martedì 21 febbraio 2017

Cappello di pane integrale

La sera è il mio momento "creativo". Ho tempo libero da spendere come voglio e per chi voglio. Dopo cena il marito se ne va in palestra e lo sento tornare quando io sono già sotto il piumone bella rannicchiata. Le ore che intercorrono in questo lasso di tempo, me ne sto molto spesso al computer con Amelia acciambellata sulle gambe (...ve l'ho già detto che pensa di essere un gatto??!! Le manca solo di fare le fusa e la metamorfosi sarebbe completata!!!) a sistemare foto, scrivere ricette, informarmi, studiare e curiosare sui social e nei blog altrui. E' un momento tutto mio, mi rilasso e anche la scrittura nasce fluida e senza forzature.
Ed è proprio in questo momento che nascono i miei post e le idee per la mia cucina. Ho sempre a portata di mano un quadernino a quadretti e una penna, mi scrivo appunti e bilancio ricette da provare nei giorni successivi...a volte hanno successo, altre un po' meno ma è sempre una continua crescita e scoperta. 
Con i lievitati, poi, è ancora più stimolante e se sono al culmine della fase creativa, mollo tutto quello che sto facendo e corro in cucina a rinfrescare il lievito per l'impasto della mattina...perché devo vedere nel più breve tempo possibile cosa viene fuori!


Raramente capitano gli amori a prima vista, quelle ricette che le appunti con meticolosa precisione e che riproduci passo passo, proprio come il pane di oggi. Mi sono semplicemente limitata a dimezzare le dosi dei "Cappelli di pane" dall'ultimo libro di Sara Papa...e non me ne sono pentita, perché la ricetta è davvero perfetta così com'è!


Ingredienti x1 cappello:

500 g di farina integrale macinata a pietra
375 g di acqua naturale a t.a.
100 g di lievito madre attivo*
8 g di sale integrale
4 g di malto d'orzo in polvere

Olio e.v.o. q.b. x la ciotola
Farina integrale macinata a pietra q.b. x il piano di lavoro e la superficie

*Rinfrescato e al raddoppio.

Ho effettuato l'impasto in planetaria ma si potrà procedere anche a mano ottenendo lo stesso risultato.

Versare la farina nella ciotola della planetaria insieme a 300g di acqua. Impastare brevemente con il gancio a foglia, quanto basta per assorbire il liquido. Coprire con un canovaccio e far riposare 30 minuti.
Unire il lievito madre, il malto e l'acqua avanzata (75g). Montare il gancio ad uncino e portare ad incordatura. Infine aggiungere il sale e riportare l'impasto in corda.
Coprire con un canovaccio e far riposare 30 minuti.
Spolverare il piano di lavoro di farina, rovesciarci l'impasto e praticare una serie di pieghe a libro. 
Formare una palla e porla in una ciotola leggermente unta d'olio. Far lievitare al caldo fino al raddoppio. Io l'ho messa nel forno spento con la luce accesa per 5 ore.
Preriscaldare la pietra refrattaria per 30 minuti a 250°C.** 
Nel frattempo dividere l'impasto lievitato in due pezzature da circa 500g cadauna. Formare una palla con una, pirlandola bene sul piano di lavoro e adagiarla su una teglia rivestita di carta da forno. Dividere la seconda pezzatura in 3 parti da circa 170g cadauna ed intrecciare. Avvolgere il primo impasto con la treccia e sigillare bene la chiusura. Spolverare la superficie di farina e far riposare circa 15 minuti.
Infornare facendo scivolare il pane direttamente sulla pietra refrattaria aiutandosi con la carta da forno sottostante. Cuocere per 15 minuti, poi abbassare la temperatura a 180°C e proseguire per altri 30 minuti.
Valutare sempre i tempi di cottura e le temperature in base al proprio forno.
Sfornare e far completamente raffreddare su una gratella.


**Per chi non avesse la pietra refrattaria, seguire questa tecnica di cottura.

Una volta freddo tagliare a fette.


Per conservarlo al meglio, vi consiglio:
-intero- in dispensa in un sacchetto di carta (o meglio ancora una federa di lino), lontano da fonti di umidità. 1 settimana. Tagliare e tostare al momento della degustazione. 
-a fette- in frigo in sacchetti di plastica. 10 giorni. Riportare a temperatura ambiente prima di gustare, meglio scaldarlo qualche istante in forno o sotto il grill.
-a fette- in freezer in sacchetti di plastica. 3 mesi. Passare le fette ancora congelate qualche istante sotto il grill caldo del forno prima di portare in tavola. 


Un pane davvero versatile che vi potrà accompagnare in ogni pasto della giornata, dalla colazione, semplicemente tostato e servito con un velo di confettura, alla cena, passando per il pranzo e la merenda!


Con questa ricetta partecipo a Panissimo di Febbraio:

lunedì 20 febbraio 2017

Quinoa al limone con chips di rape

Sono stata per due giorni lontana dal blog e questo mi ha aiutata a capire. Se sono dove sono ora e posso fare quello che faccio, è anche merito suo. Avere un blog è uno stimolo continuo, mi sprona a provare sempre cose nuove, ingredienti ed abbinamenti mai osati, inoltre mi ha insegnato a spiegare bene come procedere in una ricetta anche ad un pubblico che magari non ha tanta esperienza sul campo. Adesso mi sento più sicura quando spiego ai bimbi durante i corsi e, giusto ieri, ho tenuto il primo corso di cucina per adulti che è stato un grande successo (...inaspettato da parte mia!). 
Le nuvole cattive se ne sono di nuovo andate ed è tornato il sereno. Grazie anche a tutti voi che mi avete lasciato un pensiero di incoraggiamento e tanto affetto...ve ne sono davvero grata!


Inizio la settimana con una grande grinta e vi presento il protagonista della rubrica di Light&Tasty di oggi: Il limone.
Il limone ha proprietà anticancro (dovute al limonene, una sostanza contenuta nella scorza e responsabile del suo profumo), migliora la funzionalità epatica e facilita l'eliminazione dei grassi e di alcune tossine dal sangue. Grazie al suo contenuto di acido citrico, favorisce il ricambio cellulare, mentre i flavonoidi, presenti nella scorza, contrastano l'arteriosclerosi. Ha note proprietà astringenti e se grattugiato su un piatto contribuisce all'assorbimento dei polifenoli e del ferro. 
Fonte: Io mi voglio bene di Marco Bianchi 

...ascoltando...People help the people


Ingredienti:

80 g di quinoa
1 limone non trattato
2 rape bianche
1 barbabietola rossa
1 cucchiaino di olio e.v.o.
2 pizzichi di sale integrale marino


Sciacquare abbondantemente la quinoa sotto l'acqua corrente. Far bollire 2 volte il suo volute d'acqua (circa 200 ml) in una pentola e versare la quinoa. Appena l'acqua spicca nuovamente il bollore, abbassare al minimo la fiamma e mettere il coperchio. Cuocere per 10 minuti. Poi spegnere la fiamma e far riposare altri 5 minuti.
Lavare il limone, asciugarlo e grattugiare la buccia (solo la parte gialla) fino a ricavarne un cucchiaino. Poi spremerlo e tenere da parte il succo. Mescolare la scorza con il sale e far insaporire. Mescolare un cucchiaio di succo con l'olio e sbattere per ottenere un'emulsione omogenea.
Nel frattempo pelare le rape e ridurle a lamelle sottili, aiutandosi con una mandolina a lama lunga. Disporre su una teglia in un unico strato, condire con l'emulsione ed il sale aromatizzato.



Cuocere in forno ventilato per 15 minuti a 200°C. Poi porre lo sportello a spiffero per far evaporare l'acqua di vegetazione e proseguire la cottura per altri 5 minuti. Sfornare e far raffreddare.



Sgranare la quinoa con una forchetta e mantecare con il succo di limone avanzato. Servirla insieme alle chips.



La nota del limone, oltre a regalare carattere al piatto e profumarlo di fresco, aiuta a far meglio assorbire all'organismo vitamine e sali minerali.


Ecco tutte le altre ricette della settimana: 

venerdì 17 febbraio 2017

Biscotti per cani alla mela

Ci sono parole, frasi e gesti che feriscono nei tuoi punti deboli e che fanno male, male da morire. Ti rendi conto di quanta gente cattiva ci sia in giro che non aspetta altro che parlar male alle spalle e girare-il-dito-nella-piaga. Io ho un brutto carattere, non posso negarlo. Mi basta un niente per cadere in una depressione nera, per mettere in dubbio ogni singola parola detta, gesto fatto o progetto pensato. Tutto si riconduce alla mia insicurezza cronica con cui devo scendere a compromessi ogni santo giorno. Probabilmente non cambierò mai e quando credo di essere diventata più forte ed aver acquisito un pizzico di fiducia in me stessa e nelle mie capacità..puff..basta un niente che tutto torna come prima, se non peggio a causa dell'aggravante di averci pure creduto! Sono sempre alla ricerca di consenso, di approvazione, di "riscontri" e questo non è sano, non va bene.
In questi giorni ho pensato molto alla mia vita e a quello che vorrei. La conclusione è che mi sono sentita stupida. Stupida per aver mirato in alto ed aver seriamente pensato che ce l'avrei fatta "ad arrivare". Stupida per perdere il mio tempo dietro un sogno che non si avvererà mai, nessuno mi noterà in questo mare di squali assetati di sangue, forti e belli. Stupida per continuare a spendere soldi, energie e tempo, tanto tempo, dietro al mio blog. Per cosa?? Sono 4 anni che scrivo, fotografo, mangio piatti freddi e sono sempre qui (quasi) al punto di partenza. 
Forse è il momento di guardare in faccia la realtà e rassegnarmi a dedicare le mie attenzioni ad altro.
Chissà se qualcuno leggerà mai le mie parole ma a me metterle nero su bianco aiuta a metabolizzare e a buttare giù quell'amaro che ho in bocca.
Ho pianto sola ed in silenzio, perchè io le emozioni le devo vivere fino in fondo e Amelia mi ha leccato le lacrime finchè non mi è tornato il sorriso e la voglia di accendere il forno..per lei, solo per lei. 


Ingredienti x2 teglie:

100 g di farina integrale*
140 g di polpa di mela (circa 1 mela media)
1 uovo bio (circa 55 g)
1 cucchiaio di olio e.v.o.

*Macinata a pietra.

Note:
Si potrà effettuare l'impasto a mano, nella planetaria o in un capiente mixer. Secondo me, vista la poca quantità d'impasto, conviene procedere a mano in modo da poterne valutare immediatamente la consistenza ed eventualmente aggiungere acqua o altra farina.

Sbucciare la mela e privarla del torsolo. Frullare la polpa insieme all'uovo. In una ciotola miscelare le farine. Unire il frullato di mela e uovo, l'olio e, con l'aiuto di una spatola, impastare. 
Formare una palla e trasferirla in frigorifero per almeno 30 minuti. Stendere poco impasto alla volta e coppare con un bicchierino da liquore**. Adagiare a mano a mano che sono pronti su teglie rivestite di carta da forno. Con i lembi di una forchetta bucare la superficie e cuocere in funzione ventilata a 160°C per circa 20 minuti. 


Io ho cotto le due teglie insieme nel 2° e 4° ripiano del forno, a metà cottura le ho invertite ed ho fatto fuoriuscire un po' di vapore.
Valutare sempre i tempi e le temperature in base al proprio elettrodomestico.
Sfornare e far completamente raffreddare su una gratella.


Una volta freddi si conservano per 15 giorni in un sacchetto da freezer in un luogo fresco e buio.


**In alternativa si possono formare delle palline di impasto grandi come una noce e schiacciarle direttamente sulla teglia. Bucherellare la superficie con i lembi di una forchetta e procedere con la cottura.


Questi biscotti, a differenza di quelli con lievito madre, rimangono meno croccanti ma non per questo il vostro amico a 4 zampe non li gradirà!

giovedì 16 febbraio 2017

Bomboloni a lievitazione naturale cotti al forno

C'è un foglio di quaderno, a quadretti, scritto in bella grafia, che ogni anno in questo periodo mi si ripropone sotto gli occhi. La ricetta risale ai primi anni del blog, quando avevo tempo di appuntarmi con meticolosa precisione ogni ingrediente ed ogni singolo passaggio. Adesso i miei appunti sono dei geroglifici che spesso nemmeno io riesco a decifrare! Abbreviazioni, penne di colori diversi, foglietti ricavati da qualche stampa di OpenOffice sbagliata...insomma, più vado avanti e più la mia creatività mi rende disordinata. O è forse proprio questo disordine che mi rende creativa?? Chissà se mai riuscirò a sciogliere il dilemma, ad ogni modo quest'anno mi sono voluta fidare di quella ricetta appuntata chissà quanti anni fa.  


Come potete immaginare non sono mancate le modifiche. Le farine da Manitoba e 00 (...ormai bandite da tempo dalla mia alimentazione!) sono diventate farina di tipo 1 macinata a pietra dal mio mulino di fiducia e il lievito di birra è stato sostituito dal mio fidato ed arzillo lievito madre. Inoltre anche il procedimento non mi convinceva, quindi mi sono affidata alla mia attuale esperienza in fatto di panificazione. Alla fine il risultato è stato proprio soddisfacente e ne hanno gioito i ragazzi della squadra di mio marito (...con i quali ha trascorso il San Valentino!).


🎵 Hear me now 🎵
Ingredienti x circa 20 pezzi:

impasto
500 g di farina di tipo 1 macinata a pietra
250 g di latte scremato*
100 g di lievito madre attivo**
1 uovo intero bio (circa 50g)
75 g di fruttosio puro
60 g di burro di ottima qualità a t.a.
25 g di rum (1 bicchierino)
1 cucchiaino di polvere d'arancia
6 g di sale integrale 

finitura
30 g di burro di ottima qualità 
Zucchero a velo q.b.
Fruttosio q.b.
Granella di zucchero colorato q.b.

Farina di tipo 1 per lo spolvero q.b.
Olio di riso per la ciotola q.b.

*Sostituibile con latte vaccino intero, parzialmente scremato o latte vegetale possibilmente non zuccherato.
**Rinfrescato e al raddoppio.

Ho effettuato l'impasto nella planetaria ma si otterranno ottimi risultati anche lavorando a mano o in un capiente mixer.

Sciogliere il lievito nel latte e nell'uovo aiutandosi con il gancio a foglia. Appena il composto risulta omogeneo, unire il fruttosio, la polvere d'arancia e 2-3 cucchiai di farina sottraendola dalla quantità prevista in ricetta. Far lavorare il tempo necessario ad amalgamare gli ingredienti e sostituire la foglia con il gancio. Incorporare a poco a poco la farina, alternandola al rum e al sale, fino a raggiungere l'incordatura. A questo punto aggiungere il burro morbido poco per volta, facendolo ben assorbire dall'impasto tra un'aggiunta e l'altra.
Portare nuovamente ad incordatura, se necessario fermare la macchina, raschiare le pareti e ribaltare l'impasto.



Ungere una ciotola d'olio e rovesciarci l'impasto. Praticare una serie di pieghe in ciotola, ribaltare l'impasto e formare una palla. Coprirla con pellicola trasparente e far lievitare al caldo per 2 ore.***
Ungersi le mani, praticare un'altra serie di pieghe come quelle precedenti, sigillare la ciotola con la pellicola e trasferire in frigorifero per 20 ore.


***L'impasto è pronto per essere steso come segue, io per motivi logistici ho preferito fare un'ulteriore lievitazione in frigorifero.


Far acclimatare l'impasto per circa 2 ore, poi spolverare il piano di lavoro di farina e stendere l'impasto in uno spessore di circa 1,5 cm. Tagliare con uno stampino rotondo di circa 8 cm di diametro e con uno più piccolo formare un buco al centro (..io ho uno stampino che in un colpo solo fa tutto!). 



Adagiare ogni ciambella su una teglia rivestita di carta da forno avendo l'accortezza di distanziarle l'una dall'altra.
Ricompattare i ritagli senza impastare troppo e procedere come prima.


Coprire le teglie con pellicola trasparente e far lievitare al caldo (io nel forno spento con la luce accesa) per circa 5 ore.


Preriscaldare il forno in funzione ventilata combinata al vapore (per chi non avesse questa funzione, posizionare una ciotola d'acqua o di cubetti di ghiaccio sul fondo del forno per creare l'umidità ottimale utile alla cottura) a 180°C per circa 10-15 minuti.



Cuocere una teglia per volta nel ripiano centrale del forno per circa 10-12 minuti. Sfornare e spennellare subito con burro fuso. Passare i bomboloni nello zucchero e servire.


Se volete evitare il burro, si potranno spolverare semplicemente con zucchero a velo.


Questi bomboloni sono golosissimi e non hanno niente da invidiare ai "fratelli" fritti, l'unica accortezza è servirli ben caldi.


Se avanzano si conservano in un sacchetto di plastica a temperatura ambiente. Scaldare qualche istante prima di servire per ritrovare la loro originale fragranza.


Dentro sono delle vere nuvole! I "bottoncini" ammetto di essermeli pappati ancora prima di riuscire a fargli le foto...ma era giusto "testare" il prodotto, non vi pare??


Con questa ricetta partecipo a Panissimo #48:

mercoledì 15 febbraio 2017

Burger di cous cous e barbabietola


Oggi l'appuntamento con la rubrica di Idea Menù propone un tema a me molto caro (vista la mia provenienza): il Carnevale.
Dal mio punto di vista la parola d'ordine deve essere COLORE mescolato ad un po' di fantasia e sulla tavola è già festa!
Vi propongo la seconda portata, completamente vegetale, leggera e sana ma non per questo priva di gusto. 


Ingredienti x3 burger circa ø10cm:

50 g di cous cous integrale
60 g di acqua calda

140 g di barbabietola rossa precotta
20 g di farina di ceci
1 cucchiaino di capperi sottosale
1/2 spicchio d'aglio
2 cucchiai di farina di polenta taragna

1 cucchiaino d'olio x la padella

Reidratare il cous cous per 10 minuti. Nel frattempo tagliare la barbabietola e trasferire nel mixer insieme all'aglio privato del germoglio e ai capperi ben sciacquati e strizzati. Dare una frullata.
Aggiungere il cous cous e la farina di ceci, quindi frullare fino ad ottenere una pasta omogenea. Controllare la consistenza e se necessario aggiungere 1 o 2 cucchiai di farina da polenta. Mescolare bene e dividere in 3 parti uguali d'impasto. Formare i burger lavorandoli delicatamente con le mani e panare in poca farina di mais.
Ungere una capiente padella antiaderente con l'olio aiutandosi con un pennello in silicone. Adagiare i burger senza sovrapporli e cuocere per circa 4-5 minuti. Poi girarli delicatamente con una paletta e dorarli anche dall'altro lato.


Servire con una fresca e colorata insalata. 
Io ho puntato sul colore, scegliendo radicchio a listarelle, rucola, carote e qualche cipollina borretana sott'aceto



Questi burger sono ottimi da servire direttamente dentro un soffice bun.
Provate con questi veg e la mia maionese senza uova...un mix di leggerezza e gusto che vi conquisterà!


Ecco il nostro menù completo:
Antipasto Mini Paris-Brest salati di Manuela
Primo Cannelloni ripieni di carne di Carla
Secondo Burger di cous cous e barbabietola 
Dolce Bomboloni alla crema di Linda

martedì 14 febbraio 2017

Cappelletti di magro su crema di zucca

Oggi la cucina è chiusa. Quest'anno il San Valentino è stato sabotato (...non che ci sia mai stata così tanta attenzione sull'argomento..se non da parte mia che ho sempre provveduto a coccolare il maritino con una cenetta curata nei minimi dettagli...). 
La mia dolcissima-romanticissima-affettuosissima-metà ha deciso di non saltare l'allenamento settimanale del basket in vista della partita importante che l'aspetta e tornerà tardissimo...quindi niente cenetta a lume di candela o (...cosa che speravo...) una prenotazione a sorpresa nel mio ristorante preferito.
Ed io mi coccolerò in solitaria con una pasta fresca fatta in casa con amorevole cura da me stessa...ascoltando buona musica e magari aprendo una buona bottiglia di vino, chi si vuole aggiungere?


Ingredienti x4 porzioni:

pasta
300 g di farina di tipo 1 macinata a pietra
3 uova bio
1 pizzico di sale integrale
1/2 cucchiaino di olio e.v.o.
Semola q.b. per lo spolvero
ripieno
400 g di spinaci cotti e ben strizzati
200 g di ricotta vaccina ben sgocciolata
2 cucchiai di Parmigiano Reggiano grattugiato
1 pizzico di sale integrale
Noce moscata q.b.
Pepe verde macinato q.b.

Setacciare la farina e mescolarla al sale. Formare una fontana e romperci dentro le uova, unire l'olio ed iniziare ad impastare con una forchetta incorporando a poco a poco la farina circostante. Proseguire impastando a mano e lavorando a lungo la pasta per stimolare la maglia glutinica. Formare una palla e avvolgerla in pellicola trasparente, quindi far riposare a temperatura ambiente per 30 minuti.
Nel frattempo preparare il ripieno. In una capiente ciotola mescolare gli spinaci con la ricotta, unire il Parmigiano, il sale e spolverare con noce moscata e pepe verde a piacere. Assaggiare e aggiungere eventualmente altro Parmigiano a gusto personale. Coprire la ciotola e tenere in frigorifero fino al momento dell'utilizzo.
Stendere poca pasta per volta, avendo l'accortezza di tenere coperta quella inutilizzata, a mano o con la macchinetta in uno spessore molto sottile (tacca 7). Aiutarsi con della semola per il piano di lavoro.
Tagliare la pasta in quadrati con la rondella da pizza di circa 5cm per lato. Adagiare al centro 1 cucchiaino di impasto ed inumidire i bordi con un pennellino imbevuto di acqua. Chiudere formando un triangolo e poi arrotolare al dito indice facendo combaciare due punte e sigillando bene con la pressione dei polpastrelli. Proseguire in questo modo fino ad esaurire gli ingredienti.


Adagiare i cappelletti pronti su uno o più vassoi ben spolverati di semola.


Trasferire i vassoi in frigorifero e, dopo 4 ore, staccare delicatamente i cappelletti congelati e chiuderli in sacchetti. In questo modo si conservano fino a 3 mesi. Basterà tuffarli ancora congelati in acqua in ebollizione e cuocerli per circa 8 minuti.

Per servire
(dosi da intendersi a porzione)
1 fetta di zucca a pasta soda
1 cucchiaino di concentrato di pomodoro
1 filo olio e.v.o.
Pepe verde macinato q.b.

Pulire la zucca dai filamenti, semi e buccia. Ridurre la polpa in dadini e cuocere in pochissima acqua per circa 15 minuti. Unire il concentrato di pomodoro e frullare finemente con il frullatore ad immersione. Versare la crema calda nei piatti e adagiarci sopra i cappelletti cotti. Completare con una grattata di pepe verde ed un filo di olio e.v.o. a crudo. Servire subito.


Se preferite potete servirli anche con un semplice sugo di pomodoro e basilico. La punta di acidità è necessaria per accentuare il dolce dell'interno. Sconsigliato il classico burro e salvia che rendere piatta la degustazione.


lunedì 13 febbraio 2017

Torta cioccomela (Sugar free - Gluten free - Vegan)

Questa settimana per la rubrica di Light & Tasty abbiamo scelto un ingrediente controverso quanto ambito, soprattutto in periodo di dieta: il cioccolato.
E' ormai risaputo che il suo consumo apporta benefici al nostro organismo, ma come regolarsi?! Un quadratino di cioccolato al giorno (10-20g circa) toglie il dietologo, il cardiologo, il neurologo e persino il dermatologo di torno! Questo se si fa attenzione a scegliere la qualità giusta: il cioccolato DEVE essere fondente, con una percentuale di cacao almeno del 70% e senza grassi idrogenati.
Il cacao è un antiossidante naturale, protegge il nostro sistema cardiovascolare riducendo il rischio di ictus, il colesterolo ematico e regolando la pressione arteriosa. Oltre ad essere un potente antinfiammatorio, salutare per fegato e per combattere l'emicrania, il cacao ha effetti positivi anche sull'umore, sullo stress e sulle capacità cognitive. Infine, l'alto contenuto di vitamina D, collabora al processo di assorbimento di calcio e fosforo.
Quindi perchè privarsene? 


Ammetto che cerco di non tenerla in casa perchè ne sono talmente ghiotta che non riesco mai a fermarmi a 1-2 quadratini ma, senza nemmeno accorgermene, ne mangio mezza barretta alla volta compromettendo tutti i benefici ed incidendo gravemente sulle calorie giornaliere. 
Molto meglio ricettarla magari abbinandola a frutta di stagione, farine sane e limitando l'uso di grassi e zuccheri così da rendere il gusto di cioccolato protagonista e la torta di oggi ha superato ogni più rosea aspettativa!
Anche l'uomo di casa (...zucchero dipendente!) ne è rimasto estasiato e non posso che invitarvi a provarla!


Ingredienti x1 stampo quadrato 18x18cm:

200 g di farina di riso italiano macinata a pietra
200 g di latte di riso al naturale
160 g di polpa di mela (peso al netto degli scarti)
100 g di cioccolato fondente al 74%
10 g di olio di riso bio
6 g di lievito per dolci bio


Pulire la mela dalla buccia e dal torsolo. Tagliare a pezzi e versare nel mixer insieme al cioccolato. A parte portare a bollore il latte e versarne metà ancora caldo nel mixer. Frullare fino ad ottenere una crema omogenea.
In una ciotola miscelare la farina con il lievito setacciato, unire la crema di mela e cioccolato, il latte rimanente e mescolare accuratamente con una frusta a mano.
Versare l'impasto nello stampo (il mio era in silicone, quindi non ho dovuto ungerlo) e cuocere in forno statico preriscaldato a 200°C per circa 20 minuti.
Valutare sempre i tempi e le temperature in base al proprio forno e fare la prova stecchino per accertarsi del risultato.
Sfornare e far raffreddare su una gratella. Quando il dolce è freddo, estrarre dallo stampo e decorare a piacere con zucchero a velo (...ma è buonissimo anche al naturale!!!).


A piacere tagliare a cubotti. Con queste dosi se ne ottengono 16 da circa 95 Kcal cadauna!


Un'idea per una colazione golosa (dose consigliata 2 cubotti) o uno spezzafame sano e sfizioso (dose consigliata 1 cubotto).


La presenza della frutta rende questa torta umida e scioglievole per diversi giorni. 
Consiglio di conservarla in un luogo fresco per max 3 giorni oppure in frigorifero fino ad una settimana.
La torta può essere congelata.


Non perdetevi le altre cioccolatose ricette:
Riso nero di Daniela