venerdì 18 agosto 2017

Gelato al cocco che non gela con solo 2 ingredienti

Guardando l'archivio degli anni passati, mi rendo conto di quanto la mia produzione di gelati abbia subito una brusca frenata. L'entusiasmo del primo anno, dove ogni giorno studiavo un gusto nuovo e il gelato costituiva il mio unico e contemplato pranzo, è ormai un lontanissimo ricordo. Un po' per pigrizia e un po' per contenere le calorie giornaliere, la tanto desiderata gelatiera se ne è rimasta "a fare le ragnatele" in congelatore...almeno fino ad oggi.
Da tempo mi incuriosiva l'uso del latte condensato nella miscela dei gelati per non farli gelare (scusate il gioco di parole) e due lattine di latte di cocco, che giacevano ormai da tempi immemorabili in dispensa, mi hanno fatto accendere la lampadina-della-foodblogger-golosa!
Ho voluto provare ed il risultato mi ha davvero stupita! Con solo 2 ingredienti è nato un gelato cremosissimo, gustoso e perfetto da porzionare anche dopo giorni nel freezer! Una magia che si aggiunge alle banane congelate per allietare le mie merende peccaminose!


Ingredienti x circa 1 kg di gelato:

800 ml di latte di cocco (20-22% materia grassa)
200 g di latte condensato

Tenere sia il latte di cocco che il latte condensato in frigorifero per almeno 24 ore. Versarli nel bicchiere del frullatore e frullare per 1 minuti alla massima potenza.
Versare nella gelatiera in funzione e mantecare per 20 minuti o fino a quando il gelato apparirà denso ma ancora morbido per essere preso con un porzionatore.
Versare in uno stampo di acciaio e trasferire in freezer per almeno 4 ore.


Togliere dal freezer. Immergere il porzionatore (o un cucchiaio) in un bicchiere di acqua calda e prelevare le palline. Servire subito a piacere in coni di cialda o in coppette.


Rimettere il gelato in freezer dopo ogni servizio. Dopo 24 ore in freezer tenderà ad indurirsi ma basterà lasciarlo 30-40 minuti in frigorifero per farlo tornare alla sua originale cremosità!


Se siete amanti del gelato al cocco come me, non lasciatevi sfuggire anche queste ricette:

mercoledì 16 agosto 2017

Insalata di soba con carote, funghi shiitake e germogli

Trascorso bene il Ferragosto?! Io ho passato una giornata in tranquillità a 3, qualche ora di mare e una cena tête-à-tête a base di pizza fatta in casa, in compenso ho visto locandine di feste, fumi di BBQ uscire dai giardini del quartiere, sentito musica alta nella zona degli stabilimenti balneari e appreso di interminabili party a bordo piscina sui profili social...quindi oggi vi metto a dieta! Scherzi a parte, dopo qualche stravizio, è giusto rimettersi in carreggiata e una sana insalata di soba è la risposta!
Ogni tanto Spesso mi lascio incuriosire da prodotti mai provati prima e la soba è uno di questi. Si tratta di sottili spaghetti a base di farina di grano saraceno di origine asiatica che vengono spesso serviti in brodo (...immagino siano quelli di Kung Fu Panda, giusto?!). Siccome il caldo di questi giorni non invita a mangiare piatti caldi e brodosi, ho pensato di farli in insalata con qualche verdurina croccante saltata in padella. Poi mi sono resa conto di avere solo carote...meno male che mi sono ricordata di quei funghi secchi shiitake (...altro acquisto compulsivo spinta dalla curiosità!) ancora da aprire e con poco altro mi sono gustata un pranzetto sfiziosissimo, leggero e super sano!  


I funghi shiitake in Estremo Oriente sono considerati veri e propri elisir di lunga vita, peccato che da noi siano ancora così poco diffusi! Sembra che siano ricchi di virtù e la scienza  lo conferma. Esercitano una potente azione antitumorale (in particolare contro le leucemie e il cancro al seno), contribuiscono a ridurre i livelli di colesterolo "cattivo" nel sangue (studi dimostrano che basterebbe assumerne 90g al giorno per una settimana per abbassare il tasso di colesterolo del 12%)* e a stimolare il sistema immunitario. Cercateli negli alimentari bio o nei negozi asiatici che ormai si trovano in ogni città..oltre alle loro proprietà nutrizionali, vi conquisteranno anche per il loro gustoso sapore!

*Fonte Io mi voglio bene di Marco Bianchi


Ingredienti a porzione:

70 g di soba
3 carote novelle
6 funghi shiitake secchi
1 cucchiaio di salsa di soia
2 cucchiai di aceto di mele
1/2 cm di rizoma di zenzero
1 cucchiaino di tahina*
Semi di sesamo q.b.
Germogli di soia q.b.

*Sostituibile con olio e.v.o.

Ammollare i funghi in acqua tiepida per 20 minuti. Poi scolare e tagliare a metà.
Pelare e spuntare le carote, quindi ridurle a listarelle. Pelare lo zenzero, spremerne il succo e mescolarlo con l'aceto di mele.
Ungere una grande padella antiaderente, meglio un wok, con la tahina. Versarci le verdure preparate e la salsa di soia. Saltare a fiamma moderata e aggiungere anche l'aceto aromatizzato allo zenzero. Mettere il coperchio e abbassare al minimo la fiamma. 
Nel frattempo sbollentare per 3 minuti la soba. Unire in padella con 1 cucchiaio di acqua di cottura e saltare qualche istante a fiamma moderata.
Disporre nel piatto di portata. Decorare con una pioggia di semi di sesamo e qualche germoglio di soia.


Come sapete adoro i piatti in stile giapponese e questo mi ha davvero conquistata. Inoltre mi ha saziata a lungo senza appesantirmi. Adesso che la soba ha superato il test di qualità, non mi resta che continuare con altri esperimenti!


Stay tuned!

Con questa ricetta partecipo al contest:
Con questa ricetta partecipo al contest: MEAT FREE CONTEST ideato da Una mamma che cucina ed ospitato dal mio blog Timo e Lenticchie

lunedì 14 agosto 2017

Wrap di piadine all'olio con melanzane grigliate e robiola di capra

In questi giorni ho avuto la cucina "fuori servizio". L'avvicinarsi del Ferragosto e l'idea che l'estate stia per giungere alla fine senza che io sia riuscita a concludere tutti i progetti che avevo in mente, mi mette ansia e frenesia di "fare"! Si sa che nei mesi più caldi (...e la maggior parte del parentado più libera!) se ne approfitta per fare qualche lavoretto in casa, magari di quelli rimandati da anni! Ecco, io mi ero messa in testa di rinfrescare l'imbiancatura della cucina e del salotto, rinnovando anche un po' l'arredamento con qualche piccola miglioria. Ho, quindi, colto al balzo l'occasione di mio padre libero da impegni per due giorni e mi sono fatta dare una mano a rifare tutto lo zoccolino della zona giorno e l'imbiancatura della mia cucina (...solo a smontare, svuotare e rimontare mi sono andati via 2 pomeriggi!!!)...ovviamente tutto nei giorni più caldi dell'estate, ma questi sono semplici dettagli! 
La faticaccia è stata ripagata dal vedere splendere nuovamente il mio angolo di paradiso del suo bellissimo verde mela! Grande soddisfazione anche per aver eliminato un po' di superfluo e riordinato gli spazi in modo più funzionale.
Adesso mi aspetta il tour de force della sala ma sono fiduciosa ed il calo delle temperature mi fa ben sperare in un più agevole lavoro!
Come potete immaginare mi sono dovuta organizzare con piatti freddi e preparati in anticipo proprio in vista di dover tamponare la momentanea situazione. Quello che vi propongo oggi è uno di questi e mi sembra che possa calzare a pennello anche come idea veloce e golosa per il Ferragosto ormai alle porte. 
Mare, montagna, collina, campagna, ma anche nella tranquillità della propria casa, sapranno allietare il palato ed il pancino in tutta leggerezza!


Ingredienti a porzione:

30 g di robiola di capra*
1/2 melanzana grigliata
1 pizzico di erbe provenzali essiccate

*Perché scegliere il formaggio di capra? Ve lo spiego qui.

Stendere la piadina su foglio di pellicola trasparente. Spalmare in modo uniforme con il formaggio, spolverare con le erbette e ricoprire con le fette di melanzana grigliata.
Arrotolare su se stessa e avvolgere nella pellicola. Trasferire in frigorifero per almeno 30 minuti.
Eliminare, quindi, la pellicola e tagliare a metà. Servire subito.


Facile, versatile e ottima da portare con sè per un pranzo take away!


Con questa ricetta partecipo al contest:

venerdì 11 agosto 2017

Biscotti bigusto di frolla montata all'olio

E' ormai assodato che in estate sia impossibile seguire la dieta. La tentazione è dietro l'angolo. C'è il gelato a merenda, l'aperitivo al tramonto, la sagra di paese, la grigliata di Ferragosto...insomma ogni occasione è buona per muovere le mascelle!
Meno male che l'abbronzatura camuffa le nuove rotondità...ma il caldo non dovrebbe togliere l'appetito?! Nonostante le temperature ampiamente sopra la norma, il sudare stando fermi e i vestiti incollati addosso come francobolli, il palato chiede di essere appagato e lo stomaco brontola più che mai! Non so spiegarmi scientificamente il perchè o forse dovrei sottopormi a studi clinici approfonditi, ma io ho perennemente fame e voglia-di-qualcosa-di-dolce!  
Complici i corsi di pasticceria estivi (terminati pochi giorni fa), le occasione per trangugiare assaggiare qualche dolcetto in più non sono di certo mancati e io evito di salire sulla bilancia almeno fino a settembre inoltrato!
Ultimi in ordine di tempo proprio questi biscotti nati dalle varie prove per l'ultimo corso di agosto dedicato alla frolla montata.


Nel blog troverete la ricetta "originale" con il burro mentre oggi ve ne propongo una variante all'olio di riso, in quanto avevo la necessità di ottenere una frolla che non prevedesse riposo in frigorifero e rimanesse sostenuta a lungo anche alle alte temperature. Ho inoltre evitato il lievito chimico in favore di qualcosa di più naturale come il mix di aceto di mele + bicarbonato che vi invito a provare anche per dolci soffici in caso di intolleranze o per chi vuole mangiare quanto più sano possibile. 
Il risultato mi ha davvero soddisfatta e non posso far altro che condividerlo anche con voi...vedere, poi, lavorare i bimbi con il sac à poche e gustarsi i biscottini a merenda con il sorriso appagato di chi gusta qualcosa che gli piace, mi ha ripagata di tutto il lavoro.

...ascoltando...Strade - Subsonica


Ingredienti x2 teglie:

impasto chiaro
110 g di farina 1 macinata a pietra
20 g di maizena
1 uovo intero (50g circa)
40 g di fruttosio puro
50 g di olio di riso bio
15 g di succo di limone filtrato
1 pizzico di bicarbonato
impasto scuro
110 g di farina 1 macinata a pietra
10 g di cacao amaro in polvere
1 uovo intero (50g circa)
40 g di fruttosio puro
50 g di olio di riso bio
15 g di succo di limone
1 pizzico di bicarbonato


Setacciare la farina con il bicarbonato. Con una frustra sbattere l'uovo con l'olio e il succo di limone. Unire il fruttosio e lavorare con cura. Unire poco per volta la farina e, quando l'impasto inizia a fare resistenza lavorare con una spatola flessibile. 
Procedere nello stesso modo con l'impasto scuro, setacciando inizialmente il cacao con la farina ed il bicarbonato.



Trasferire i due impasti in due sac à poche dotati di bocchetta liscia. Formare tante C su una teglia rivestita di carta da forno e chiuderle con altrettante C con l'impasto dell'altro colore. Con le dita umide di acqua fredda, premere leggermente sulle giunture. Proseguire in questo modo anche con la seconda teglia o fino ad esaurire gli impasti.



Cuocere in forno preriscaldato statico a 180°C per circa 20 minuti o fino a doratura.
Sfornare e far completamente raffreddare su una gratella.


Appena usciti dal forno risulteranno morbidi ma raffreddando acquisteranno la loro caratteristica friabilità.


Una volta freddi si conservano per diversi giorni in barattoli ermetici di vetro o latta lontani da fonti di calore, umidità e luce.


Ottimi per iniziare la giornata con una bella tazza di caffè e/o latte, per una pausa golosa o una coccola dopo cena.


Che ne pensate di metterli a decorazione di una bella coppa gelato?? Sono sicura che conquisteranno vista e palato!



Con questa ricetta partecipo al contest:

martedì 8 agosto 2017

Panbauletto alla farina di farro con water roux

Ferragosto e la maledizione-degli-elettrodomestici-guasti si avvicina! Per chi non lo sapesse, ogni anno in questo periodo mi si rompe qualcosa di indispensabile. C'è stato l'anno della lavatrice, quello della lavastoviglie (...che ricordo ancora con terrore!), quella del mixer e quella del frullatore ad immersione. Come il 15 di agosto (...e le conseguenti ferie delle ditte!) si fa più prossimo sul calendario, ecco che qualcosa nella mia casa si ribella, giusto per farmi tribbolare un po'...e per rimediare se ne riparla dopo il 10 settembre quando tutto torna alla normalità ed io ho ormai un diavolo per capello.
Nel dubbio che quest'anno sia il turno del forno (...se fossi un uomo in questo momento mi toccherei gli attributi...), meglio che continui a sfornare precauzionalmente un po' di scorte!


Dopo aver scacciato gli "inquilini" da una parte delle farine, ecco che aumenta la necessità di consumare quelle più a rischio di essere nuovamente "affittate"! La farina di farro integrale macinata fresca è schizzata in cima alla lista, in quanto la più ambita sul mercato immobiliare! E così ho deciso che sarebbe stata la protagonista del mio nuovo impasto.
Avevo voglia di un bel pane, morbido e compatto, per degustarci le mie ultime confetture...cosa poteva esserci di meglio se non un fragrante panbauletto?! 
Ho sfruttato i benefici del water roux per stimolare la lievitazione della farina integrale (ve ne avevo già parlato ampiamente in questo post) e rendere il prodotto finale quanto più soffice possibile. Il risultato lo potete giudicare con i vostri occhi e, intanto che ve lo gustate, fate qualche scongiuro contro la mia sfiga, mi raccomando!
...ascoltando Liberi tutti - Subsonica


Ingredienti:
water roux
125 g di acqua naturale
25 g di farina di farro integrale*
impasto
350 g di farina di farro integrale*
50 g di farina integrale*
120 g di lievito madre attivo**
200 g di acqua naturale
35 g di miele d'acacia bio
20 g di olio di riso bio
6 g di sale rosa
Finitura
Semi di lino q.b.
Semi di sesamo q.b.

Farina integrale* x lo spolvero

*Macinata a pietra.
**Rinfrescato e al raddoppio.

Ho effettuato l'impasto nella planetaria ma si otterranno ottimi risultati anche lavorando a mano o in un capiente mixer.

Versare la farina e l'acqua in un pentolino. Mescolare bene con una frusta e mettere sul fuoco. Mescolare spesso fino ad ottenere una consistenza gelatinosa e spessa (ci vorranno pochi minuti, per chi possiede il termometro a sonda, il composto dovrà misurare 65°C).
Versare in un recipiente di vetro e coprire a contatto con pellicola da alimenti. Far completamente raffreddare. 
Il water roux può essere preparato in anticipo e conservato in frigorifero fino a 3 giorni.
Spezzettare il lievito nella planetaria, unire l'acqua e il miele. Sciogliere con il gancio a foglia, quindi aggiungere il water roux e lavorare ancora. Montare il gancio ad uncino e unire le farine. Portare ad incordatura ed incorporare l'olio a filo. Per ultimo il sale.
Far riposare l'impasto nella macchina per 20 minuti.
Spolverare il piano di lavoro con la farina integrale e rovesciarci l'impasto. Praticare una serie di pieghe a libro e coprire a campana con la ciotola.
Dopo 40 minuti ripetere le pieghe. Far riposare ancora 30-40 minuti e ripetere per l'ultima volta. Dividere l'impasto in 4 pezzature uguali (circa 210-220g). Pirlare bene le palline sul piano di lavoro e adagiare nello stampo precedentemente rivestito di carta da forno.


Sigillare con pellicola e far lievitare al caldo fino al raddoppio (io ho impiegato circa 2 ore).
Spennellare la superficie con acqua e decorare con i semi. 


Nel frattempo preriscaldare il forno a 250°C in funzione statica. Cuocere per 10 minuti. Poi abbassare la temperatura a 220°C e proseguire la cottura per altri 20 minuti. Completare a 180°C per 10 minuti.
Valutare sempre tempi e temperature in base al proprio forno.
Sfornare e togliere delicatamente dallo stampo. Eliminare la carta e adagiare sulla gratella del forno adagiato su un fianco. Far raffreddare nel forno con lo sportello aperto.
Una volta freddo, tagliare a fette.


Consigli di conservazione:
- le fette già tagliate, riposte in un sacchetto da alimenti chiuso ermeticamente, in frigorifero fino a 10-12 giorni, in freezer fino a 3 mesi. Basterà passarlo sotto il grill caldo del forno prima di servire per sprigionare nuovamente i suoi profumi.
- a temperatura ambiente massimo 5 giorni. 


Ottimo tostato e spalmato con un velo di miele o confettura per la prima colazione, ma non essendo particolarmente dolce, si presta anche ad accompagnare piatti salati o per confezionare dei golosi sandwich. 


Dono questa ricetta alla raccolta:

domenica 6 agosto 2017

Biscotti per cani alla pera, banana e carota con lievito madre

Esattamente un anno fa, dopo giorni e giorni di pressing psicologico, mi feci convincere da mio marito a fare un giro al canile di Viareggio.
< Guarda non ne posso più, andiamo ma SOLO a vedere! Così non mi stressi per un po'! Dopo la brutta esperienza con Tequila non voglio adottare un cane, capito?! Non sono ancora pronta...
E' bastata quest'affermazione, per far allargare il suo sorriso da orecchio ad orecchio. E' stato un lungo pomeriggio dove lui contava i minuti che lo separavano dalle 16,30, orario di apertura pomeridiana del canile.
Finalmente ci fanno entrare, ci fanno lasciare i dati e ci fanno firmare l'ingresso. Il volontario ci accompagna nel grande cortile tra gabbie e recinti. Ci dice che come ogni estate arrivano al punto di saturazione...troppi abbandoni, tanti cuccioli e nessuno che li voglia adottare...almeno fino a settembre e l'estate successiva si ripete inesorabilmente la stessa storia. 
Mi si stringe il cuore a vedere tutte quelle creature e pensare quello che in pochi mesi (...alcuni purtroppo anche per anni...) hanno dovuto subire. 
Poi il nostro sguardo si incrocia, mi blocco e un'emozione indescrivibile attraversa il mio cuore. Una cucciola bianca e nera, polverosa di sabbia, mi guarda scodinzolando. Mi avvicino e allungo una mano, lei subito me la lecca e continua a seguire tutti i miei movimenti come incantata. 
Mio marito mi vede e non serve aggiunge altro...dopo qualche settimana Amelia entrerà nella nostra vita e nei nostri cuori per non uscirne mai più ed ogni occasione è buona per coccolarla. 

semplice variante di questa ricetta

Ingredienti x3 teglie:

150 g di semola rimacinata Senatore Cappelli*
50 g di fecola di patate
100 g di farina di mais da polenta (taragna)*
70 g di lievito madre attivo**
100 g di pera***
50 g di carota***
50 g di banana***
1 cucchiaio di olio e.v.o.

* Macinata a pietra.
** Rinfrescato e al raddoppio.
*** Peso al netto degli scarti.

Pelare e spuntare la carota. Privare la pera da buccia e torsolo interno. Sbucciare la banana. Ridurre tutto a pezzi e versare in un capiente mixer. Frullare finemente. Aggiungere il lievito spezzettato e frullare ancora.
In una ciotola mescolare le farine e la fecola, formare una fontana e versarci il "frullato" e l'olio. Iniziare ad impastare con una forchetta e, appena l'impasto risulta asciutto, rovesciare sul piano di lavoro e continuare a mano. Lavorare fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo. Formare una palla e trasferire in una ciotola. Sigillare con pellicola e far lievitare al caldo per 1 ora in estate o per 2 ore in inverno.
Spolverare il piano di lavoro con fecola di patate e stendere l'impasto in uno spessore di circa 4-5 mm. Tagliare con lo stampino prescelto e adagiare i biscotti ottenuti su delle teglie rivestite di carta da forno. Impastare nuovamente i ritagli e ripetere l'operazione.



Cuocere in forno ventilato a due livelli (2 teglie alla volta nel 2° e 4° ripiano) a 180°C per circa 15 minuti o fino a doratura.
Sfornare e far completamente raffreddare su una gratella. 


Una volta freddi chiudere in un sacchetto ermetico e riporre in un luogo fresco e asciutto.


Si conservano fino a 2 mesi.

venerdì 4 agosto 2017

Polpette di fagioli e zucchine

Dopo i 1000 impegni di quest'ultimo periodo, decido finalmente di dedicarmi un pomeriggio per me. Avrei potuto fare una passeggiata con Amelia, un giro per negozi o semplicemente starmene al fresco in casa a finire di leggere quel libro accantonato da tempo. Poi mi viene la brillante idea di impastare un pane così, nel tempo che io faccio le mie cose, lui lievita beato nella sua ciotola. Prendo la farina prescelta e...qualcosa si muove!!! Vi lascio immaginare il mio orrore! Pensare che ero stata attentissima alle temperature e ad avevo congelato le farine più delicate!!! Mi si insinua il dubbio che anche le altre possano aver dato vita a nuove forme di inquilini e presa panico, inizio a setacciarle tutte, disinfetto la madia dove le ripongo, appiccico carta moschicida in ogni angolo della casa stanza e trasferisco la maggior parte delle scorte tra frigo e freezer. Alla fine riesco a fare il benedetto impasto e già mezzo pomeriggio se ne era andato. Il problema è che, ormai, ero entrata nel trip della casalinga-disperata-affetta-da-pulizie-di-primavera e presa da un raptus decido di passare al "setacciare" anche il frigo. Lo svuoto, lo pulisco a fondo, rimonto tutto e passo al freezer. Qui (...fortunatamente!) mi limito a controllare le scorte e seleziono le più "antiche" pianificando le mie prossime cene e/o pranzi in modo da poterle consumare in tempi rapidi. Morale della favola, si era fatta l'ora di cena ed io avevo semplicemente voglia di farmi la seconda doccia e andare a letto!
L'unica cosa positiva (...a parte il fatto che prima della fine dell'estate basta che sbrini il freezer e il grosso l'ho già fatto in quanto a pulizie!) è che ho ritrovato i deliziosi fagioli dall'occhio che avevo sgranato insieme alla nonna in una fresca mattina di inizio settembre e mi è venuta voglia di prepararci qualcosa di speciale...inoltre preparatevi anche a gustare un nuovo pane perché quel pomeriggio almeno una cosa che avevo pianificato sono riuscita a concluderla!


Ingredienti x porzione/7 polpette:

50 g di fagioli dall'occhio secchi*
1/2 zucchina bio
1 cucchiaio di semi di girasole decorticati
1 pizzico di sale
Paprika affumicata in polvere q.b.
Peperoncino in polvere q.b.
Curry in polvere q.b.
Acqua di cottura dei fagioli solo se necessario
2-3 cucchiai di farina di mais da polenta 

*Ammollare la sera prima. cambiare l'acqua almeno 2 volte e cuocere per 20 minuti. Far raffreddare.

Versare i fagioli cotti e raffreddati nel mixer. Aggiungere la zucchina ridotta a piccoli pezzi e i semi di girasole. Dosare le spezie a piacere e il sale. Frullare finemente e se necessario aggiungere poca acqua di cottura per compattare il composto e renderlo facilmente lavorabile.
In un piatto versare la farina. Prelevare 1 cucchiaio di impasto e rotolarlo tra i palmi delle mani per fare la forma, poi passarlo nella farina di mais e panare bene. Procedere in questo modo fino a terminare gli ingredienti.
Cottura nella friggitrice ad aria Adagiare le polpette nel cestello della friggitrice e cuocere a 200°C per 20 minuti. 
Cottura in forno statico Adagiare le polpette su una teglia rivestita di carta da forno e cuocere a 200°C per 30 minuti.
Sfornare a servire con verdura fresca di stagione.


Ottime accompagnate con questa maionese senza uova.


Golose e sazianti, perfette per un pasto semplice e leggero.



Con questa ricetta partecipo al contest: 
MEAT FREE CONTEST ideato da Una mamma che cucina ed ospitato dal mio blog Timo e Lenticchie

mercoledì 2 agosto 2017

Confettura di susine gialle, muscovado e cocco

Dopo aver sperimentato con successo il muscovado in questa confettura, non ho esitato a provarlo con altri abbinamento e le susine, arrivate dritte dritte dall'albero di mio fratello, mi hanno dato questa magica possibilità.
Ammetto che i frutti non erano particolarmente dolci ed ho voluto arrotondarne il sapore con una nota spiccatamente esotica senza dover necessariamente aumentare le dosi di zucchero. Anche in questo caso le mie aspettative non sono state deluse e ne avete avuto un'anticipazione in questa crostata!
Finalmente arrivo anche a condividere con voi questa ricetta approfittando dell'ultimo appuntamento estivo con la rubrica di Idea Menù dedicata alle conserve



Ingredienti x3 vasetti da 250g:

1200 g di polpa di susine gialle mature
120 g di zucchero muscovado
2 cucchiai di cocco rapè


Lavare le susine ed eliminare il picciolo. Con un coltellino affilato dividerle a metà e privarle del nocciolo interno ed eventuali parti ammaccate. Ridurre la polpa a pezzi direttamente dentro ad una pentola dal fondo spesso e dai bordi alti. Proseguire in questo modo fino a terminare tutta la frutta. Unire lo zucchero e mescolare bene. Mettere il coperchio e far macerare al freddo per 12 ore.
Dopo il riposo, cuocere a fiamma moderata per 20-25 minuti, mescolando spesso. A fine cottura aggiungere il cocco e frullare finemente con un frullatore ad immersione.
Versare calda nei vasetti di vetro puliti e sterilizzati. Quindi chiudere con le capsule nuove. Far raffreddare capovolti.


Una volta freddi, procedere alla pastorizzazione.
Adagiare i vasetti in una pentola avvolgendoli con un canovaccio. Versare acqua fredda quanto basta a coprirli completamente. Portare l'acqua ad ebollizione e far bollire per 20 minuti, facendo attenzione che i tappi rimangano sempre sott'acqua, in caso contrario aggiungerla. Spegnere il fuoco e mettere il coperchio alla pentola. Far completamente raffreddare. 
Una volta freddi, asciugare accuratamente i vasetti e etichettare. Conservare in luogo fresco e buio fino a 12 mesi.


Consiglio la degustazione dopo almeno un mese di riposo in un luogo fresco e buio. In questo modo i sapori possono stabilizzarsi e sprigionarsi al massimo.


Non perdetevi tutte le altre golose proposte: 

Colgo l'occasione per ringraziare le mie compagne di viaggio CarlaElisabettaLinda e Sabrina per avermi dato la possibilità di mettermi alla prova con questa rubrica. E' stata una splendida esperienza che purtroppo devo sospendere per motivi personali ma che porterò per sempre nel cuore per le emozioni che mi ha regalato. Buona estate ragazze!