venerdì 30 ottobre 2015

Panini di Halloween alla curcuma e carbone vegetale

In questi giorni il web è pieno di ragnetti, pipistrelli, coltelli insanguinati, mummie e quanto di più splatter si possa immaginare! Halloween è alle porte, tutti i bimbi si preparano a festeggiare e le loro mamme si stanno ingegnando per rendere il buffet il più "mostruoso" possibile!
Ammetto che la mia generazione è ben lontana da quest'usanza, è una ricorrenza che non sento per niente mia, ma non demonizzo chi decide di aderire allo spirito di festa, soprattutto se è per far felice un bambino!
Quest'anno ho voluto in qualche modo contribuire ad arricchire la miriade di ricette a tema che si trovano nella blogsfera..ma potevo farlo solo chiamando a rapporto il mio "pupetto" (alias il mio lievito madre) e questo è quello che abbiamo combinato!


Potete leggere il mio articolo anche qui dalla mia amica Benedetta.

Dosi x8 panini:

impasto giallo
280 g di farina di tipo 1 macinata a pietra (Petra1-Molino Quaglia)
20 g di curcuma in polvere
100 g di lievito madre attivo*
160 g di acqua 
6 g di sale fino marino
2 cucchiaini di olio e.v.o.
1 cucchiaino di miele d'acacia

impasto nero
280 g di farina di tipo 1 macinata a pietra (Petra1-Molino Quaglia)
20 g di carbone vegetale in polvere**
100 g di lievito madre attivo*
160 g di acqua 
6 g di sale fino marino
2 cucchiaini di olio e.v.o.
1 cucchiaino di miele d'acacia

*Rinfrescato e al raddoppio.
**Io avevo in casa le pastiglie dure acquistate in erboristeria, le ho polverizzate in un potente mixer e prelevato la dose necessaria alla ricetta. Il resta l'ho chiuso in un vasetto per future preparazioni.

Ho effettuato l'impasto in planetaria con il gancio ad uncino ma otterrete ottimi risultati anche impastando a mano. Unica accortezza MUNITEVI DI GUANTI (idonei al contatto alimentare) o vi macchierete le mani.

Consiglio di iniziare con l'impasto giallo in quanto è quello che macchia meno gli utensili e non comprometterete il risultato finale.


Sciogliere il lievito nell'acqua insieme al miele. Unire la farina setacciata con la curcuma e portare ad incordatura. Unire quindi il sale e riportare ad incordatura. Infine incorporare l'olio e continuare a lavorare fino ad ottenere un impasto omogeneo e sostenuto. Formare una palla e riporla in una ciotola. Fare lo stesso per l'impasto nero.
Coprire entrambe le ciotole con pellicola trasparente e far lievitare fino al raddoppio (io le ho messe nel forno spento con la luce accesa ed ho impiegato 3 ore).
Riprendere gli impasti e pesare per ognuno 4 pezzature da 100 g e altre 4 da circa 40 g. Stendere quelle più grandi con la pressione dei polpastrelli e ripiegare le estremità verso l'interno, quindi pirlare a pallina (per i passaggi fotografici vi rimando qui) e adagiare su una teglia rivestita di carta da forno.
Stendere anche quelle piccole aiutandosi con un mattarelllo fino ad ottenere un disco di diametro 1 cm superiore ai panini. Inumidire la superficie con un goccio d'acqua o olio ed incidere con la punta di un coltello delle linee alternate (se possedete il rullo da losanghe utilizzate quello). Rivestire i panini preparati in precedenza, alternando i colori ed aprendo leggermente i tagli.
Posizionare nuovamente sulla teglia e coprire con pellicola trasparente. Far lievitare per 1 ora in un luogo caldo (ideale il forno spento con la luce accesa).


Preriscaldare il forno a 220°C ponendo sul fondo una ciotola colma d'acqua ed infornare i panini nel ripiano intermedio. Cuocere per 15 minuti, poi abbassare la temperatura a 200°C e proseguire per altri 15 minuti.
Sfornare e far raffreddare su una gratella.
Una volta freddi possono essere consumati.


Questi panini sono molto decorativi e si prestano per essere regalati in occasione della festa di Halloween o posizionati come centrotavola.


Sono golosissimi e molto aromatici, ideali da gustare a merenda o per aperitivo, preferibilmente al naturale.



La consistenza interna è molto morbida e, per mantenerla tale più a lungo, è consigliabile conservarli ben chiusi in sacchetti da alimentanti preferibilmente in frigo.
Se non si intende consumarli entro 5 giorni, meglio congelarli.
TRICK OR TREAT?!

Con questa ricetta partecipo a 
Panissimo di Ottobre

Se vi piace questa ricetta, venite a votarmi qui.

giovedì 29 ottobre 2015

Spaghetti alla zucca e pancetta #SaveRummo

Sono stata sempre contraria ai social ed ho sempre preferito il rapporto reale, tangibile e di "ciccia"! Poi, a causa del mio blog ed i relativi "effetti collaterali", mi sono dovuta voluta adeguare ed ho avuto l'ennesima dimostrazione che non bisogna mai avere pregiudizi e, come in tutte le cose, c'è sempre un lato positivo in pari misura a quello negativo.
Su quest'ultimo direi che è il caso di tralasciare, sono argomenti già triti e ritriti e non vale la pena affrontarli per l'ennesima volta, mentre per quanto concerne il retro della medaglia merita spendere due parole.
Il social può unire, far sentire la propria voce e aiutare anche chi è in difficoltà! Ne è una dimostrazione la campagna del tutto spontanea, nata proprio su Facebook denominata #SaveRummo.
Benevento è stata colpita da un’alluvione enorme che ha causato danni ingenti in tutta l'area. Durante questo disastro ambientale il pastificio Rummo è stato duramente coinvolto.
Si apprende dalla stampa che macchinari, materie prime, quintali di prodotti siano andati distrutti creando un'enorme difficoltà per l'azienda. 

Ed è così che è nato tutto,  per difendere le nostre produzioni, per valorizzarle in momenti di difficoltà come questo, per tutelare il nostro territorio.
Io non potevo non aderire ed ho voluto rendere omaggio a questa meravigliosa pasta con un goloso condimento di stagione.



Questa pasta ha una tenuta alla cottura impareggiabile e rimane sempre viva ed al dente grazie alla sfoglia tradizionale dalla superficie levigata e compatta. Con l'esclusivo Metodo a Lenta Lavorazione, la cura dei pastai Rummo nella scelta delle semole di grano duro di qualità, è oggi certificata dalla Federazione Italiani Cuochi.
Portarla sulle nostre tavole fa bene, in tutti i sensi!

Ingredienti a porzione:

90 g di spaghetti grossi n.5 Rummo
2 fette di zucca*
40 g di pancetta affumicata
1 aglio intero
1 cucchiaino di olio di cocco**
Peperoncino in polvere q.b.

*Io ho utilizzato circa 10 cm del gambo della varietà Violina, sostituibile con altra varietà a pasta soda.
**Questo grasso è interamente di origine vegetale ed ha un punto di fumo molto elevato, al pari dell'olio di arachide. Risulta più leggero e meno dannoso alla salute, ha inoltre dei micronutrienti interessanti, stimola il metabolismo, contrasta il colesterolo e rinforza il sistema immunitario. In questa ricetta può essere sostituito da un buon olio extra vergine di oliva senza incidere sul sapore finale. 


Pulire la zucca dalla buccia ed eventuali semi, quindi ridurre a dadini piccoli e regolari. Ungere un wok o una capiente padella antiaderente con l'olio di cocco e saltarci la zucca con l'aglio sbucciato e schiacciato. Appena prende colore, spolverare di peperoncino e unire la pancetta. Farla rosolare insieme agli altri ingredienti e portare a cottura a fiamma bassa. Nel frattempo cuocere al dente gli spaghetti in abbondante acqua salata, scolarli e saltarli con il condimento.
Eliminare l'aglio e servire caldi.


Quest'abbinamento è un'esplosione di sapori che regala un momento di puro piacere!


Un incontro di colori e profumi che merita sicuramente il bis!

Partecipare è semplice, basta fare così:
1) Invitare tutti i nostri amici a questo evento.

2) Acquistare pacchi di pasta Rummo.
3) Postare qui su Facebook una foto del nostro pacco appena comprato, con l’hashtag #SaveRummo.
Salviamo le nostre eccellenze, #SaveRummo.
Per i lavoratori, per il marchio, per l'impresa e per il nostro Sud.
A questo link troverete il rivenditore di Pasta Rummo più vicino a voi.
Ricordate, l'unione fa la forza!!!

martedì 27 ottobre 2015

Dark Orange cake (senza uova e senza burro)

In periodo di dieta vengono le voglie più assurde ed il dolce (...soprattutto il cioccolato...) è in cima alla lista. Devo ammettere che la mia forza di volontà è solida e ben addestrata a resistere a tali tentazioni che ovvio consumando un po' di frutta in più e concedendomi altre distrazioni.
Il rischio di cadere, però, è sempre dietro l'angolo e basta una busta di latte da consumare che subito vengono le idee più proibitive..fiumi di crema pasticcera, mari di gelati, oceani di bavaresi..tutte cose che prima nemmeno ti avrebbero tentato ma che adesso sembrano il Santo Graal del piacere culinario!
Fortunatamente, poi, la ragione riprende il dominio, rimettendo tutto in equilibrio e facendoti sfornare una torta golosa portatrice di pochi sensi di colpa!


Con mio sommo piacere, i corsi di pasticceria che sto seguendo (anche se solo nell'organizzazione e come "spettatore passivo") mi stanno insegnando molte cose e per la prima volta ho trovato il coraggio di cimentarmi in una torta ripiena, con ottimi risultati per giunta! Per molti non sarà niente di speciale ma per me è un traguardo che non speravo nemmeno di raggiungere e ne vado fiera!
Godetevela e fatemi sapere il vostro parere, intanto posso dirvi che a casa mia è stata già spazzolata..non posso che reputarmi pienamente soddisfatta!!! 

Ingredienti x1 stampo a cerniera da ø20cm:
200 g di farina di tipo 1 macinata a pietra
110 g di zucchero di canna integrale*
75 g di cacao amaro
450 g di latte p.s.
40 g di olio di semi di girasole bio
15 g di baking powder (1 bustina di lievito per dolci)
1 arancia non trattata
Marmellata alle arance amare FiorDiFrutta Rigoni di Asiago q.b.
Zucchero a velo q.b.

Burro e farina per lo stampo

*Se amate i gusti dolci aumentate la dose fino a 180g.


Setacciare la farina con il cacao ed il lievito. Unire lo zucchero e mescolare. A parte miscelare il latte con l'olio e versare nella ciotola degli ingredienti secchi. Mescolare accuratamente con una frusta a mano. Quando l'impasto risulta omogeneo e privo di grumi, incorporare le zest di mezza arancia con una spatola.
Imburrare ed infarinata lo stampo e versare l'impasto.
Cuocere in forno statico preriscaldato a 180°C per 40 minuti (valutare i tempi di cottura in base al proprio forno e fare la prova stecchino).
Sfornare e far completamente raffreddare su una gratella.


Una volta fredda, toglierla dallo stampo e tagliare con un coltello affilato eventuali irregolarità. Avvolgere in pellicola trasparente e riporre in frigo per 2 ore.
Aprire a metà aiutandosi con un lungo coltello seghettato, farcire la base con 3-4 cucchiaiate abbondanti di marmellata e livellare. 


Ricomporre la torta e spolverare generosamente di zucchero a velo. A piacere decorare con rondelle di arancia.


Per un effetto ancora più goloso o per un'occasione importante, glassare la torta con cioccolato fondente da copertura.


Si conserva preferibilmente in frigorifero e per un massimo di 4 giorni, in alternativa è meglio congelarla...ma vi garantisco che non ce ne sarà bisogno perché finirà prima!!!
Questo impasto così leggero e morbido è un degno sostituto al classico PanDiSpagna e, sostituendo il latte vaccino con uno vegetale, potrà diventare una ricetta vegana adatta anche a chi è intollerante al lattosio!


Con questa ricetta partecipo al contest:

lunedì 26 ottobre 2015

(Veg) Polpette di tofu e cavolfiore (cottura al forno)

Quando ho letto il tema della settimana per la rubrica Light&Tasty, avrei voluto piangere! Come potrete constatare dall'archivio del mio blog, non sono una grande amante delle polpette e difficilmente mi cimento in questa preparazione, motivo per il quale si è trattata di una doppia sfida. Per prima cosa dover far pace con questo piatto e poi renderlo appetibile, leggero e sano. Fortunatamente aprendo il frigo, sono stata folgorata da un'idea che, mano a mano che mettevo in pratica, si è rivelata più geniale del previsto! 
Ho scelto una versione completamente vegetale ed una panatura leggera fatta solo di farina di mais da polenta, il risultato mi ha pienamente soddisfatta e forse mi sento pronta a replicare l'esperienza con diverse varianti!


Dedico questo post alla mia amica, nonchè compagna di rubrica, Carla e lascio un dolcissimo pensiero a lei e alla sua mamma.


Ingredienti x 15 polpette:
(Dose indicativa x2 porzioni o x4 antipasti)

350 g di cimette di cavolfiore
125 g di tofu al naturale
1 scalogno piccolo
3-4 cucchiai di farina di mais grossa da polenta
1 pizzico di sale fino marino
Spezie a piacere*
1 cucchiaino di pasta di sesamo (facoltativa)
1 cucchiaino di aceto o succo di limone
1 cucchiaino di olio e.v.o.

*Io ho scelto un mix di spezie indicate per i falafel ma è ottimo anche il curry o la curcuma.

Mettere sul fuoco una pentola d'acqua e versare l'aceto o il succo di limone. Appena raggiunge il bollore tuffare le cimette di cavolfiore e cuocere 10 minuti. Scolarle e versarle nel mixer insieme al tofu tagliato a dadini, la pasta di sesamo (facoltativa), il sale e le spezie scelte. Frullare fino ad ottenere una crema piuttosto densa ed omogenea. Trasferirla in frigo per 1-2 ore in modo che possa rassodarsi.
Io ho saltato questo passaggio e con un po' di pazienza l'impasto è ugualmente lavorabile ma le polpette risulteranno dall'aspetto un po' meno regolare e "rustico"! 
Versare la farina di mais in una piatto piano e prelevare poco impasto alla volta aiutandosi con due cucchiaini, trasferirlo sulla farina e formare le palline.


A mano a mano che sono pronte, adagiarle su una teglia rivestita di carta da forno e leggermente unta d'olio.
Cuocere in forno preriscaldato a 240°C in funzione ventilata per 20 minuti.
Sfornare e far intiepidire.


Servire come antipasto o secondo piatto abbinate ad una fresca insalatina.


Una panatura leggera e croccante racchiude un cuore morbido e setoso che vi conquisterà fin dal primo morso!!!


Per rendere la degustazione ancora più golosa, provatele pucciate nella maionese senza uova...non tornerete più indietro!


Non perdetevi anche le altre proposte di polpette light&tasty

sabato 24 ottobre 2015

Zuppa alla curcuma e i tesori del...freezer!

Sono stati due giorni molto impegnativi. Giovedì 22 era il compleanno del mio nipotino Giulio (..quello che mi ha fatto diventare "la zia dei biscotti"!!!) ed ogni anno sono coinvolta nei preparativi fin dal giorno prima della festa! Ma questa è solo la punta dell'iceberg della causa della mia assenza! Da qualche giorno Miss Grey lamentava dolori alla coda, tanto che non potevamo nemmeno avvicinarci. Sospettavo che nascondesse qualcosa di più grave e, in momento di distrazione, sono riuscita a chiuderla nella gabbietta e portarla dal veterinario. La diagnosi è stata: ascesso alla coda causato da due morsi di felino! 
Ma l'avventura non è ancora finita, per poterla medicata l'hanno dovuta sedare e sono stata costretta a lasciarla in ambulatorio 2 ore. Si è beccata un bel punturone di antibiotico, una fasciatura rosa shocking e la prognosi di 10 giorni in casa con medicazione giornaliera e divieto tassativo di leccarsi la parte lesa! 
Peccato che appena varcata la soglia di casa, si sia risvegliata la belva che è in lei! In meno di 5 minuti è riuscita a togliersi la benda, schizzare sangue ovunque e leccarsi come se non ci fosse un domani la coda appena medicata! 
Oggi è il terzo giorno di "arresti domiciliari" ed è più stressata che mai, vuole uscire e non ama fare i bisogni nella lettiera (...infatti la sottoscritta ha dovuto fare doppi turni di pulizie per rimediare ai suoi dispetti..) e ancora non sa che alle 14,30 dovrà vedersela nuovamente con il veterinario per il controllo..fatemi un grosso augurio, ne avrò bisogno!


Siccome l'unica cosa che la tranquillizza è la mia presenza in casa, mi sono costretta ad uscire il minimo indispensabile e ne ho approfittato per fare quei lavoretti che rimando da tempo..tipo SBRINARE IL FREEZER! 
Ecco se c'è una cosa che odio profondamente fare tra i lavori domestici, è proprio questa!
Come ogni volta arrivo a dei livelli di brina da far invidia ai ghiacciai del Polo Sud ed ho impiegato 1 ora e mezza a completare l'operazione. Le scorte momentaneamente (...e  con fervido ottimismo!) appoggiate nel lavandino avevano già iniziato la fase di scongelamento e sono stata obbligata ad utilizzarle.
Già che c'ero ho ripulito anche il frigo da qualche rimasuglio di verdura, ho messo tutto nel calderone e la pozione magica che ne è uscita è stata una vera coccola calda che mi ha fatto tornare il buonumore per affrontare il weekend (...e la visita dal veterinario!!!).


Ingredienti:
(con queste dosi si ottengono 4 porzioni)

280 g di ceci cotti e congelati*
3 palle di bietola cotta e congelata*
2 fette di zucca a polpa soda
3 carote
1 cucchiaino di semi di finocchio
1 cucchiaino di curcuma in polvere
3 bicchieri di acqua 

Per servire:
Fette di pane tostato 
Olio e.v.o.

*Utilizzati senza scongelamento.


Ho effettuato la cottura in pentola a pressione. Si potrà procedere anche utilizzando una normale pentola raddoppiando i tempi di cottura.

Pulire la zucca dalla buccia e semi interni, quindi tagliare a dadini. Pelare le carote, spuntarle e tagliare anch'esse a dadini. Versare tutto nella pentola a pressione insieme a tutti gli altri ingredienti. 


Mettere il coperchio e cuocere 40 minuti dal momento del fischio. Far sfiatare ed aprire. Dare due colpi di frullatore ad immersione (potete omettere questo passaggio, io la volevo un po' cremosa ma ancora con i pezzettoni).
Porre sul fondo dei piatto una fetta di pane tostato e versare la zuppa calda. Servire subito condita con un giro d'olio a crudo.


Quella che avanza si può riporre in frigo e scaldare al momento, magari aromatizzandola con qualche erbetta fresca.


Si conserva per 3-4 giorni in frigorifero riposta in un contenitore da alimenti.

mercoledì 21 ottobre 2015

Pane alle noci e semola Senatore Cappelli (in a moonlight shadow)

Sono cresciuta mangiando rock. Fin da piccola mio padre mi ha educato alla buona musica! Ogni ricordo della mia infanzia è legato a canzoni di gruppi come Dire Straits e Scorpions. Lui, grande appassionato di vinili, era riuscito a trasferire le tracce sulle musicassette così da poterle ascoltare anche in auto. Quanti viaggi ci siamo fatti sulle note di Sultans of swing o Wind of change! Le canzoni duravano lunghi minuti che avresti voluto non finissero mai...anzi, molto spesso, arrivavamo prima noi a destinazione che alla fine di una traccia!! 
Con queste premesse, i miei gusti musicali non potevano essere diversi! Fatta eccezione per una breve parentesi adolescenziale da boy-band-fans-sfegatata (...periodo della mia vita di cui mi vergogno miseramente..musicalmente parlando!) per il resto della mia vita, il ritmo della mia quotidianità è stato scandito da note di chitarra elettrica, basso e batteria!
Quando Emanuela mi ha invitata a partecipare al suo contest mi sono trovata spaesata...non ho mai pensato di abbinare un piatto ad una canzone rock, perchè il rock fa parte dei miei piatti! Cucino ascoltando musica, assaporo ascoltando musica...il rock è sempre presente, il rock è casa!
Partendo da questo ragionamento il piatto che più mi fa sentire a casa è il pane..quindi pane-rock sia!
Ma c'è una canzone in particolare a cui sono particolarmente legata. I miei genitori mi raccontano spesso che avevo un amore smodato per una canzone intitolata Moonlight shadow di Mike Oldfield. Mio padre era stato costretto ad acquistare il vinile ed io gliela facevo ascoltare in continuazione! Confesso che ancora oggi a quel sound mi emoziono, nonostante io ricordi ben poco di quel periodo in quanto molto piccola!
Il potere della musica non ha confini proprio come quello della cucina!!!


Oggi ho voluto impastare quelle note alle emozioni, al profumo di casa, all'amore dei miei genitori ed hai profumi (e valori..) che ho imparato ad apprezzare col tempo.
Le noci arrivano dalla Garfagnana, pare che quest'anno il raccolto sia stato molto ricco, mentre la preziosa semola Senatore Cappelli è pugliese. 
In un unico pane, ho unito il nord ed il sud, accorciando le distanze ed unendo tradizioni diverse, proprio come fa la musica con le persone!

Ingredienti x 1 pane da circa 1kg:

prefermento
130 g di semola rimacinata di grano duro Senatore Cappelli**
100 g di acqua a t.a.
25 g di lievito madre attivo*
1/2 cucchiaino di miele d'acacia bio
impasto
prefermento maturo
500 g di semola rimacinata di grano duro Senatore Cappelli**
300 g di acqua a t.a.
6 g di sale fino marino
1 cucchiaino di miele di acacia bio
finitura
100 g di gherigli di noce

* Rinfrescato e al raddoppio.
** Questa semola rimacinata deriva dalla macinazione dell'antica varietà di grano duro Senatore Cappelli. Rispetto ad una semola tradizionale è molto più saporita e profumata e non viene mai sottoposta a modificazioni di tipo genetico. Proviene dalla Puglia ed è di qualità superiore. 
La potete acquistare su  www.foodscovery.com  e con il coupon ibiscottidellazia2312 avrete diritto ad uno sconto di €10,00 

Ho effettuato l'impasto in planetaria ma potrete ottenere gli stessi risultati anche impastando a mano.

Impastare il prefermento con il gancio a foglia fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo. Trasferirlo in una ciotola che possa contenerlo almeno 3 volte e sigillare con pellicola trasparente. Farlo lievitare al caldo per 10-12 ore (consigliato il forno spento con la luce accesa, temperatura circa 26°C).
Sciogliere il prefermento lievitato in 250 g di acqua con il miele. Unire la farina e mescolare quel tanto che basta a farle assorbire tutto il liquido. Far riposare per 30 minuti.
Sciogliere il sale nei 50 g di acqua rimanenti e versare insieme all'impasto nella planetaria. Impastare fino ad incordatura utilizzando il gancio ad uncino. Una volta ottenuto un impasto omogeneo e sostenuto, farlo riposare 30 minuti. 
Spolverare il piano di lavoro di semola e rovesciarci l'impasto, praticare una serie di pieghe a libro e formare una palla. Porla in una ciotola leggermente unta d'olio e sigillare con la pellicola trasparente. Far lievitare fino al raddoppio in luogo caldo (nel forno spento con la luce accesa ho impiegato 2 ore e mezzo).
Spolverare il piano di lavoro di semola e rovesciarci l'impasto. Con la leggera pressione dei polpastrelli stenderlo in un rettangolo. Disporre le noci in modo ordinato, pressandole leggermente nell'impasto. Arrotolare dal lato più lungo, sigillare bene la chiusura e le estremità, quindi rovesciarlo su una teglia rivestita di carta da forno.
Coprire con un telo e farlo lievitare un'altra ora. Spolverare la superficie con abbondante semola e incidere con un coltello affilato.


Preriscaldare il forno a 240°C ponendo sul fondo una ciotola colma d'acqua. Cuocere per 15 minuti, poi abbassare la temperatura a 200°C e proseguire per altri 25 minuti. Portare la temperatura del forno a 180°C e terminare la cottura per altri 15 minuti avendo l'accortezza di aprire a spiffero lo sportello gli ultimi 5 minuti per far uscire il vapore in eccesso.
Sfornare e far raffreddare completamente su una gratella prima di tagliare.



Le fette si conservano ben chiuse in sacchetti da alimenti in frigo o in freezer. 
E' consigliato scaldarle sotto il grill per far nuovamente sprigionare la loro sublime fragranza. Se desiderate conservare questo pane in dispensa, consiglio di tostare le noci prima di utilizzarle. Come ho fatto io l'interno rimarrà crudo e a temperatura ambiente per lunghi giorni potrebbero irrancidirsi.


Un pane saporito, ottimo gustato anche da solo come antipasto o in abbinamento a taglieri rustici.


Provatelo anche con un filo di miele a colazione e sono sicura che vi conquisterà!

Con questa ricetta partecipo:
e

martedì 20 ottobre 2015

Corso di pasticceria con Elisa Sommariva "Regali golosi"

E' passata poco più di una settimana ma come sempre le emozioni sono ancora in circolo, basta tornare a quel momento con il pensiero per sembrare di riviverle più forti che mai.
Di Elisa Sommariva vi ho già parlato in passato e ciclicamente torna ad essere argomento di un mio post.
Sarò ripetitiva ma vederla all'opera è sempre un piacere e come poche persone riesce a trasmettere la sua passione, il suo entusiasmo e la sua spumeggiante creatività. Con parole semplici ma professionali, che quasi stonano con quel suo viso da bambina, fa amare la pasticceria e tutto quello che ruota intorno ad essa. 


Domenica 11 ottobre nella splendida location della Fattoria Agriturismo di Camporomano, si è svolto il suo corso che aveva come tema i "regali golosi" ovvero quei "dolcetti" da preparare in previsione delle prossime feste. Siamo stati baciati da un sole quasi surreale per la stagione e questo non ha fatto altro che rendere la giornata ancora più perfetta ed indimenticabile.
Il mattino ci siamo goduti la spiegazione e show cooking della maestra, a seguire il pranzo con degustazione e il pomeriggio tutti in cucina a mettere in pratica gli insegnamenti. Non vi nascondo che è stato divertente e commovente al tempo stesso, vedere persone diverse che nemmeno si conoscevano, lavorare in gruppo con un affiatamento incredibile e creare dei prodotti straordinari!


Rispetto alle volte scorse (se ve le siete perse 1°corso e 2°corso) Gianluca Caudana suo compagno ed "assistente", non è potuto essere presente ed io ho avuto l'onore di farle da spalla. E' stata, quindi, una doppia emozione che mi ha vista lavorare al fianco di una vera professionista, con la possibilità di imparare trucchi e segreti. Sono stata diligente e a completa disposizione della maestra, ma confesso che fino all'ultimo ho avuto il timore che la pasticciona che è in me potesse combinare qualche guaio..timore del tutto fondato dato il mio rapporto di amore/odio con la pasticceria! 


Nonostante gli imprevisti, la nostra maestra non si è persa d'animo ed ha sempre trovato la soluzione più congeniale a rimediare al danno (..per non dire a qualche mio pasticcio..), rendendolo addirittura occasione di insegnamento.  


Le ricette sono state tutte studiate per poter essere preparate senza difficoltà in casa, confezionate e regalate. Siamo partiti con il temperaggio del cioccolato con il quale sono stati realizzati dei cioccolatini su stecco i "Golosi alle nocciole e cioccolato al latte", poi dei cioccolatini da stampo ripieni di ganasce di lampone "Cioccolato al profumo di...passione" ed infine le "Barrette di riso soffiato". 


Come piccoli diamanti sono nati dalle abili mani di Elisa i "Tartufini" delle palline di cioccolato misti e biscottini, avvolti in una nuvola di cacao. A seguire ci sono state due tipologie di frolla: classica e montata. La classica, in versione nature e al cacao, si è trasformata come per magia in biscottini a girella, a scacchiera e ripieni di confettura e nutella, mentre quella montata, scioglievole e burrosa, in perfette esse, ciambelline e ferri di cavallo.


Non poteva mancare il dolce da credenza per accompagnare le colazioni di tutta la famiglia, interpretato dalla giovane pasticciera in una torta di carote al profumo di arancia guarnito da una delicatissima mousse di yogurt. 


Ringrazio tutti coloro che hanno reso possibile questa splendida giornata, dai partecipanti agli organizzatori, dalla stessa Elisa Sommariva ai suoi genitori che sono stati una piacevolissima presenza. 
Ma un grazie particolare lo devo a mio fratello Michele che si è prestato per una volta (...e spero non l'ultima..) a fare il mio "lavoro", documentando fotograficamente i momenti salienti..visto che la foodblogger era a giocare sgobbare in cucina!!! 


...alla prossima!