martedì 30 maggio 2017

Miglio ai datterini tricolore e gamberoni (in vasocottura)

Da quando ho scoperto la vasocottura, il miglio finisce sempre dentro al barattolo! Ho adorato fin da subito il suo sapore ma non riuscivo mai a beccare la cottura giusta, quando troppo croccante (leggi: CRUDO!) quando troppo cotto (leggi: SPAPPOLATO!), quindi spesso evitavo di cucinarlo. Adesso ogni occasione è buona per portarlo in tavola!
Oggi ve lo propongo con dei graziosi datterini ai tre colori e un delicatissimo profumo di mare che sono convinta vi conquisterà!


Ingredienti:

70 g di miglio decorticato
3 gamberoni freschi interi
5 datterini gialli
5 datterini rossi
5 datterini arancioni
1 cucchiaino di olio e.v.o.
1 aglio intero
1 costa di sedano
1/2 carota

Mettere a bollire abbondante acqua e gettarci i gamberoni interi. Cuocere per circa 5-6 minuti (dipende dalla grandezza). Scolare e appena possibile sgusciare. Raccogliere i gusci nell'acqua di cottura insieme a 1 aglio intero sgusciato, il sedano e la carota. Portare nuovamente a bollore e cuocere per circa 10-15 minuti. Filtrare il brodo ottenuto e pesarne 80 g.
Versare il miglio nel vasetto, aggiungere i datterini lavati e divisi a metà, coprire con il brodo caldo precedentemente pesato. Cuocere a bagnomaria per 30 minuti.
Scolare bene il barattolo e appena possibile aprire. Condire con l'olio a crudo e servire con i gamberoni sgusciati.


Un pasto sano, completo e leggerissimo. A piacere arricchire con un pizzico di peperoncino per una piacevole nota strong!


Con questa ricetta partecipo al contest:

lunedì 29 maggio 2017

Spaghetti integrali al sugo di pomodorini, cipolla di Tropea e basilico

E' rassicurante sapere che ogni lunedì c'è la rubrica di Light & Tasty ad attendermi. Il weekend è spesso fatto di piccoli "fuori programma alimentari" e tornare alla mia sana routine mi rimette in pace con me stessa!
Oggi parliamo di cipolle. Confesso che io ho iniziato a mangiarle con regolarità da poco. In età adolescenziale le evitavo come la peste per gli spiacevoli inconvenienti con l'alito (...sia mai che proprio in fase digestiva avessi incontrato il mio principe azzurro!), poi, una volta che ho iniziato a cucinare da sola, non ho mai preso l'abitudine di acquistarle, prediligendo lo scalogno nelle preparazioni che lo richiedevano. Ma da quando ho assaggiato la cipolla rossa di Tropea, non l'ho più mollata! In estate l'adoro cruda mescolata ad altre verdure croccanti in ricche insalate, è dolcissima e piacevolmente aromatica. Fuori stagione preferisco cuocerla per renderla più digeribile. Oggi ve la propongo come base di un profumatissimo sugo che ho abbinato a degli spaghetti integrali per l'appagamento completo di tutti i sensi!    


...forse non tutti sanno che...
Le cipolle sono le regine della lotta all'infiammazione in quanto contengono la quercetina, un flavonoide della famiglia dei polifenoli con alti poteri antiossidanti e detossificanti. Le cipolle ci aiutano a regolare la quantità di colesterolo nel sangue, proteggendo il cuore dall'insorgenza di disturbi cardiovascolari. L'ideale sarebbe mangiarle crude ma non tutti le tollerano a livello digestivo, quindi prediligere leggere cotture senza troppi grassi come ad esempio la cottura al vapore.               
Informazioni estratte dal libro "io mi voglio bene" di Marco Bianchi


...la mia colonna sonora di oggi...While My Guitar Gently Weeps


Ingredienti x2 porzioni:

1 barattolo di pomodorini bio in succo di pomodoro (circa 400 g)*
1 cipolla rossa di Tropea grande
5 cime di basilico fresco
1 cucchiaio di olio e.v.o.

140 g di spaghetti integrali 

*Prodotto ottenuto da pomodori freschi raccolti al giusto punto di maturazione e provenienti da coltivazioni biologiche.

Versare l'olio in una larga padella antiaderente. Affettare al velo la cipolla mantenendone la forma rotonda. Aggiungere in padella e far leggermente rosolare e unire tutto il contenuto del barattolo (pomodorini e succo). Schiacciare i pomodorini con il dorso del mestolo e mescolare bene. Aggiungere la metà del basilico e mettere il coperchio. Cuocere a fiamma dolce per circa 15 minuti, mescolando di tanto in tanto.
Nel frattempo cuocere gli spaghetti in abbondante acqua salata, scolare al dente e saltare in padella nel sugo, aggiungendo il basilico rimasto (mantenerne due cimette per la decorazione finale).


Servire subito.


Il sugo può essere preparato in anticipo e conservato in un vasetto di vetro fino a 5 giorni. In alternativa può essere congelato.


Un piatto semplice, ricco di sapore e sano!


In piena estate, quando i pomodori saranno maturi al punto giusto, si potranno utilizzare quelli al posto dei pomodorini in barattolo.

venerdì 26 maggio 2017

Torta salata alle erbette di campo e feta

Secondo appuntamento con la nuova rubrica al km 0 che, in questa calda settimana, vi porta dalla mattina alla sera a raccogliere erbe spontanee o "depredare" alberi da frutti magari proprio dal proprio giardino!
Io vi terrò compagnia per la merenda ed ho pensato a qualcosa di salato, da poter preparare in anticipo e facile da portare via con sé..cosa poteva esserci di meglio di una torta salata?! Come sempre il mio occhio per la salute mi ha impedito di utilizzare delle sfoglie già pronte ed ho optato per una pasta matta davvero speciale fatta con una farina di semi misti tutti coltivati in Toscana e macinati a pietra! Il ripieno era già buono da solo, quindi l'incontro non poteva che essere magico!


Ingredienti x1 stampo quadrato da +1 crostatina da ø8cm:

pasta matta
300 g di farina mista di semi coltivati e  lavorati in Toscana*
140-150 g di acqua naturale a t.a.
20 g di olio e.v.o.
1 pizzico di sale integrale
ripieno
400 g di erbette miste già lessate e raffreddate**
200 g di feta greca light

*Composta da: 60% farina integrale di grano tenero, 15% farina di ceci, 10% farina di miglio, 5% farina di panello di girasole, 5% farina di avena, 5% farina di grano saraceno.
**Proporzione mista di bietola, cicoria, rape, spinaci da agricoltura biologica Toscana.

Impastare gli ingredienti della pasta matta fino ad ottenere un composto liscio e che non appiccica alle mani (dosare l'acqua poca per volta per valutare la giusta quantità). Avvolgere il panetto in un foglio di pellicola trasparente e riporre in frigorifero per 20 minuti.
Nel frattempo strizzare bene le erbette e sminuzzarle in una ciotola. Aggiungere la feta sbriciolata con le mani e mescolare con cura il ripieno.
Stendere l'impasto aiutandosi con un mattarello e un po' di farina in una sfoglia sottile 3-4 mm. Rivestire la tortiera e tagliare gli eccessi. Riempire con la farcia e coprire con la pasta avanzata rimpastata e stesa sottile. Sigillare bene i bordi e rifilarli. Bucherellare la superficie con u lembi di una forchetta. 
Cuocere in forno statico preriscaldato a 200°C per 40 minuti.
Con la pasta ed il ripieno avanzato, ho fatto una piccola crostatina e l'ho messa in forno dopo 20 minuti e cotta insieme alla torta grande.
Sfornare e far completamente raffreddare su una gratella.


Una volta fredda, tagliare a cubotti e servire.


Si conserva in frigorifero fino a 5 giorni e con il passare del tempo diventa sempre più buona! Consiglio di lasciarla a temperatura prima di servire, ma è buona anche fredda!


A piacere può essere congelata.


Non perdetevi tutte la nostra giornata dedicata al tema "andare per campi"
pranzo Risotto in rosa con asparagi selvatici di Carla
merenda Torta salata alle erbette di campo e feta

mercoledì 24 maggio 2017

Mignon con frolla al cocco e mousse gelata di mango

Tra me e la pasticceria non c'è un grande feeling. E questa, ormai, è cosa risaputa. Però c'è anche da tener conto della mia indole "testona" che nemmeno una scarsa inclinazione riesce a fermare. 
Ammetto che già quando leggo "53,80 g di tuorlo o 2,0001 g di baking" mi verrebbe voglia di chiudere baracca e burattini e dedicarmi ad altro! Ma poi (....siccome anche la mia bilancia si rifiuta di pesare precisa al milligrammo!) arrotondo in eccesso e vado avanti.
Non sempre ottengo i risultati sperati ma alcune (rare!) volte posso reputarmi soddisfatta di essere riuscita a creare qualcosa di piacevolmente commestibile e gradevole anche nell'estetica. La ricetta di oggi è proprio uno di questi sporadici casi di benevola fortuna!
Dovevo studiare un dolce nelle sfumature giallo/arancio in occasione dell'appuntamento con la rubrica di idea menù ed ho pensato subito al mango a cui ho voluto abbinare l'esotico profumo del cocco. Un'accoppiata ormai collaudata e vincente nella mia cucina (...almeno su quello sarei andata sul sicuro!).
La ricetta della frolla al cocco è liberamente ispirata a quella che ha fatto Elisa Sommariva qualche settimana fa ad un corso che le ho organizzato a Viareggio. Non posso che invitarvi vivamente a provarla perché è pura poesia! Vi farà viaggiare con la fantasia verso lidi soleggiati di vacanza, mentre le vostre papille gustative impazziranno dal piacere!


Ingredienti x circa 14 biscotto gelato o 20-25 mignon:

Prima di iniziare è importante munirsi di un coppapasta che abbia lo stesso diametro dello stampo dei savarin, così da poter ottenere delle forme perfette. In caso vogliate realizzare solo i biscotti gelato, andrà bene qualunque dimensione.

pasta frolla al cocco
250 g di farina di tipo 1 macinata a pietra
125 g di cocco rapè o farina di cocco
120 g di burro morbido a t.a.
1 tuorlo
1 uovo intero
140 g di zucchero a velo
1 pizzico di sale integrale
acqua q.b.
Amido di mais o fecola di patate q.b.
mousse gelata al mango
400 g di acqua di cocco o latte di cocco*
250 g di polpa di mango maturo
40 g di fruttosio
1 cucchiaino colmo di agar agar o 2 fogli di colla di pesce

menta e fiori eduli per la decorazione

*Senza zuccheri o aromi aggiunti.

Ho effettuato l'impasto della frolla nella planetaria con il gancio a foglia. Si otterranno ottimi risultati anche lavorando a mano.

Montare il burro con lo zucchero fino ad ottenere una crema omogenea. A parte pesare l'uovo ed il tuorlo e aggiungere tanta acqua quanto basta a raggiungere 80g. Sbattere leggermente con una forchetta e versare nella planetaria. Mescolare la farina di cocco con la farina 1 e unire un cucchiaio alla volta fino ad ottenere un impasto omogeneo. Per ultimo incorporare il sale.
Rovesciare su un foglio di pellicola trasparente e formare un panetto. Chiudere bene e trasferire in frigorifero per almeno 2 ore, meglio tutta la notte.
Spolverare il piano di lavoro di amido o fecola e stendere l'impasto in uno spessore di circa 2 mm. Tagliare con il coppapasta e adagiare a mano a mano su una teglia rivestita di carta da forno. Rimpastare i ritagli e ripetere l'operazione fino a terminare la pasta.
Cuocere in forno statico a 180°C per circa 15 minuti o fino a leggera doratura. Sfornare e far raffreddare su una gratella.
Pulire il mango dalla buccia e dal seme interno. Pesare la polpa e ridurla a dadini. Versare nella brocca del frullatore insieme al latte caldo in cui è stata fatta sciogliere la gelatina e il fruttosio. Frullare finemente.
Versare il composto negli stampi in silicone e trasferire in freezer per 3 ore.
Per i biscotti gelato, basterà versarlo in uno stampo unico in modo da ottenere uno strato di circa 1 cm. Una volta rappreso in freezer, basterà tagliare della dimensione dei coppapasta utilizzati per i biscotti.
Comporre il mignon, posizionando sul biscotto al cocco, la mousse gelata al mango e completare la decorazione con menta fresca e fiori eduli. 
Servire subito. 


Un mix davvero piacevole al palato e alla vista che conquisterà i vostri commensali e rinfrescherà anche dopo un pasto importante.


Il gusto notoriamente pastoso e stucchevole del cocco è piacevolmente bilanciato dal gusto aspro e fruttato del mango, per un dessert estivo in piena regola!


Se avanzano, consiglio di riporli in frezzer avvolti da un foglio di alluminio posizionando tra la mousse ed il biscotto un bastoncino da ghiacciolo. Si otterranno delle golose merende su stecco da gustare nei caldi pomeriggi estivi!


In alternativa si possono confezionare dei friabili biscotto gelato da riporre in freezer per le voglie inaspettate di dolce! Passare sempre qualche minuto in frigorifero prima di servire.


Ed ecco tutto il nostro menù tinto di giallo e arancio:


Primo Trofie in giallo di Sabrina
Dolce Mignon con frolla al cocco e mousse gelata di mango
5° portata Paté di peperoni gialli, yogurt e basilico di Elisabetta

lunedì 22 maggio 2017

Taboule' con carote, timo e mandorle

Questa settimana nel consueto appuntamento con la rubrica di Light & Tasty, parliamo di carote.
Le carote sono ricche di betacarotene, una molecola con un forte potere antiossidante che pare collaborare alla prevenzione delle malattie dell'apparato circolatorio e dei tumori.
Contengono molte vitamine come quelle del gruppo B e sali minerali tra i quali il potassio. Per godere appieno di tutte le sue proprietà è meglio consumarle crude abbinate ad un grasso (ad esempio condite con olio e.v.o.) che facilita l'assorbimento del betacarotene.
Io ho scelto di ricettarle in un gustoso primo piatto a base di bulgur, timo e mandorle...mi è piaciuto così tanto che credo proprio sarà spesso presente sulla mia tavola estiva!


Ingredienti a porzione:

70 g di bulgur
150 g di acqua calda
3 carote novelle
1 aglio intero
2 rametti di timo fresco
8 mandorle intere
1 cucchiaino di olio e.v.o.
1 cucchiaio di salsa di soia*

*A ridotto contenuto di sale.

Mettere il bulgur in una capiente ciotola e coprire con acqua calda. far reidratare per 15-20 minuti. Nel frattempo pelare e spuntare le carote, quindi grattugiarle finemente. Ungere una padella antiaderente e versarci le carote, l'aglio intero schiacciato e le foglioline ricavate dal timo.



Accendere la fiamma e sfumare subito con la salsa di soia. Portare a cottura per qualche istante e unire il bulgur. Far insaporire per qualche minuto.
Nel frattempo tritare grossolanamente le mandorle con un pesante coltello. Spegnere la fiamma, unire le mandorle e mescolare bene.
Servire subito, tiepido o freddo di frigo.


Ottimo per una pasto take away da prepararsi anche la sera prima.


I sapori sono ben bilanciati, aromatici e leggeri che sono certa conquisteranno anche i palati più esigenti!


Non perdetevi tutte le nostre proposte colorate di arancione!
Sformatini di carote di Maria Grazia

venerdì 19 maggio 2017

Pane "nuvola" ai due cereali con lunga autolisi e lievito madre

In giornate come queste in cui non mi basterebbero 2 me e 48h di luce continuata per arrivare a concludere almeno la metà delle cose che devo fare, ecco che mi vengono le ispirazioni e l'irrefrenabile voglia di sperimentare. Peccato che la fretta non sia una buona compagna e gran parte dei suoi frutti finiscano miseramente per essere disastri. Ma non mi scoraggio e rimando semplicemente a tempi migliori quando riuscirò a dedicare le mie energie e la mia testa a quello che sto facendo. Intanto torna all'origine a quello che mi viene bene ad occhi chiusi e che mi fa stare bene...il pane! Intendo quello semplice che profuma di casa, con farine macinate a pietra ed integrali. Lunga lievitazione in frigorifero e in questo caso anche una lunghissima autolisi per riuscire a far combaciare tutti i miei impegni con la sua creazione.


C'è sempre qualcosa o qualcuno nella vita che non delude mai...



Ingredienti:

250 g di semola Senatore Cappelli*
250 g di farina integrale*
400 g di acqua
100 g di lievito madre attivo**
1 cucchiaino di miele di acacia bio
1 cucchiaino di sale integrale

Semola per il piano di lavoro
Olio e.v.o. per la ciotola

*Macinata a pietra.
**Rinfrescato e al raddoppio.

Ho effettuato l'impasto nella planetaria. Si otterranno ottimi risultati anche lavorando a mano o in un capiente mixer.

Versare le farine e 300 g di acqua nella planetaria. Impastare con il gancio a foglia quel tanto che basta per far assorbire tutto il liquido. Coprire con pellicola trasparente e far riposare per 3 ore a temperatura ambiente.
Unire il lievito, il miele e la restante acqua. Lavorare con il gancio ad uncino fino ad incordatura, quindi incorporare il sale.
Ungere una ciotola d'olio e versarci l'impasto. Praticare 3 serie di pieghe in ciotola a distanza di 40 minuti/1 ora.
Spolverare il piano di lavoro di semola e rovesciarci l'impasto. Praticare una serie di pieghe a libro e dare la forma al pane.
Adagiare in un cestino da lievitazione generosamente infarinato e sigillare con pellicola. Trasferire in frigorifero per 18/20 ore.
Se non si possiede un cestino, usare un grande scolapasta rivestito con un panno di lino non trattato con detersivi.
Preriscaldare il forno a 250°C in funzione statica con la pietra refrattaria posizionata nel ripiano più basso del forno sulla gratella.
Togliere il pane dal frigo e rovesciare su una teglia rivestita di carta da forno. Spolverare la superficie ed incidere con un coltello affilato.



Infornare subito facendo scivolare il pane sulla pietra refrattaria, aiutandosi con la carta forno sottostante.
Cuocere per 15 minuti. Poi abbassare la temperatura a 200°C e proseguire per altri 20 minuti. Portare il forno a 180°C e completare la cottura per altri 10 minuti.
Valutare sempre i tempi e le temperature di cottura in base al proprio forno.
Sfornare e far completamente raffreddare su una gratella.



Una volta freddo, tagliare a fette.




# consigli di conservazione #
Le fette si possono chiudere in sacchetti da alimenti di plastica e conservati in frigorifero (fino a 10 giorni) o in freezer (fino a 3 mesi).
Il pane intero può essere conservato in dispensa o in un luogo asciutto e buio, chiuso in un sacchetto di carta o di tessuto fino ad 1 settimana senza perdere di fragranza.


Ottimo a tutto pasto dall'antipasto al dolce...si, perchè è buonissimo anche con il miele o la confettura!


Io ve lo suggerisco con un velo di formaggio di piselli e qualche fetta di avocado maturo e ravanello...una vera bomba di gusto e salute!

Dono questa ricetta alla raccolta

giovedì 18 maggio 2017

Riso integrale in vasocottura con pomodorini e vongole veraci

Con l'arrivo della bella stagione, aumentano le possibilità di cene tra amici ed io sto già sistemando la mia terrazza per soddisfare questa voglia. La mia casa è molto piccola e in inverno è davvero un grande problema invitare più di due persone alla volta (...e già così stiamo molto stretti!). Mentre l'estate mi permette di mettere in uso lo spazio fuori attrezzato con gazebo, tavolo e sedie...due lanterne e l'atmosfera è creata!
Di solito mio marito accende il barbecue, io faccio un'insalata, qualche bruschetta, un po' di focaccia e la serata scorre veloce e spensierata. Ma se quest'anno avrò voglia di stupire i miei ospiti con effetti speciali, credo proprio che mi affiderò alla vasocottura!
Ve ne avevo già parlato in questo post e da allora non l'ho più mollata! Quando torno a casa stanca, senza idee e con 1000 cose da fare, chiudo i miei ingredienti in un barattolo, lo immergo in acqua e fa tutto da solo mentre io posso dedicarmi ad altro. Basta svitare il tappo per far sprigionare tutto il buono degli ingredienti nella loro perfetta semplicità senza dover aggiungere sale o altri condimenti...un metodo salutare che incontra anche le mie esigenze alimentari! Cosa chiedere di meglio?


Ho deciso di provare a cuocerci il riso integrale che normalmente impiega circa 50/60 minuti (...anche se io li dimezzo con la pentola a pressione!) per capire se può essere un valido metodo per diminuire i tempi di preparazione dei cereali integrali e decorticati. Il risultato è stato davvero sorprendente ed il mio pranzo si è rivelato un viaggio sensoriale senza pari. 


Giusto per non perdere le buone abitudini, vi consiglio di prediligere sempre gli ingredienti integrali, soprattutto nei cereali. Il riso in particolare è davvero un ottimo alleato della salute, sapete perchè?!
-Contiene molte fibre
-Combatte il colesterolo
-Facilita la funzione cardiovascolare
-Ha un ottimo indice glicemico
-Regolarizza il metabolismo
-E' fonte di magnesio
-Previene l'asma dei più piccoli
Vogliamo aggiungere che ha anche un delizioso sapore ed è facilmente digeribile?!


Ingredienti a porzione:

70 g di riso integrale
80 g di acqua
3 vongole veraci*
6-7 pomodorini
1 cucchiaino di olio e.v.o.
Prezzemolo q.b.

Ammollare il riso la sera prima per diminuire i tempi di cottura. Scolare bene e sbollentare per 10 minuti. Scolare e versare in un capiente vasetto dotato di tappo ermetico.
Coprire con acqua. Aggiungere uno strato di pomodorini tagliati a metà, un pizzico di prezzemolo tritato e le vongole veraci fresche già spurgate.
Chiudere con il tappo e immergere in una pentola piena d'acqua (tanta quanto basta per coprire il tappo del barattolo). Cuocere per 30 minuti. Scolare e asciugare. Attendere qualche istante e aprire.
Condire con un filo d'olio a crudo e servire subito.


Un'idea deliziosa (e NO STRESS!) per una cena, dove ogni commensale potrà aprirsi il suo vasetto direttamente a tavola!


*Se volete essere sicuri di aver fatto spurgare bene le vongole ed evitare di rovinare il piatto, sbollentare fino a farle aprire e mettere in seguito nel vasetto.

martedì 16 maggio 2017

Il bosco e le prelibatezze del Palagiaccio - Menù Finger Food Latti da Mangiare 3.0

Amo mangiare con le mani e forse ve ne ho dato dimostrazione in molte occasioni (...spero sempre in modo figurativo perché vedermi all'opera è uno "spettacolo" che riservo solo a pochi intimi...per la loro gioia!). Non è pensabile per la sottoscritta tagliare la pizza con il coltello a piccoli pezzetti e portarla alla bocca con la forchetta con gesti delicati...io uso le mani (...o "le posate del prete" come diceva mio nonno!). Questo è solo un piccolo e semplice esempio per farvi capire meglio la situazione!
Potete quindi immaginare quanto adori la moda dei "finger food", ovvero quei piccoli e graziosi bocconcini da gustare in punta di dita. In questo modo posso soddisfare la mia innata predilezione senza sembrare poco femminile o fuori luogo! 
Quando ho deciso di partecipare alla terza edizione del contest "Latti da Mangiare" ho pensato che fosse l'occasione giusta per portare questa mia passione ad un livello superiore e trasformarla in un vero e proprio menù da gustare tassativamente senza l'uso delle posate! 


Ho ricevuto i tre deliziosi formaggi della Storica Fattoria Il Palagiaccio ed ho iniziato le degustazioni. Avevo già avuto modo di assaggiare e ricettare le loro eccellenze come il Blu Mugello e il Gran Mugello Ubaldino ma è stata una grande e piacevole scoperta il Fior di Mugello (...che pezzetto, pezzetto, con la scusa della degustazione, me lo sono finito tutto!). Quest'anno, inoltre, a differenza delle precedenti edizioni, i partecipanti devono rispettare degli abbinamenti tra due gruppi di ingredienti: quelli di mare e quelli di bosco. Non starò qui ad elencarveli ma vi annuncio che il mio palato ha scelto quelli del secondo gruppo. Nonostante il mio amore per il mare ed i suoi "frutti", secondo il mio modesto gusto, questi formaggi così aromatici e "di carattere" li trovo particolarmente adatti ai sapori del bosco. 


Ho abbinato il Gran Mugello Ubaldino al gusto piccante della rucola per poi avvolgerli in un impasto morbido e profumato ai funghi utilizzando la mia inseparabile pasta madre e la farina di farro integrale acquistata nella mia ultima gita in Garfagnana. Ho creato dei graziosi "lecca-lecca" da servire su stecco come fragrante ed insolito antipasto.


Con la stessa pasta, ho creato dei piccoli cestini pronti ad accogliere strati di golosa e profumata bontà. Ho infatti alternato al loro interno il Blu Mugello con il cous cous di farro e la nota fruttata dei mirtilli freschi. Passato tutto qualche istante in forno caldo per essere poi gustato ad occhi chiusi, a piccoli morsi con le papille gustative in festa e bramanti della porzione successiva.
Ma adesso che l'acquolina è di nuovo tornata al ricordo di questo sfizioso menù, non mi resta altro che passare alle ricette, sperando di conquistare anche i vostri gusti. 

Antipasto
Lollipop di pane ai funghi, Gran Mugello e rucola

Ingredienti x circa 40 pezzi:

500 g di farina di farro intergrale della Garfagnana*
100 g di farina integrale*
40 g di funghi porcini secchi
180 g di lievito madre attivo**
400 g di acqua naturale a t.a.
1 cucchiaino di malto d'orzo in polvere
50 g di rucola selvatica fresca

Olio e.v.o. q.b.
Semola Senatore Cappelli q.b.*

*Macinata a pietra.
**Rinfrescato e al raddoppio.

Ho effettuato l'impasto nella planetaria con il gancio ad uncino. Si otterranno ottimi risultati anche lavorando a mano o in un capiente mixer.

Frullare i funghi insieme a 2 cucchiai di farina di farro prelevati dalla dose totale in un mixer, fino ad ottenere una polvere omogenea. Mescolare con il resto della farina e tenere da parte.
Nella planetaria sciogliere il lievito con l'acqua ed il malto, quindi unire tutta la farina e portare ad incordatura. Fermare la macchina e far riposare coperto per 20 minuti.
Spolverare il piano di lavoro di semola e rovesciarci l'impasto. Praticare una serie di pieghe a libro e formare una palla.
Riporla coperta in una ciotola unta d'olio e far riposare ancora 20-30 minuti. Ripetere le pieghe e riporre nuovamente nella ciotola. 


Sigillare con pellicola trasparente e riporre in frigorifero per 20-24 ore.


Far acclimatare l'impasto per 30 minuti. Nel frattempo grattugiare il Gran Mugello Ubaldino, preventivamente privato della buccia, con la grattugia a fori larghi. Tritare grossolanamente la rucola al coltello.


Prelevare 300 g di pasta*** e tenere da parte coperta. Il resto stenderla in un rettangolo 40x50 cm aiutandosi con un po' di semola ed un mattarello.
Ricoprire in modo omogeneo tutta la superficie con la rucola ed il formaggio.


Arrotolare dal lato più lungo e sigillare bene la chiusura con la pressione dei polpastrelli ed un po' di acqua. Tagliare il "salsicciotto" ottenuto in 3 pezzi uguali. Avvolgere ogni pezzo in carta da forno e sigillare le estremità con dello spago da cucina. Adagiare su una teglia o una griglia per baguette.


Far lievitare per circa 1 ora al caldo. Nel frattempo preriscaldare il forno in funzione statica a 250°C. Infornare nel piano più basso per 15 minuti. Poi abbassare la temperatura a 200°C e proseguire per altri 20 minuti. 
Valutare sempre i tempi di cottura e le temperature in base al proprio forno.
Sfornare e far completamente raffreddare.



Una volta freddi, eliminare la carta da forno e tagliare a fette spesse circa 8mm.



Incidere con la punta di un coltello un'estremità ed inserire un bastoncino di legno.



Servire presentandoli in una ciotolina/bicchiere/tazza riempito di sale grosso.

***Con la pasta tenuta da parte, creare dei contenitori per accogliere il primo piatto.
Stendere con l'aiuto del mattarello e un po' di semola la pasta in uno strato sottile. Tagliare con un coppapasta da ø 8cm e rivestire uno stampo da muffins capovolto, avendo preventivamente unto d'olio la superficie. Realizzare i cestini sovrapponendo 3 dischetti e premendo bene per farli aderire. Bucherellare la superficie con i lembi di una forchetta.


Cuocere subito in forno statico a 250°C preriscaldato per 10 minuti. Sfornare e far completamente raffreddare.


Una volta freddi si conservano a temperatura ambiente fino a 4 giorni, oppure possono essere anche congelati.


Primo piatto
Cestini di pane con millestrati di cous cous, mirtilli e Blu Mugello 

Ingredienti x4 cestini:

4 cestini di pane***
60 g di cous cous di farro toscano
60 g di acqua 
100 g di Blu Mugello
100 g di mirtilli freschi

Reidratare il cous cous nell'acqua per 10 minuti. Nel frattempo tagliare il Blu Mugello in fette sottili e tagliare a metà i mirtilli.
Adagiare una fetta di formaggio sul fondo dei cestini (step.1), coprire con 1 cucchiaio di cous cous (step.2), un'altra fetta di formaggio e i mirtilli (step.3). Completare con altro cous cous e formaggio.



Cuocere per 5 minuti in forno ventilato caldo, giusto il tempo di far leggermente sciogliere il formaggio. Sfornare e decorare con 1 mirtillo fresco.
Servire subito.



Questi cestini possono essere conservati in frigo fino a 2 giorni e scaldati all'ultimo istante prima di portare in tavola per sprigionare nuovamente tutti i suoi aromi.


Con queste ricette partecipo al contest: