giovedì 28 settembre 2017

Mini PanBrioches con lievito madre glassati alle nocciole

Un altro dolce, lo so ma mi era avanzata quella glassa perfetta e amorevolmente preparata per i panettoni e sarebbe stato un vero sacrilegio buttarla!
Ho voluto sfruttarla per un'altra preparazione e l'idea l'ho presa dall'ultimo corso che ho organizzato con Sara Papa. Lei ha proposto agli allievi dei "Buondì" fatti con ingredienti sani e lievito madre. Ne ho portato a casa uno per la colazione di mio marito e lo ha amato alla follia. Perchè non farne una mia versione per allietare i suoi risvegli?! Io sono nella fase salutista e nessuno deve togliermi il mio tazzone di muesli bio con latte d'avena, ma un assaggio l'ho dovuto voluto fare...wow, sono piaciuti anche a me!


La base del panbrioche l'ho presa in prestito da Anice e Cannella apportando le mie modifiche e utilizzando il mio insostituibile lievito madre. 


Ingredienti x14 pezzi:

550 g di farina di tipo 1 macinata a pietra
180 g di lievito madre attivo*
200 g di latte p.s.
115 g di uova intere (da 3 piccole uova bio)
100 g di burro tedesco
80 g di zucchero semolato
8 g di sale rosa dell'Hymalaya
1 fava tonka**
Granella di zucchero q.b.

*Rinfrescato e al raddoppio.
**Sostituibile con 1 bacca di vaniglia o zest di agrumi bio.

Ho effettuato l'impasto in planetaria ma si otterranno ottimi risultati anche lavorando a mano o in un capiente mixer.

Sciogliere sul fuoco 50 g di burro e ridurre il resto a dadini in una ciotolina. Unire la fava tonka finemente grattugiata. Incorporare il burro fuso agli altri ingredienti aiutandosi con una spatola. Tenere da parte.
Spezzettare il lievito madre nella planetaria e scioglierlo con il gancio a foglia insieme al latte e alle uova. Unire lo zucchero e tanta farina quanto basta per renderlo cremoso. Sostituire il gancio con quello ad uncino e aggiungere tutta la farina. Portare ad incordatura a bassa velocità. Incorporare il burro in 4 riprese, facendolo ben assorbire prima di ogni aggiunta. Portare nuovamente ad incordatura e per ultimo aggiungere il sale.
Rovesciare l'impasto sul piano di lavoro e fare una serie di pieghe. Pirlare e adagiare la palla in una ciotola leggermente unta d'olio. Sigillare e far lievitare fino al raddoppio.
Dividere in 14 pezzature da 85-87g. Pirlare a pallina e rotolare sul piano per allungarne le estremità. Adagiare nello stampino da plumcake.
Coprire con pellicola e far lievitare nuovamente al caldo fino a che l'impasto raggiunge il bordo (forno spento con la luce accesa, almeno 27°C, circa 3 ore).

Prima della lievitazione

Preriscaldare il forno a 220°C in funzione statica.
Glassare la parte centrale di ogni brioche con uno strato di glassa aiutandosi con un sac à poche dotato di bocchetta piatta. Decorare con la granella di zucchero e infornare.
Cuocere per 15 minuti, poi abbassare la temperatura a 200°C e proseguire per altri 15 minuti. Fare la prova stecchino e se esce asciutto, sfornare, altrimenti prolungare la cottura portando il forno a 180°C.
Valutare sempre le temperature e i tempi di cottura in base al proprio elettrodomestico.
Far raffreddare su una gratella.



Una volta freddi li ho congelati in sacchetti da alimenti di plastica. La sera prima di andare a letto ne metto fuori uno e la mattina il sorriso sul viso di mio marito è assicurato!


L'interno si scioglie in bocca e non è troppo dolce, fatto perfettamente bilanciato dalla carica di zucchero della glassa. Nel complesso è equilibrato e ottimo per l'inzuppo!


Potrete profumare l'impasto con zest di agrumi, vaniglia o cannella. Ormai sapete il mio debole per la fava Tonka ma la prossima volta proverò con l'aroma frizzante dei limoni bio!


Un'altra idea è di farne due stampi da plumcake e realizzarne forme più grandi. In tal caso i tempi di lievitazione potrebbero variare, stessa cosa per i tempi di cottura.


Dono questa ricetta alla raccolta:

martedì 26 settembre 2017

Golden milk, il latte d'oro

Accanto al rizoma di zenzero di cui spesso faccio uso per metterlo sott'aceto, ho sempre visto una radice simile ma più piccola e allungata, ovvero la vera fattezza della curcuma che si trova solitamente in polvere in graziosi barattolini anche al supermercato. Non mi sono mai azzardata ad acquistarla ma per esigenze di lavoro sono stata "costretta". Mi sono, quindi, ritrovata in casa una quantità importante di questa spezia da smaltire al più presto ed ho iniziato a curiosare nel web per trovare un modo interessante per utilizzarla.
Mi sono subito innamorata di questa bevanda color oro dalle molteplici proprietà: il golden milk.


Prima di prepararlo insieme e degustarlo bello caldo e corroborante, volete scoprire insieme a me i benefici che apporta al nostro organismo? Lo prendo per un si...
-Allevia i dolori articolari e muscolari, soprattutto quelli che interessano le articolazioni.
-E' un antinfiammatorio naturale che aiuta a prevenire artrite e ulcere gastriche.
-Calma la tosse, i sintomi del raffreddore e allevia i disturbi respiratori, stimolando le difese immunitarie.
-Depura il fegato, migliorandone la funzionalità epatica.
-Migliora la digestione e contrasta i dolori mestruali.
-Ha la capacità di regolare il metabolismo e abbassa il colesterolo LDL.
Se tutto questo non fosse ancora sufficiente a convincervi ad assaggiarlo, sapete che è anche buonissimo?! Ottimo per iniziare la giornata o per una coccola calda in questi primi pomeriggi di autunno.


Ingredienti x la pasta di curcuma:

80 g di polpa di curcuma*
160 g di acqua

*Ricavata da circa 200g di rizomi freschi. 
Indossare un paio di guanti per uso alimentari per evitare di macchiare la pelle. Pelare i rizomi e tagliare la polpa ottenuta in rondelle.

Bollire la polpa di curcuma nell'acqua a fiamma dolce per 20 minuti. Frullare, trasferire in un vasetto di vetro dotato di coperchio e conservare in frigorifero fino a 40 giorni.


Ingredienti x1 porzione di golden milk:

1 tazza di latte vegetale al naturale (circa 200ml)
1 cucchiaino scarso di olio di riso bio
1 cucchiaino di miele bio
1/2 cucchiaino di pasta di curcuma
Cannella in polvere q.b. (facoltativo)

Bollire il latte e scioglierci dentro la pasta di curcuma. Unire l'olio e il miele e mescolare bene. Servire ben caldo con una spolverata di cannella in polvere.


Nella mia versione ho scelto latte di avena e miele "della spiaggia".


Il miele della spiaggia è un miele millefiori, prodotto "unicamente" lungo il litorale marino del Parco Naturale di Migliarino (San Rossore - Massaciuccoli), dove l'Elicriso forma abbondanti tappeti gialli che tappezzano tutto il litorale durante il periodo della fioritura (da maggio a luglio). Nonostante l'Elicriso sia riconosciuto come una specie non nettarifera ed il suo polline si trovi nel miele in percentuali minime, la sua presenza costituisce un ingrediente fondamentale per la produzione di questo miele. Le api riescono a raccogliere le microscopiche gocce di oli essenziali che conferiscono al miele il suo inconfondibile aroma. Data la particolarità ed il suo pregio, si consiglia il consumo a crudo.   

domenica 24 settembre 2017

Panettone alto alle albicocche, datteri e uvetta glassato alle nocciole

Era da inizio agosto che mi punzecchiava la malsana idea di provare a fare un grande lievitato approfittando delle alte temperature...anche a costo di essere presa per pazza!
In inverno (...ovvero nel periodo più consono a quest'attività...) il freddo polare di casa mia mi obbliga ad inventarmi delle celle di lievitazione da ingegneri-aerospaziali-pasticcioni! L'anno scorso, per esempio, ho tenuto acceso il riscaldamento a palla solo in una stanza per riuscire a far crescere gli impasti! Con il risultato che in tutta la casa sembrava di essere nella stalla con le renne di Babbo Natale e in quella piccola stanza si era creato un microclima caraibico al profumo di vaniglia, canditi e burro! Tralascio la faccia di mio marito quando è arrivata la bolletta!!!
Alla fine mi sono convinta a mettermi all'opera ma solo a settembre inoltrato e proprio quando il tempo ha iniziato a cambiare! Ho comunque potuto contare sui 23°C costanti della mia cucina e accelerare la seconda lievitazione con il solito trucco del forno spento con la luce accesa. Sicuramente i tempi di attesa sono stati più rapidi e indolori rispetto a dicembre e nel frattempo ho potuto testare una nuova ricetta che mi ha pienamente soddisfatta!


Sono partita prendendo spunto dalla ricetta di Anice e Cannella per poi farne la mia personale versione. Innanzitutto ho fatto una lievitazione con solo lievito madre, poi ho scelto una farcia insolita a base di datteri, albicocche e uvetta, ho profumato l'impasto con la mia nuova passione, la fava Tonka e, per la glassa, ho invece optato per il sapore rotondo della nocciola. La farina utilizzata rispetta le mie scelte alimentari e, la mia indole sensibile al risparmio e alla riduzione al minimo degli sprechi, mi ha fatto convincere per utilizzare gli albumi in esubero al posto della quantità di liquido (acqua, nello specifico) previsto dalla lista degli ingredienti. 


Mio marito mi è arrivato a casa con 30 uova bio appena deposte ed ho impiegato più tempo a sgusciarle e pesarle (...erano piccolissime!) che a fare tutto il resto dei passaggi!
La mia foga nel mettermi subito all'opera (...e l'entusiasmo nel farlo!), mi ha fatto esagerare nella proporzione degli ingredienti tanto da non tener conto della capienza della mia planetaria ed obbligarmi a finire l'inserimento della frutta a mano! Una volta che gli impasti erano a riposare nei pirottini, sono entrata in lavatrice anche con le scarpe...vi lascio immaginare le condizioni  della sottoscritta e della sua cucina alle prese con 3 kg di impasto in un minuscolo spazio vitale di piano di lavoro!!!
...però al momento del taglio e dell'assaggio ho dimenticato tutta la fatica! 


Dose per 3 panettoni da 1kg:

Glassa alle nocciole
330 g di zucchero semolato
190 g di nocciole intere con la pellicina
180 g di albumi (da 5 uova bio)
40 g di maizena

Tostare le nocciole in forno per 10-15 minuti, muovendole a metà cottura. Passare subito in un canovaccio umido e strofinare per togliere la pellicina in eccesso (è normale che parte resti sul frutto). Trasferirle in un capiente mixer insieme allo zucchero e alla maizena. Frullare finemente senza surriscaldare. Setacciare e frullare ancora quello che resterà nelle maglie del setaccio e setacciare nuovamente. Raccogliere la "farina" ottenuta in una capiente ciotola e sbattere energicamente con una frusta insieme agli albumi. Coprire con pellicola e trasferire in frigorifero.

1°impasto
700 g di farina di tipo 1 macinata a pietra
300 g di lievito madre attivo*
190 g di albumi (da 8 uova bio)
180 g di zucchero semolato
180 g di burro morbido tedesco
170 g di tuorli (da 13 uova bio)

*Rinfrescato per 2 volte ad intervalli di 3-4 ore (o fino al doppio del suo volume iniziale) con pari peso di acqua e doppio di farina. La prima volta fatto lievitare in un contenitore alto e fretto e la seconda legato in uno strofinaccio. 
Per semplificare, potete seguire questa tabella di marcia.

Nella planetaria con il gancio a foglia e alla minima velocità sciogliere negli albumi il lievito madre spezzettato. Aggiungere tanta farina quanto basta ad ottenere una consistenza cremosa (circa 6-7 cucchiai). Incorporare lavorando a velocità 1, 2 tuorli alla volta insieme a 1 cucchiaio di zucchero e di farina. Procedere in questo modo fino a terminare i tuorli, facendo il fermo macchina almeno 3 volte e ribaltando l'impasto aiutandosi con una spatola. 
Al termine di quest'operazione saranno esauriti sia lo zucchero che l'uovo, mentre dovrà rimanere qualche cucchiaio di farina che servirà per far assorbire il burro all'impasto.
L'impasto risulterà duro e asciutto.
Pulire la foglia e sostituirla con il gancio ad uncino. Portare ad incordatura ed iniziare ad aggiungere il burro morbido, poco per volta e alternandolo a qualche spolverata di farina. Fare il fermo macchina almeno 4 volte, ribaltando l'impasto e raschiando con una spatola i bordi della ciotola.
A fine lavorazione l'impasto risulterà ben incordato, elastico e liscio.
Ungere con il burro rimasto sulla spatola, una ciotola capiente (che possa contenere 3 volte il volume del composto iniziale) e il piano di lavoro. Rovesciarci l'impasto, pirlarlo e trasferirlo nella ciotola. Sigillare con pellicola e far triplicare di volume a temperatura ambiente.
Dopo 13 ore a 25°C

2°impasto
190 g di farina di tipo 1 macinata a pietra
180 g di zucchero semolato
170 g di tuorli (da 13 uova bio)
140 g di burro morbido tedesco
55 g di albumi (da 2 uova bio) 
60 g di miele di spiaggia bio**
250 g di uvetta
200 g di albicocche secche
130 g di datteri deglet nour
10 g di sale rosa dell'Hymalaya
1/2 fava di tonka
Olio di riso bio per il piano di lavoro
Zuccherini e zucchero a velo per la decorazione finale

**Sostituibile con altro miele a piacere.

Tagliare a cubetti le albicocche e i datteri. Ammollare l'uvetta per 10 minuti, poi scolare bene e asciugare con un po' di carta da cucina. Unire al resto della frutta cubettata e tenere al fresco.
Versare il 1° impasto lievitato nella planetaria e incordare al gancio alla velocità minima. Unire gli albumi con 1 cucchiaio di zucchero e 2 di farina. Ribaltare l'impasto e continuare a lavorare a velocità bassa incorporando 2 tuorli alla volta seguiti da 1 cucchiaio di farina e 1 di zucchero. Fare il fermo macchina almeno 3 volte, ribaltando l'impasto prima e far assorbire gli ingredienti prima di ogni inserimento. proseguire in questo modo fino a terminare gli ingredienti. Infine incorporare il sale e il miele a filo.
Spatolare il burro morbido con la fava grattugiata ed aggiungere in planetaria poco per volta facendo ben assorbire prima di ogni aggiunta. Fare il fermo macchina almeno 4 volte ribaltando l'impasto e raschiando con una spatola i bordi della ciotola. 
A fine lavorazione l'impasto dovrà risultare ben incordato, lucido e omogeneo.
Ungere il piano di lavoro con poco olio di riso e rovesciarci l'impasto. Stendere in un rettangolo e versarci la frutta preparata in precedenza. Fare una serie di pieghe a libro in modo che la frutta si distribuisca in modo omogeneo, pirlare e far riposare sul piano unto per 30 minuti.
Suddividere la massa in 3 pezzature uguali, pirlare e disporre nei pirottini.
Coprire con pellicola trasparente e tenere al caldo fino a lievitazione completata (2 dita dal bordo).
Nel forno spento con la luce accesa ho impiegato 13 ore.
Preriscaldare il forno a 180°C in funzione statica. Eliminare la pellicola dai panettoni e glassarli aiutandosi con un sac à poche dotato di bocchetta piatta. Decorare con una spolverata di granella di zucchero e zucchero a velo.
Cuocere nel secondo ripiano partendo dal basso per 50-60 minuti. Valutare la cottura in base al proprio forno, il panettone sarà cotto quando la temperatura al cuore raggiungerà 93-94°C o fare la prova stecchino.
Sfornare e infilzare la base con due lunghi ferri. Far raffreddare una notte capovolti.
Una volta freddi, chiudere in un sacchetto di plastica da alimenti e conservare in luogo fresco e buio per 1 mese. Passato questo tempo sarà possibile gustarlo.***



***Questa è la teoria...in pratica nel giro di 2 giorni sono spariti! 



Per conservarli a lungo (fino a 2 mesi) basterà vaporizzare dell'alcool puro nel sacchetto prima di sigillarlo e conservare in un luogo fresco e buio.


Per scopi puramente scientifici ho voluto provare a far raffreddare un panettone in piano su una gratella (quello in foto è il soggetto in questione) piuttosto che capovolto. La differenza è percettibile solo ad acuti intenditori ma il mio consiglio è quello di seguire l'iter classico di raffreddamento. L'alveolatura interna ha modo di svilupparsi meglio e la fetta risulta più leggera e fragrante.


Ho eletto questa ricetta, quella ufficiale del Natale 2017 e presto vi farò gustare virtualmente altre versioni...ma non prima di acquistare un paio di brick di tuorli pastorizzati!!!


Se avete voglia di mettervi alla prova, vi consiglio anche di curiosare la ricetta semplificata del panettone ad un solo impasto.

venerdì 22 settembre 2017

Biscotti di briseè all'olio di riso ripieni di confettura

...e con oggi il calendario archivia l'estate. Io ancora faccio fatica a pensare di riporre i bikini, il mio amato cappello di paglia, i vestitini colorati e soprattutto la mia bicicletta! Ieri sono andata a fare una passeggiata in spiaggia e l'aria frizzante mi ha obbligata a tenere sulle spalle una felpa di cotone...pensare che poco meno di 15 giorni fa ero a prendere il sole spaparacchiata come una lucertola! Sento già la nostalgia di quei pomeriggi ma cerco di "alleviare il dolore" con qualche  dolce coccola magari ripiena proprio di quei profumi estivi che sono costretta a salutare...
Oggi per il nuovo appuntamento con la rubrica di Al km 0 vi propongo questi biscotti friabilissimi e con pochissimi grassi, ottimi per iniziare la giornata o per uno spezzafame a metà pomeriggio, magari abbinati alle prime calde tazze di the o tisana.


Ingredienti x1 teglia:

180 g di farina di tipo 1 macinata a pietra
20 g di maizena
70 g di olio di riso bio
70 g di acqua fredda di frigorifero
1 pizzico di sale integrale
Confettura di susine q.b.

In una ciotola setacciare la farina con la maizena. Unire un pizzico di sale e formare una fontana. Versare al suo interno l'olio e l'acqua. Iniziare ad impastare con una forchetta, appena il composto prende corpo, rovesciarlo sul piano di lavoro e impastare a mano.
Formare una palla e coprirla a campana con la ciotola. Far riposare per 20 minuti.
Spolverare il piano di maizena e stendere l'impasto in uno spessore sottile. Tagliare con uno stampino rotondo da 8cm di diametro. Adagiare al centro un cucchiaino di confettura e chiudere a mezzaluna. Sigillare bene i bordi con la pressione delle dita e adagiare, a mano a mano che sono pronti, su una teglia rivestita di carta da forno. Impastare nuovamente i ritagli e ripete l'operazione fino ad esaurire l'impasto.
Cuocere in forno preriscaldato a 180°C per circa 15-20 minuti o fino a doratura. Sfornare e far completamente raffreddare su una gratella.
Una volta freddi spolverare con zucchero a velo e servire.


L'impasto si può preparare in anticipo e conservare in frigorifero fino a 2 giorni.


I biscotti freddi si conservano per massimo 3 giorni in un barattolo di latta o vetro a chiusura ermetica. E' possibile congelarli.


...aspettando l'autunno...
Colazione Biscotti di briseè all'olio di riso ripieni di confettura
Merenda Una merenda autunnale di Francesca

martedì 19 settembre 2017

Pane alla segale con lievito madre e impasto a caldo

Ormai c'ho rinunciato a far pulizia nella dispensa delle farine e l'abbassarsi delle temperature mi è alleato per scongiurare il rischio di rovinare quei sacchetti "vecchiotti" accumulati durante la primavera-estate 2017. Uno di questi conteneva la preziosa segale integrale, non di così facile reperibilità al mio mulino di fiducia. Volevo farci proprio un pane, applicando la tecnica dell'impasto a caldo che avevo già sperimentato con successo con farine senza glutine e di difficile lavorazione.
Rimando oggi, rimanda domani, sono arrivata a ridosso della scadenza e non ho più potuto attendere. 



Come risultato sono abbastanza soddisfatta anche se ho già in mente qualche miglioria. Comunque rispetto ai soliti pani di segale pesanti come massi e dalla consistenza quasi immangiabile, direi che questo è un bel passo avanti! 
Ho approfittato dell'occasione per utilizzare per la prima volta la farina Arifa, arrivata per corriere grazie alla vincita al contest "Impastiamo insieme" di Cucinando con Paola e Semi di Vaniglia, questo ha reso l'impasto talmente profumato che ho rischiato di tagliarlo appena sfornato! 


Ingredienti x1 pane:

Poolish
100 g di lievito madre attivo*
200 g di farina Arifa bio**
200 g di acqua naturale a t.a.
Impasto a caldo
250 g di farina integrale di segale***
250 g di acqua naturale a 100°C
Impasto
250 g di farina Arifa bio**
10 g di sale integrale 
5 g di  malto d'orzo bio in polvere

*Rinfrescato e al raddoppio.
**Miscela bilanciata di farine biologiche (Grano Tenero Tipo 1 45%, Semola di Grano Duro, Farro Spelta 16% e Mais). Sostituibile con farina di tipo 1 macinata a pietra.
***Macinata a pietra.

Ho effettuato l'impasto nella planetaria. Si otterranno ottimi risultati anche lavorando a mano o in un capiente mixer.

Spezzettare il lievito nella ciotola della planetaria e versare l'acqua e la farina. Impastare con il gancio a foglia fino ad ottenere un composto omogeneo. Trasferire in un contenitore stretto e alto di plastica dotato di coperchio. Sigillare e far lievitare fino al doppio del proprio volume (in estate a 29-30°C ho impiegato 5 ore, in inverno 10-12 ore).
Portare ad ebollizione l'acqua fino a raggiungere i 100°C e versare subito sulla segale. Impastare con un cucchiaio di legno fino a farla completamente assorbire. Far raffreddare (circa 40 minuti).
Nel ciotola della planetaria riunire il poolish maturo, l'impasto di segale e il resto degli ingredienti tranne il sale. Iniziare a lavorare con il gancio ad uncino fino ad incordatura, aumentando gradualmente la velocità. Incorporare per ultimo il sale.
Fermare la macchina e attendere 20 minuti, quindi spolverare il piano di lavoro di farina Arifa e rovesciarcelo. Praticare una serie di pieghe a libro e coprire a campana con una ciotola. Attendere 30 minuti e ripetere le pieghe altre 2 volte ogni 20-30 minuti. Dopo l'ultima piega, pirlare bene le pieghe sul fondo e adagiare la palla in un cestino da lievitazioen generosamente infarinato. Coprire e far lievitare (in estate 29-30°C 3 ore, in inverno fino a 4-5 ore).
Preriscaldare il forno in funzione statica a 250°C per 30 minuti ponendo sull'ultimo ripiano la pietra refrattaria.
Trascorso questo tempo, rovesciare il pane su un foglio di carta da forno, spolverare di farina la superficie e incidere. Cuocere sulla pietra per 20 minuti, poi abbassare la temperatura a 200°C e proseguire per altri 15 minuti. Completare a 180°C per altri 10 minuti e lo sportello del forno a spiffero. 



Sfornare e far completamente raffreddare su una gratella. Una volta freddo, tagliare a fette e conservare in frigorifero o in freezer. Tostare prima di servire.


Un pane molto aromatico delizioso servito come base di sfiziose tartine da antipasto o con un velo di confettura di mirtilli per la prima colazione.
Provate a farne dei crostini da abbinare alle prime zuppe di stagione...vi conquisterà all'istante!


Con questa ricetta partecipo alla raccolta:

Colgo l'occasione per ricordarvi di partecipare al MeatFreeContest ospitato dal mio blog e dedicato tutto ai cereali

lunedì 18 settembre 2017

Insalata di melone, cetriolo e tofu affumicato

Si può avere un altro weekend per favore?! Questa è la prima cosa che ho pensato stamani appena è suonata la sveglia! E' da venerdì che non mi fermo un attimo, dormo poco e sono arrivata a stare in piedi 12 ore filate...tanto che una sedia era diventata il mio unico miraggio! In compenso sono stata a contatto con persone davvero speciali e con loro ho condiviso un'esperienza unica, come ogni corso di cucina che ho l'opportunità di organizzare. Adesso che è tutto finito, guardo già al futuro, ai prossimi impegni e progetti...ormai la parola "noia" ha perso ogni significato per me!
In compenso sento di aver straviziato più del solito e il mio pancino richiede tanta leggerezza per ripartire con la giusta energia cercando di alleggerirsi del superfluo accumulato.
Ecco che mi viene in aiuto l'insalata-tormentone della mia estate. E' bastato trovare gli ultimi dolcissimi meloni di stagione, un cetriolo sodo e con poco altro sono riuscita a riassaporare i pranzi in riva al mare... 


Ingredienti a porzione:

100 g di tofu affumicato
1 cetriolo grande
2 fette di melone dolce
1 cucchiaino di olio e.v.o.
1 cucchiaio di aceto di mele bio
1 pizzico di sale rosa

Sbattere con una forchetta l'olio con l'aceto ed il sale e tenere da parte.
Pelare il cetriolo ed eliminare eventuali semi interni. Ridurre a rondelle. Tagliare a dadini il tofu e ricavare delle palline dal melone o ridurlo semplicemente a dadini. Raccogliere tutto in una grande ciotola e condire con l'emulsione preparata in precedenza.
Servire subito.


A piacere si possono creare degli spiedini alternando le palline di melone, le fette di cetriolo e il tofu. Ottimi da presentare per un aperitivo informale.


Un mix di sapori equilibrato, fresco e leggero.

venerdì 15 settembre 2017

Gelato alle more selvatiche e polline di spiaggia (senza gelatiera)

Ormai a fine estate riesco a ritagliarmi una mattina libera per fare un giro al grande mercato itinerante del giovedì. Erano secoli che non ne avevo l'occasione e mi organizzo con tutta calma. Armata di bici, borse e qualche soldino in più nel portafogli, mi dirigo alla meta. Decido di farmi un giro completo e guardare tutto con attenzione, mettendomi in alcuni banchetti anche a curiosare tra i cumuli disordinati di vestiti in offerta. Il sole è ancora caldo ed è davvero piacevole trascorrere qualche ora all'aria aperta a fare shopping! Questa  sensazione di leggerezza e libertà mi ha messa proprio di buonumore...e spendere soldi è stato ancora più semplice!!!
Mi sono fatta ammaliare da una bella zuppiera di ceramica, ne ho approfittato per anticiparmi su qualche regalo dei prossimi compleanni in scadenza e sono tornata a casa con un bel bottino anche culinario! Al banchetto dell'apicoltore di zona, dove mi fermo sempre ad acquistare il miele d'acacia o quello di spiaggia, aveva anche il polline fresco ed incuriosita mi sono fermata a chiacchiera, lasciandomi poi convincere ad acquistarne una confezione. Come ogni nuovo prodotto, mi sono informata bene sul corretto utilizzo e sulle proprietà...che ne dite di scoprirle insieme?!  


Il polline è un concentrato di proteine (se ne calcolano in media il 30%) e contiene ben 20 dei 22 aminoacidi naturali. E' ricco di acidi grassi prevalentemente insaturi (Omega3 e Omega6) e apporta tutte le vitamine, numerosi sali minerali e oligominerali necessari al buon funzionamento del nostro organismo. In esso si trovano anche altre sostanze antibiotiche, stimolanti della crescita, antiossidanti e la rutina utile per aumentare la resistenza capillare.
Il polline assunto fresco (congelato), rispetto a quello secco, è ricco di fermenti lattici che stimolano la protezione della flora intestinale.
Risulta, pertanto, un alimento completo dalle molteplici proprietà:
-Energizzante, indicato in tutti gli stati di affaticamento fisico e mentale;
-Protettore cardiovascolare e celebrale;
-Previene forme leggere di sindromi depressive;
-Rinforzante delle difese immunitarie.
Vogliamo anche aggiungerci che ha un sapore davvero intrigante?? Basta scioglierlo in un po' di yogurt bianco per avere una merenda golosissima...io però ho voluto fare di meglio e l'ho messo in un gelato, di quelli sani e sfiziosi come piacciono a me!


Ingredienti x1 merenda:

1 banana piccola e matura
2 cucchiai di more selvatiche*
1 cucchiaio di panna di avena bio e senza zuccheri aggiunti**
1 cucchiaino di polline fresco

*Questo more sono il bottino delle scampagnate estive con Amelia. Le ho poi congelate per averle pronte all'uso anche fuori stagione.
**Sostituibile con yogurt bianco magro.

Tagliare a rondelle la banana e lavare le more. Versare la frutta in un sacchetto da alimenti di plastica e congelare per almeno 12 ore.
Versare la frutta ancora gelata in un mixer insieme alla panna di avena. Frullare alla massima potenza fino ad ottenere una crema omogenea e soda.
Trasferire in una coppetta e completare con una pioggia di polline e, a piacere, qualche mora intera congelata.



Se siete amanti dei sapori molto dolci, consiglio di aggiungere un cucchiaino di miele.


Il polline per non perdere le sue proprietà ed i fermenti lattici non va mai sottoposto a cottura o fonti di calore. Meglio consumarlo a crudo e conservarlo in freezer.


Con questa ricetta partecipo al contest:
SUMMER  MIELIZIA 
il menù dell'estate con Mielizia del blog Dolcemente Inventando

mercoledì 13 settembre 2017

Formaggio di lupini al timo e pepe rosa

Una volta si diceva che se una donna incinta aveva il desiderio di mangiare qualcosa e non lo soddisfava nell'immediato, nel punto esatto in cui si sarebbe toccata, sarebbe comparsa una macchia sulla pelle dell'inquilino del suo pancione, la cosiddetta "voglia". Leggende metropolitane, sicuramente senza nessun fondamento scientifico ma il caso ha voluto che io sia nata con una voglia di lupini sopra l'anca destra.
Mio padre mi ha sempre raccontato che mia mamma amava i lupini in salamoia e lui era "costretto", a qualunque ora del giorno o della notte e in qualunque condizione meteorologica, ad accontentarla. A Viareggio c'era (...e c'è ancora!) un casottino di legno scuro proprio all'angolo della zona pedonale, unico luogo dove era possibile trovare gli "oggetti del desiderio"...va da se' che era diventato il loro cliente abituale più fedele!
Oggi è molto più semplice reperire questo prodotto e, durante la mia ultima spesa al supermercato, il mio sguardo è caduto proprio su di lui ed io, trasportata dai ricordi, me lo sono portato a casa.
E' bastato capitare, poi, dalla mia Sandra per capire la fine più giusta da far fare al mio prezioso bottino! 
Ma prima di scoprire come realizzare in casa un golosissimo formaggio di lupini, scopriamone insieme le proprietà...


I lupini sono degli antichi legumi conosciuti fin dai tempi dei Maya e degli Egizi. A lungo sono stati ignorati per l'alimentazione umana, mentre oggi vengono riscoperti grazie alle loro preziose proprietà. Sono infatti, oltre ad una fonte di proteine vegetali e fibre, anche ricchi di vitamine (A, B, C, Omega 3, Omega 6) e sali minerali, in particolare magnesio, ferro, potassio e calcio. e vitamine. 
Recenti studi hanno confermato che, grazie all’Omega 3, aiutano a prevenire i radicali liberi e l’invecchiamento cellulare. Riducono il colesterolo cattivo nel sangue, prevengono l’ipertensione e offrono numerosi benefici anche al cuore.
Sono facilmente digeribili e aiutano a metabolizzare i grassi, i carboidrati e le proteine, risultando essere una riserva inesauribile di energia, saziando senza appesantire. 

Ricetta liberamente ispirata da qui

Ingredienti x circa 340g di formaggio:

500g di lupini interi in salamoia
1 cucchiaio di olio e.v.o.
2 rametti di timo fresco
2 cucchiaini di pepe rosa

Scolare i lupini dalla salamoia e raccogliere in una grande ciotola. Coprire abbondantemente con acqua fredda e far riposare a temperatura ambiente per 12 ore.
Scolare i lupini e sciacquarli ancora abbondantemente. Privarli della buccia e raccoglierli in un capiente mixer. Frullare con l'olio fino ad ottenere un composto omogeneo. 


Intanto pestare le bacche di pepe rosa in un mortaio. Incorporare le foglioline ricavate dal timo fresco e il pepe pestato alla crema di lupini. Versare in un cestino da ricotta e premere bene con il dorso di un cucchiaio.


Trasferire in frigorifero per almeno 1 ora.


Togliere dallo stampo e servire con un pinzimonio di verdure.


Ottimo anche spalmato su pane tostato o per confezionare dei veg-crostini!


Si conserva in frigorifero fino a 4 giorni in un recipiente ermetico.


Con solo 97 Kcal per 100g, potrete gioire di un formaggio completamente vegetale, sano e goloso senza sensi di colpa e ricco di proprietà benefiche!