (vegan recipe)

Oggi dalle mia parti è l'ultimo giorno di Carnevale..ebbene si, a Viareggio non ci facciamo mancare il nostro mese di festeggiamenti!
La sfilata dei carri di cartapesta si svolgerà in notturna e terminerà con uno spettacolo pirotecnico a ritmo di musica, allegria e colori.
Visto che non vi avevo ancora proposto nessuna "ricetta carnevalesca" ho pensato che questa fosse l'ultima occasione utile per farlo e in più avevo anche una scusa plausibile per non privarmene..


...Erika mi ha invitata a cena nel suo blog GIOCHI DI ZUCCHERO e quando si è ospiti è buona educazione non presentarsi a mani vuote. Io in queste occasioni sono quella-addetta-al-dolce, quindi perché stavolta sarei dovuta uscire dal copione?!
Ho pensato che questa ricetta fosse perfettamente in tema con la giornata, per salutare il Carnevale e rendere tutti partecipi dell'aria che si respira in questo periodo di festa nella mia città!
Erika è curiosa di conoscere il Carnevale di Viareggio ed io glielo voglio raccontare come nessuno ha mai fatto prima, attraverso una canzone che suona e risuona ogni domenica sui viali a mare della mia città...
"Musica vola via" di Gualtiero Lami (1984)

Va, la musica va e va, la musica va...
dolce sapore, aria di festa
sei tu la maschera di cartapesta
che prende il cuore, prende la testa
sei l'invenzione del vecchio carrista...


...anni di storia, sulla tua pelle
di verità data in pasto alle folle
con la miseria, zucchero e stelle
mentre le sfingi raccontano balle...


...musica vola via, è carnevale, finalmente
scherzo dell'ironia
col trucco liberi la gente
un carosello di maschere,
così t'accorgi d'esistere
sempre più giovane, nitida immagine sei
con la tua origine povera,
hai dato vita alla satira
suono di cembalo, riso, coriandolo, va...


Intanto che noi chiacchieriamo, cantiamo e sgranocchiamo a cuor leggero queste chiacchiere, voi prendete carta e penna e segnate la ricetta per il prossimo anno!

Ingredienti x6-8 persone:

310 g di farina di tipo 1 macinata a pietra
80 g di zucchero semolato
100 ml di vino bianco
40 g di olio di semi di lino
1 bicchierino di grappa bianca
7 g di baking (o lievito x dolci)
1 bustina di vanillina o i semi di 1/2 bacca di vaniglia
Zucchero a velo q.b.

Impasto effettuato nella planetaria con il gancio a foglia. Si otterranno ottimi risultati anche lavorando energicamente a mano.

Setacciare il lievito con la farina. Versare nella ciotola e miscelarci i semi di vaniglia o la vanillina. Unire lo zucchero, l'olio e la grappa. Iniziare ad impastare aggiungendo poco per volta il vino. 
Lavorare energicamente fino ad ottenere un impasto omogeneo e compatto (simile a quello della pasta fresca).
Formare una palla e far riposare per almeno 20 minuti coperta con pellicola trasparente.
Stendere poco per volta in una sfoglia sottilissima (io ho utilizzato la spianatrice fino alla tacca 7). Ricavare le chiacchiere con una rotella dentellata e posizionarle su teglie rivestite di carta da forno.
Cuocere in forno preriscaldato a 200°C per circa 5 minuti. Sfornare e far raffreddare.


Una volta fredde spolverare abbondantemente con zucchero a velo e servire.

Croccanti, golose e leggere, una tira l'altra ma senza sensi di colpa! 


Si conservano in una scatola di latta per diversi giorni senza perdere la loro friabilità anche se dubito che dureranno!!!

venerdì 27 febbraio 2015

La mia zuppa frantoia e aggiornamento contest

Devo ammettere che l'amore per zuppe, creme di verdure e vellutate è nato solo in età adulta. Da piccola, e fino all'adolescenza, non ho mai avuto un gran rapporto con verdure brodose, frullate o passate. Preferivo di gran lunga verdure crude e lavorare di mandibola!
Con il tempo, invece, ho iniziato ad apprezzare (e desiderare) queste ciotole di coccole calde al cucchiaio. Mi piace scoprire abbinamenti nuovi, unire una spezie piuttosto che un'altra e creare giochi di consistenza con crostini croccanti, frutta secca o semi saltati in padella.
Un'altra cosa che amo fare ultimamente, è riscoprire sapori della mia terra e ricette antiche dei miei antenati. La vicinanza con la nonna ha reso tutto questo un bellissimo viaggio nei ricordi e nelle tradizioni della mia famiglia.  
Questa zuppa è la mia personale rivisitazione di quella che faceva la nonna e prima di lei la mia bisnonna. L'ho resa vegana omettendo il lardo nel soffritto ed ho utilizzato lo scalogno al posto della cipolla in quanto quest'ultima non mi resta molto simpatica in fase di digestione. Ho, inoltre, ridotto al minimo l'uso di olio, che nella cucina di una volta abbondava, per poterne mangiare anche un cucchiaio di più senza troppi sensi di colpa!
Confesso che il risultato mi ha conquistata ed il fatto che la maggior parte degli ingredienti utilizzati provengano dal mio orticello, me l'ha fatta apprezzare ancora di più!
Premetto che ci vuole un minimo di organizzazione, cuocere alcuni ingredienti in anticipo e dedicargli un po' di tempo, ma vi assicuro che al momento dell'assaggio sarete ripagati ampiamente!


Dosi x 4 persone servito come piatto unico:

450 g di zucca a pasta soda (peso a crudo)
300 g di cavolo nero (peso da cotto)
240 g di ceci toscani (peso da cotto)
1 scalogno
1 rametto di rosmarino fresco
1 rametto di salvia fresca
2 cucchiaini di olio e.v.o.
1/2 peperoncino secco
1 cucchiaino raso di semi di finocchio
1 pizzico di sale grosso marino
5-6 mestoli di acqua di cottura dei ceci*

*sostituibile con acqua.

x servire
2 fette di pane a commensale (io questo)

Ho effettuato la ricetta in pentola a pressione dimezzando i tempi di cottura. Potete procedere in una normale pentola e cuocere per 1 ora.



Sbucciare e tagliare a velo lo scalogno. Soffriggerlo dolcemente con il peperoncino. Versare la zucca, i ceci e il cavolo nero. Aggiungere subito il liquido, le erbe aromatiche, i semi di finocchio e il sale. Mescolare e mettere il coperchio. Cuocere dal momento del fischio per 30 minuti a fiamma bassa. Tostare il pane e mettere sul fondo del piatto di servizio.
Versare la zuppa calda e servire ancora fumante, aggiungendo a piacere un filo d'olio a crudo.

Si può preparare in anticipo, far raffreddare e conservare in frigorifero per 3-4 giorni. Basterà scaldarla al momento del pasto. 


Anzi il giorno dopo è ancora più buona perché con il riposo i sapori si amalgamano perfettamente e si esaltano all'ennesima potenza!
I semi di finocchio non vanno omessi. Aiutano la digestione di cavolo e ceci spesso problematici per l'intestino e rinfrescano il palato.

**Aggiornamento contest "La mia Toscana**
Innanzitutto vorrei ringraziarvi per le ricette ad oggi pervenute. Avete creato dei veri capolavori di gusto accompagnandoli da ricordi, emozioni e storie di vita vissuta che mi hanno piacevolmente coinvolta.
Potete trovare l'album fotografico sulla pagina FB che verrà di volta in volta aggiornato, dando la possibilità ad ogni ricetta di avere la propria visibilità.

Manca esattamente un mese alla conclusione e vorrei invogliare, chi ancora non l'ha fatto, a partecipare, comunicando ufficialmente gli ultimi dettagli.

**Lo sponsor Babeline.net mette a disposizione i premi per il podio, 1°-2°-3° classificato in base ai parametri già dettagliatamente spiegati nel regolamento.
Vi invito ad andare a curiosare nel loro sito web per capire cosa vi aspetta. Io ho già selezionato alcuni articoli attinenti alla cucina che sono sicura gradirete moltissimo!

**Poi ci tengo a mettervi a conoscenza dello Chef che farà parte della giuria e seguirà tutte le fasi del contest, si tratta di Franco Manfredi responsabile del ristorante dell'Augustus Hotel & Resort di Forte dei Marmi.

E per concludere una grande novità...rullo di tamburi...

**Una delle 10 ricette finaliste avrà l'onore di essere inserita nel menù del ristorante/osteria Michelangelo di Melbourne in Australia con il quale VersiliaFormat ha un rapporto di gemellaggio.

Che ne pensate? Vi ho convinti a partecipare numerosi?

giovedì 26 febbraio 2015

Crema speziata di ceci e carote

Dopo aver buttato fuori tutto il grigio che avevo dentro, adesso mi sento più leggera ed ho ritrovato la giusta energia per affrontare di petto la situazione. 
Mi sono attaccata al telefono e sono riuscita a trovare una fisioterapista disponibile a venire a domicilio a far lavorare i muscoli afflosciati del nonno allettato. Lunedì ci sarà il verdetto ma io sono positiva e anche lui sembra molto felice all'idea di fare un po' di movimento. Ho letto una scintilla di speranza nei suoi occhi che mi fa ben sperare nella sua attiva collaborazione e buona volontà!

Un grazie particolare va anche a tutti voi che mi avete regalato consigli, parole di sostegno e tantissimo affetto..non ci sono ancora abituata e vi confesso che ogni volta è un'emozione immensa!

Oggi voglio regalarvi questa crema delicatamente speziata, vellutata nella consistenza e colorata come piace a me. Ho avuto l'ispirazione mentre cuocevo i ceci per un'altra preparazione (che vedrete presto su questi schermi) l'avevo letta su una rivista in qualche sala d'attesa e mi era rimasta in mente per i suoi profumi così bilanciati e per la sua semplicità.
Provatela e vi conquisterà!


Ingredienti: 
(Dosi da intendersi x 1 piatto unico o x 2 porzioni servito come primo)

120 g di ceci toscani già cotti*
4 carote medie
1 scalogno
1 mazzetto di erbe aromatiche fresche (salvia, prezzemolo, rosmarino)
1 cucchiaino di curcuma
1 pizzico di sale grosso
Acqua q.b. (se possibile quella di cottura dei ceci)

*Io li preparo così. Ammollo per 12 ore 500 g ceci secchi, cambiando l'acqua almeno una volta. Poi li cuocio con abbondante acqua in pentola a pressione per 1 ora. A fine cottura aggiungo un cucchiaino di sale sul totale.

Pelare le carote e spuntarle, quindi tagliarle a rondelle. Sbucciare lo scalogno e tagliare a fettine. Raccogliere tutto in una capiente pentola e unire le erbe aromatiche lavate e spezzettate con le mani. Coprire a filo d'acqua e cuocere per 15 minuti. Unire i ceci, la curcuma ed il sale. Cuocere ancora per 10 minuti e se necessario aggiungere un po' d'acqua. Frullare a crema con un frullatore a immersione.

Servire calda.


ceci sono tra i legumi più conosciuti e consumati al mondo fin dai tempi più antichi. Sono ricchi di carboidrati e proteine, consigliabili a chi soffre di anemia o vuole limitare il consumo di carne animale. Contengono vitamine del gruppo B e C oltre che notevoli quantità di sali minerali. Tra questi ultimi spiccano il calcio, il fosforo e il potassio. Da non sottovalutare il magnesio che, insieme al folato, contribuiscono ad abbassare il colesterolo cattivo nel sangue a favore di cuore e circolazione. 
Non contengono glutine, quindi sono adatti all'alimentazione dei celiaci.
Se uniamo a queste proprietà quelle antinfiammatorie, antitumorali e antiossidanti, della curcuma, abbiamo ottenuto un elisir di lunga vita, salute e benessere!


Vi ho convinti???

Con questa ricetta partecipo al contest:

mercoledì 25 febbraio 2015

Unconventional Banana Bread al cocco

In questi giorni ho cercato di tralasciare le emozioni che mi frullano dentro a favore dell'arte culinaria, dei profumi e delle mie creazioni, ma oggi ho bisogno che esca fuori tutto questo turbinio di sensazioni che mi tolgono quasi il respiro.
Il ritorno a casa del nonno è stata una grande gioia ma al contempo un duro colpo al cuore. Vederlo giorno dopo giorno vegetare in un letto, sempre più debole e assente è un boccone troppo amaro da tirare giù.
Ogni mattina entro in quella stanza con tutto l'ottimismo e la positività possibile, un grande sorriso, la battuta pronta e lo scherzo facile. Lo faccio ridere, parlare, leggere e cerco di tenergli la mente vivace e attiva. Il problema è quando esco e tolgo la maschera...mi sento letteralmente svuotata e oscurata dalla prepotenza dei miei brutti pensieri.
Sapevo che occuparmi dei miei nonni sarebbe stata un'arma a doppio taglio e adesso devo fare i conti con questa situazione, che mi piaccia o no!
In un grigio pomeriggio ho cercato di distrarmi in cucina, lasciandomi invadere da profumi fruttati ed esotici per volare lontana con la fantasia e dimenticarmi per un attimo la quotidianità.
Vi ho raccontato, ormai, in tutte le salse quanto per me la colazione sia importante. Svegliare tutti i sensi con i giusti profumi e sapori, aiuta ad affrontare la giornata nel migliore dei modi, con carica e positività...se poi è anche light e fruttato ancora meglio!
Provate questo insolito Banana Bread e vi regalerete un buongiorno carico di meritate coccole!



Dosi x uno stampo da plumcake 24x9cm:

200 g di farina integrale macinata a pietra
3 banane mature*
130 g di yogurt bianco magro
50 g di miele millefiori
20 g di cocco rapè
1 bustina di lievito vanigliato per dolci

*2 da utilizzare nell'impasto (circa 160 g di polpa) e 1 intera per la decorazione.


Frullare la polpa di 2 banane con il miele e lo yogurt utilizzando un frullatore ad immersione. In una capiente ciotola mescolare la farina con il lievito setacciato ed il cocco, tenendone da parte 1 cucchiaio per la superficie. Versare il frullato di banana e mescolare tutto accuratamente con una frusta.Ungere lo stampo e versare il composto. Livellare la superficie e decorare con la banana intera divisa a metà per la lunghezza. Premerle bene e spolverare con il cocco tenuto da parte.
Cuocere in forno caldo a 180°C per 45 minuti. Sfornare e far raffreddare su una gratella. 



Una volta freddo togliere dallo stampo e servire a fette.

Ottimo per la colazione, la merenda o una coccola spezzafame in ogni momento della giornata.


Un dolce senza zucchero e senza grassi aggiunti, ricco di fibre e naturalmente dolcificato dal miele e dal fruttosio contenuto nella frutta per limitare le calorie ma non il gusto!
Si conserva per 3-4 giorni sotto una campana di vetro senza perdere la sua originale fragranza.

martedì 24 febbraio 2015

Filoncini di pane arlecchino alle spezie

La voglia di provare a fare un pane colorato risale al mio primo corso sul lievito madre con Sara Papa. In quell'occasione ero entrata in possesso della ricetta del Pane Arcobaleno e non sto qui a sottolineare quante volte mi è capitato di prenderla in mano e regolarmente  di riporla con cura con un niente di fatto.
Mi mancava l'occasione, quello stimolo per mettermi in gioco e creare qualcosa di stupefacente ed elaborato. La spinta che mi facesse armare di pazienza, cercare le spezie giuste e dedicare un intero pomeriggio alla mia creatura.
Quel giorno finalmente è arrivato e non posso che ringraziare gli Amici delle spezie (cliccare qui per l'articolo che mi hanno dedicato) per avermi dato il giusto input per buttarmi in questa piacevole avventura.


Questo gruppo nasce a Lucca nel 2014 ed ha come obiettivo quello di divulgare e far conoscere ad un pubblico quanto più esteso l'universo affascinante e spesso sconosciuto delle spezie. Le informazioni arrivano all'utente con uno stile fresco, un po' glamour ma sempre estremamente professionale. Inoltre, con grande puntualità, vengono segnalati i maggiori e più interessanti eventi a tema sul territorio nazionale!
Ho realizzato per loro questa ricetta cercando di unire questa passione per le spezie con la mia grande predisposizione a mettere le mani in pasta ed il risultato parla da solo, non trovate???
Per tutte le proprietà delle spezie utilizzate vi rimando direttamente agli esperti!


Prima di iniziare è importante sapere che:

- Serviranno 4 ciotole distinte, una per ogni impasto e 3 paia di guanti usa e getta idonei al contatto con alimenti o anche le vostre mani diventeranno "arlecchino"!!!
- Si possono usare ciotole di plastica per tutti gli impasti tranne che per quello nero, dove è consigliato il vetro o la ceramica in quanto macchia in modo quasi indelebile.
- Si impasta a mano, la planetaria in questa lavorazione è superflua.
- Seguire l'iter di lavorazione indicato da me, quindi partire con l'impasto bianco, poi il giallo, il rosso e infine il nero. Questo vi permetterà di non essere costretti a pulire il piano di lavoro tra una lavorazione e l'altra.
- Tutti gli ingredienti andranno pesati fin dall'inizio e sistemati su un tavolo in ordine di lavorazione. Questo permetterà di far passare quanto meno tempo possibile tra un impasto e l'altro e la lievitazione avverrà in modo omogeneo.
- Ho omesso il sale nell'impasto rosso e nero perchè già presente nel concentrato di pomodoro e nel nero di seppia.
- Tenete a portata di mano un bicchiere d'acqua. L'impasto giallo e rosso potrebbero richiedere più idratazione di quello indicato e comunque dipende anche dal grado di umidità della vostra farina. Ad ogni modo è importante che tutti gli impasti abbiano la stessa consistenza, morbida ma non appiccicosa.
- Avevo previsto un ordine diverso di colori ma nel momento dell'assemblaggio ho commesso un errore. Se volete un effetto estetico ancora più d'impatto partite con la base nera, poi gialla, poi bianca e infine rossa
- I tempi di lievitazione dipendono dalla temperatura e dall'umidità della giornata o della vostra casa. Io ho fatto lievitare nel forno spento con la luce accesa, circa 26°C


Ingredienti x 3 filoncini da circa 350g cadauno:

Impasto bianco
150 g di farina di tipo 1 macinata a pietra
50 g di lievito madre attivo*
80 g di acqua naturale a t.a. (circa 20-21°C)
1 cucchiaino colmo di zenzero in polvere
1 cucchiaio di olio e.v.o.
1 cucchiaino di miele
1 cucchiaino di sale fino marino

Impasto giallo
130 g di farina di tipo 1 macinata a pietra
50 g di lievito madre attivo*
90 g di acqua naturale a t.a. (circa 20-21°C)
20 g di curcuma
1 cucchiaio di olio e.v.o.
1 cucchiaino di miele
1 cucchiaino di sale fino marino

Impasto rosso
150 g di farina di tipo 1 macinata a pietra
50 g di lievito madre attivo*
40 g di acqua naturale a t.a. (circa 20-21°C)
50 g di doppio concentrato di pomodoro
1 cucchiaino colmo di paprika dolce
1 cucchiaio di olio e.v.o.
1 cucchiaino di miele

Impasto nero
150 g di farina di tipo 1 macinata a pietra
50 g di lievito madre attivo*
80 g di acqua naturale a t.a. (circa 20-21°C)
8 g di nero di seppia
1 cucchiaio di olio e.v.o.
1 cucchiaino di miele

*Rinfrescata la sera prima o al raddoppio.

Pesare e setacciare le farine di tutti gli impasti. Unire la pasta madre in ogni ciotola, il miele e l'olio.  Unire il sale solo all'impasto bianco e a quello giallo. Pesare l'acqua e dosare le spezie. 


Impastare un colore alla volta seguendo quest'ordine: bianco, giallo, rosso e infine nero.



Coprire le ciotole con pellicola da alimenti e far lievitare fino al raddoppio (circa 2 ore).
Tagliare 4 fogli di carta da forno della dimensione della teglia che utilizzerete per cuocere il pane.
Stendere il primo impasto (per me il bianco) sul foglio di carta formando un rettangolo regolare. Spostarlo su un tagliere o un altro piano in modo da liberare lo spazio di lavoro. Stendere il secondo impasto (per me il nero) della stessa dimensione del rettangolo del primo e adagiare sopra con delicatezza facendolo combaciare perfettamente.
Fare lo stesso con il terzo (per me il giallo) e il quarto impasto (per me il rosso).



Tagliare il rettangolo ottenuto in 3 parti uguali e torcerli fino a formare un filoncino.


Avvolgere ogni filoncino ottenuto nella carta da forno precedentemente preparata e sistemare sulla teglia.


Far lievitare fino al raddoppio (circa 5 ore).
Preriscaldare il forno a 220°C ponendo sul fondo una ciotola colma d'acqua. Infornare la teglia nel ripiano basso e cuocere per 15 minuti. Poi abbassare la temperatura a 200°C e completare la cottura per altri 30 minuti. (Se avete un forno elettrico, consiglio di effettuare la cottura nel ripiano intermedio. Io ho utilizzato il forno a gas).
Sfornare e far raffreddare su una gratella ancora avvolti nella loro carta, questo permetterà che non si secchino.
Una volta freddi sono pronti per essere tagliati a fette.




I filoncini interi si conservano per 1 settimana in dispensa. Le fette possono essere congelate e scaldate sotto il grill al momento del bisogno.


Ottimi per confezionare fantasiose tartine per l'aperitivo.


Il loro sapore piacevolmente speziato ed aromatico si sposa perfettamente con piatti di pesce o grigliate.


Le fette tostate e presentate in un cestino sono un simpatico e scenografico centro tavola che stupirà e conquisterà i vostri ospiti.
Il procedimento sembra lungo ma vi assicuro che richiede più tempo scriverlo e leggerlo che effettuarlo e si fa tutto (impasto, lievitazione e cottura) in un pomeriggio! 
Cosa aspettate, provatelo!!!

Con questa ricetta contribuisco alla raccolta di Panissimo di Febbraio

domenica 22 febbraio 2015

Risotto alla zucca, salmone affumicato e zenzero

Quando ho assaggiato questo risotto era una giornata di quelle umide, buie e un po' malinconiche. Il suo colore ed il suo sapore hanno saputo avvolgermi in un caloroso abbraccio ed il sorriso è tornato a splendere sul mio viso.
Continuo a pensare che il cibo non sia solo nutrimento del corpo ma anche dell'anima, ed è questo il messaggio che cerco di trasmettere ogni giorno attraverso le mie ricette, le mie parole e le mie fotografie.
Attenzione, però, la cura di se stessi e del proprio benessere, non si limita all'atto di mangiare ma parte da più lontano, iniziando con la scelta degli ingredienti di qualità, la lavorazione amorevole, lo studio degli abbinamenti e l'impiattamento.
La condivisione con voi, che nutrite le mie stesse passioni e riuscite a capire questo lavoro che sta dietro ad ogni post, è la ciliegina sulla torta.
E' bellissimo sentirsi capiti e appoggiati in quello che si fa con tanta dedizione. 
E quando arriva la giornata in cui ci si sente giù di morale e la sola coccola culinaria non basta, arrivate voi con una parola di conforto, un abbraccio virtuale e tutto ritrova il proprio equilibrio.
Oggi vorrei dedicare questo risotto a Sabrina che è sempre stata presente con il suo dolcissimo sostegno nel periodo più difficile della mia vita e non mi ha mai abbandonata. Proprio come questo risotto mi ha aiutata a ritrovare il sorriso ed io vorrei ringraziarla festeggiando il suo primo anno di blog con questa piccola dedica che spero gradirà.


Vi avevo già parlato in passato delle proprietà benefiche dello zenzero e la zucca ormai è di casa, quindi non faccio altro che passare alla ricetta!


Ingredienti:
(Dosi per 1 piatto unico o 2 piccole porzioni come primo piatto)

80 g di riso Baldo
3 fette di zucca a pasta soda
50 g di salmone affumicato
1 bicchiere di vino bianco
5 g di burro di cacao (o 1 cucchiaino di olio.e.v.o.)
1 cucchiaino di zenzero in polvere


Sbucciare la zucca e ridurla a piccoli dadini. Versarne 3/4 nella pentola insieme al burro di cacao e acqua a filo. Far cuocere per 10 minuti, poi frullare con il frullatore ad immersione. Versare il riso nella purea ottenuta, unire tutto il vino e cuocere per 10 minuti a fiamma bassissima con il coperchio. Mescolare di tanto in tanto e aggiungere poca acqua calda se necessario.
Unire lo zenzero, la zucca rimanente e il salmone sminuzzato. Portare a cottura il riso unendo acqua se necessario e mescolando spesso.
Togliere il riso dal fuoco, mettere il coperchio e far riposare per 3-4 minuti. 
Questa fase è molto importante per far stabilizzare i sapori.
Servire caldo o tiepido.


Un risotto saporito e gustoso senza bisogno di aggiungere sale e troppi grassi.
Il salmone affumicato, con la spiccata sapidità, e lo zenzero, che dona un leggero retrogusto speziato, regalano al piatto carattere e lo rendono equilibrato al palato.
Il gusto del vino rimane un piacevole e leggero ricordo ma aiuta a bilanciare con una nota acida il sapore finale del piatto. 


Questo piatto è completo dal punto di vista nutrizionale e regala un senso di sazietà immediato che vi farà ripartire con slancio e leggerezza.

Con questa ricetta partecipo al contest:

venerdì 20 febbraio 2015

Mandarini caramellati alla vaniglia

Oggi mi sento uno zombie (...e oserei dire che ne ho anche una certa somiglianza!)
La notte quasi insonne ha lasciato i suoi segni, non solo dal punto di vista di energie ma anche regalandomi delle splendide occhiaie! 
Ieri sera il marito con il suo sonno agitato e il suo piacevole russare, mi ha esasperata al punto da vedermi costretta a prendere il mio cuscino e trasferirmi sul divano per cercare di dormire almeno un paio di ore. Miss Grey mi ha seguita a ruota ed entrambe ci siamo acciambellate sotto il plaid.
Stamani avevo dolori ovunque e i brividi di freddo mi percorrevano ogni fibra del corpo. 
Meno male che il mio risveglio è stato addolcito da una colazione golosissima e colorata.
Quest'anno l'albero di mandarini della nonna è stato particolarmente generoso. Peccato che, come spesso succede, la quantità è andata a discapito della qualità del prodotto. 
A vederli così arancioni e gonfi, illudevano ad un sapore succoso e dolce, mentre la realtà dei fatti era molto distante da quest'idea: l'interno nascondeva un cuore pieno di semi e quasi completamente asciutto ed insipido. 
Mi sono ritrovata con un sacchetto pieno non sapendo bene che fine fargli fare. L'idea di sprecare del cibo mi fa sempre stare male, sopratutto quando si tratta di prodotti senza medicine e cresciuti sotto cure amorevoli, quindi ho cercato altre strade che mi hanno condotta verso questa ricetta paradisiaca...



Ricetta ispirata da lei

Dosi x 1 barattolo da 400g o 2 piccoli da 200g:

600 g di mandarini non trattati*
300 g di zucchero semolato
100 g di acqua
25 g di succo di limone
1/2 bacca di vaniglia

*Peso inteso da interi.

Lavare ed asciugare accuratamente i mandarini. Tagliarli a rondelle di circa 5 mm eliminando le calotte ed eventuali semi interni. Tenere da parte.
In una capiente pentola far sobbollire per 2 minuti l'acqua e lo zucchero fino ad ottenere uno sciroppo chiaro.
Versare le rondelle di mandarino, il succo di limone e la bacca incisa per la lunghezza.
Cuocere a fiamma dolce dal momento del bollore per 15 minuti, mescolando delicatamente per non rompere la frutta.
Togliere la pentola dal fuoco, recuperare le rondelle di frutta con una pinza o un cucchiaio e iniziare a sovrapporre ordinatamente nei barattoli di vetro.
Rimette lo sciroppo sul fuoco insieme alla bacca di vaniglia, portare nuovamente a bollore e versare nei barattoli fino al bordo.  
Chiudere con tappi puliti e far raffreddare capovolti.

Per rendere più intenso il profumo della vaniglia, inserire anch'essa nei barattoli prima di chiuderli.


Ottimale farli riposare in luogo fresco e buio per un mese prima di gustare.
L'abbinamento che più si addice è sul pane tostato magari leggermente spalmato di burro o ricotta.


Molto indicati anche per la decorazione finale di un dolce o sul gelato.
A proposito, la mia gelatiera tornerà presto in funzione, siete felici???

giovedì 19 febbraio 2015

Pane integrale alla birra scura svedese e semi

Dopo una mattinata di duro lavoro con la nonna, oggi pomeriggio me lo sono dedicato tutto per me. La splendida giornata di sole invitava ad uscire ed io mi sono lasciata coinvolgere. Ho fatto una lunga passeggiata con la musica nelle orecchie e la mente in libertà. Mi ha fatto proprio bene, mi ha rigenerato e donato nuova energia pronta all'uso!
Abbinata ad un po' di shopping è stata ancora più terapeutica! 
Ma non pensate a vestiti, accessori alla moda o scarpe, bensì farine fresche macinate a pietra dal mio mulino di fiducia..non potevo smentirmi, giusto??
Tanto per rimanere in tema, prima della mia giornata all'aria aperta, ho sfornato l'ennesimo pane per fare spazio in dispensa alle nuove arrivate.



Un po' di farina integrale dell'ultima scorribanda al mulino, qualche seme oleoso, il mio lievito madre e infine il tocco di classe "la birra scusa svedese dell'Ikea" ed è stato subito amore! 
Domenica (ma sono sicura che ve lo sarete immaginati!) non poteva mancare la solita puntatina alla bottega svedese e questa birra se ne è voluta tornare a casa con me. 
Ho pensato che con questi ingredienti si sposasse a meraviglia e posso ammettere con soddisfazione che non mi ero sbagliata!

Ingredienti x una pagnotta:

480 g di farina integrale macinata a pietra
330 g di birra scura svedese
70 g di acqua naturale a t.a.
120 g di lievito madre attivo*
2 cucchiai/30 g circa di semi misti**
1 cucchiaino di zucchero di canna
1 cucchiaio di olio di semi di lino***
Semola per il piano di lavoro

*Rinfrescato la sera prima o al raddoppio.
**Io ho utilizzato semi di zucca, girasole e sesamo.
***Sostituibile con olio e.v.o.


In una capiente ciotola, sciogliere il lievito madre in birra e acqua. Versare la farina, i semi e lo zucchero. Mescolare con la forchetta fino a far assorbire tutto il liquido, infine incorporare velocemente l'olio. Far riposare per 30 minuti.
Spolverare il piano di semola e rovesciarci l'impasto. Praticare una serie di pieghe a libro, formare una palla e riporre nella ciotola leggermente unta d'olio. Coprire con pellicola trasparente e riporre in frigo per 24 ore.
Spolverare il piano di semola, rovesciarci l'impasto e stenderlo con la pressione dei polpastrelli in un rettangolo. Arrotolare partendo da un angolo e formare un salsicciotto.
Adagiare su una teglia rivestita di carta da forno e spolverare abbondantemente la superficie di semola. Incidere con un coltello affilato o una lametta, quindi far riposare per 30 minuti a temperatura ambiente.
Preriscaldare il forno a 240°C ponendo sul fondo una ciotola colma d'acqua.
Infornare il pane nel ripiano più basso e cuocere per 15 minuti. Poi abbassare la temperatura a 220° e proseguire per altri 15 minuti. Terminare la cottura a 200°C nel ripiano intermedio per 30 minuti. Sfornare e far raffreddare completamente su una gratella.



Se si desidera conservarlo a temperatura ambiente, è consigliabile mantenerlo intero e avvolgerlo in pellicola trasparente per non farlo seccare.
Preferibile conservarlo a fette in sacchetti di plastica sia in frigo (1-2 settimane) che in freezer (3 mesi) avendo l'accortezza di scaldarlo prima di servire.


Un pane profumato e dal sapore molto particolare che vi conquisterà da solo, con taglieri rustici o gusti affumicati. Provatelo tostato la mattina e vi stupirà!

Con questa ricetta partecipo a Panissimo di Febbraio

mercoledì 18 febbraio 2015

Vellutata di champignons e finocchio

Sta per volgere al termine una giornata molto impegnativa sia fisicamente che emotivamente. 
Fervono i preparativi per il ritorno a casa del nonno e il salotto si sta trasformando in una vera e propria stanza d'ospedale! Oltre al letto con le sponde, materasso antidecubito e carrozzella per le gite fuori porta, io e la nonna stiamo anche cucinando brodi di carne e verdura, omogeneizzati e tante pappette nutrienti che lo aiuteranno a rimettersi in forze..io sono sempre più convinta che dopo quasi un mese di dieta insipida da ospedale nel giro di breve tempo chiederà lasagne e pastasciutta a gran voce!
Come se tutto questo non fosse già abbastanza sfiancante, il mio passato è tornato a tormentarmi.
La situazione pendente con il mio vecchio lavoro sta quasi per concludersi ma mi aspettano faccia-a-faccia con quelle persone che per 9 anni sono state la mia famiglia e che come mi sono voltata mi hanno pugnalata alle spalle. Il dolore è ancora vivo dentro di me e devo cercare di trovare tutte le forze possibili per affrontare questo ultimo e (spero) definitivo step. Mi auguro solo che i miei nervi riescano a reggere tutta la pressione di questo periodo!
Intanto ci pensa la cucina a coccolarmi e rimettermi in pace con il mondo.



Ultimamente zuppe, creme e vellutate sono protagoniste assolute della mia dieta. Trovo che questi cucchiai carichi di calde e avvolgenti verdure siano il miglior toccasana per combattere il freddo sia fisico che morale.
Quella che vi presento oggi è tra quelle che preferisco. Di solito me la gusto a cena dopo una giornata di corri-di-là-corri-di-qua per ritrovare l'equilibrio psicofisico o come terapia antistress!
Questa volta ho anticipato al pranzo, in modo da poter condividere questa coccola senza fine anche con voi!
Godetevela cucchiaio dopo cucchiaio...

Ingredienti:
(Dosi x1 piatto unico o x2 porzioni servite come primo piatto) 

1 finocchio
10 champignons freschi
200-300 ml di brodo di pollo*
1 cucchiaio di Parmigiano Reggiano grattugiato al momento
1 cucchiaino di maizena

*Io lo faccio con 1 pollo intero senza pelle e ben sgrassato, 2 carote, 3 scalogni, 1 patata, 5 champignons e 2 chiodi di garofano. Filtrato bene da freddo per eliminare il grasso in eccesso.
Sostituibile con del buon brodo vegetale.



Lavare accuratamente il finocchio e tagliarlo a piccoli pezzi (io ho utilizzato anche le barbe e il gambo ben pulito dai filamenti coriacei). Raccogliere in una capiente pentola.
Eliminare la terra dai funghi e sciacquarli velocemente sotto l'acqua fredda del rubinetto. Tagliare anch'essi a pezzi tenendone da parte uno intero per la decorazione finale. Aggiungere in pentola.
Versare il brodo e cuocere per 20 minuti a fiamma dolce, mescolando spesso.
Una volta terminata la cottura, togliere la pentola dal fuoco ed aggiungere il Parmigiano e la maizena. 
Frullare finemente con il frullatore ad immersione.
Scaldare per pochi minuti fino ad ottenere la consistenza desiderata.
Servire calda e decorare con il fungo tagliato a fettine sottili e a piacere con foglie di prezzemolo.

Una coccola saporita, leggera e delicata che scalderà a dovere e regalerà un sorriso.


Un piatto economico che sazierà piacevolmente senza appesantire.
Abbinata ad una fetta di pane tostato diventa un ottimo piatto unico equilibrato e nutriente.